Monthly Archivegiugno 2015



1 - storie di rivolta &4 - zoo &8 - ribellioni 29 Giu 2015 09:45 pm

Storia di un detenuto che resiste con fierezza.

Giappone, zoo di Higashiyama

Si chiama Shabani. E’ un gorilla maschio di 18 anni. E’ prigioniero nello zoo giapponese di Higashiyama dal 2007. Ha avuto due figli, dopo essere stato trasferito in Giappone da un’altra prigione australiana. Da alcuni mesi, in seguito ad una autopromozione dello zoo che ha usato le sue foto, è al centro dell’attenzione dei social. Mille visitatori al giorno e cento  curiosi fissi davanti alla gabbia di Shabani. Dicono che il pubblico femminile  lo chiami ikemen (bel ragazzo) e faccia lunghe file per vederlo.

“Quando lo guardi e lo fotografi sembra proprio che si metta in posa”- dice un portavoce dello zoo- ma probabilmente essendo il capo di un gruppo di altri gorilla, sta tenendo d’occhio i visitatori”.

Le donne sono le visitatrici più numerose,  dice la CNN, alludendo porno graficamente al presunto fatto che il Giappone scarseggi in fatto di appuntamenti amorosi. E il linguaggio inglese si presta a tutta una serie di giochini al riguardo. Lo slang “going bananas” (andar matto per) si trasla nel più specifico “goin ape”(fare il matto, ‘ape’ significa  scimmia). ‘’Chi potrebbe resistere a quel sorprendente volto,  la fronte cesellata , i pettorali scolpiti  e la tonicità delle terga pelose?”….“ E come si distingue un normale gorilla da un hunky gorilla?” (hunk- fustone é uno degli aggettivi con cui viene descritto l’animale) viene chiesto in un quiz pensato su misura per il prigioniero. Una star dei tempi di internet, dicono, che pare proprio si sia accorto della sua notorietà ma che, nonostante questo, mantiene un atteggiamento super cool.

Il gorilla non ha scampo. Prigioniero e  guardato a vista, finisce col rappresentare tutta una serie di formule di umanizzazione beffarda che vanno dall’invidia del pene ( pari sesso) a quella per la bigamia, la “bellezza scultorea” e chi più ne ha più ne metta.

Sarebbe interessante che all’investimento simbolico facesse seguito una sostituzione reale: fuori i gorilla dalle gabbie, dentro gli umani. Fuori la parte animale, dentro il tutto umano.

Qui video e foto

Qui notizia CNN

(Fonti: www.buzzfeed.com e www.edition.cnn.com)

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 29 Giu 2015 07:37 am

E la stalla resta vuota

Vigodarzere (PD), aprile 2015

Pare che la porta sia stata lasciata aperta. Non esitano un attimo: evadono tutte e cinque.

Qui la notizia (Fonte:mattinopadova.gelocal.it)

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1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 28 Giu 2015 10:31 am

Evasi otto vitelli da una fabbrica per l’ingrasso

Mesola (FE), giugno 2015

Vi vengono rinchiusi quando pesano 200 Kg per venir ingrassati fino a pesarne 400 ed essere così pronti per la macellazione. Non corpi di viventi ma riserve di carne per viventi umani. In otto sono riusciti ad evadere…

Chiamiamo le cose col loro nome… al posto di allevamenti, termine col quale si occulta l’effettiva reificazione degli animali, diciamo fabbriche di bovini!

QUI l’articolo (estense.com)

(fra i commenti segnaliamo e riportiamo il seguente, postato da persona cui sono note le dinamiche dell’evasione:

” (…) sono fuggite perché hanno volontariamente rotto la chiusura del recinto e ke sono scappate alle ore 8 del mattino e ke il mio fidanzato non ha dormito X notti e ke non è stata una disattenzione del personale.”

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(foto d’archivio)

 

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 27 Giu 2015 11:16 am

Storie che ritornano

Gaiarine (TV), giugno 2015

La sua evasione è durata solo un’ora,  così poco hanno impiegato ad imbracciare il mitra.

E’ curioso che in questo articolo in cui se ne parla (fonte: ilgazzettino.it) si usi la foto di un altro toro, questo, evaso e mitragliato in Brianza un anno fa.  Ma non è un caso, il copione è sempre quello. E anche il soggetto, nell’immaginario, è lo stesso, è un toro qualsiasi. Quello che si continua a far rinascere, apparentemente uguale a se stesso, per riempire gli allevamenti. Ma nel web le foto girano, i protagonisti ritornano e continuano a raccontare le loro storie, non si lasciano dimenticare…

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Il toro evaso in Brianza nel febbraio 2014

 

 

 

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &8 - ribellioni 27 Giu 2015 10:08 am

Un uomo muore a Coria

Coria (Spagna), giugno 2015

Sbarre larghe attraverso cui andare a sfidare e poi correre a nascondersi, confidando che il grosso corpo del toro infuriato lì non ci passerà. Che lui resterà fuori, isolato e vulnerabile nonostante tutta la sua potenza. Ma stavolta ciò non basta a proteggere la vigliaccheria umana. Guapeton colpisce attraverso le sbarre. E nuovo sangue animale si sparge inutilmente.

Qui la notizia (ansa.it)

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Guapeton viene giustiziato sulla pubblica piazza di lì a pochi giorni.
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“Non ce la faccio a commentare….
si cercano le notizie, si cerca di commentarle, si cerca di cambiare parole e prospettiva… si mettono sul sito…
si cercano le immagini… sempre strazianti…
ci si vorrebbe aggrappare ad un lieto fine… non ce n’è quasi mai…
si cerca allora distrazione con le parole nuove, con le tecniche da blogger, con la carica che senti dentro.
Poi vedi questo, e crolli.
Nonostante tu sappia perfettamente ogni cosa, ogni dolore, ogni sguardo, ogni speranza, ogni attesa, ogni barbarie…
poi vedi questo e non ce la fai più…”

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 25 Giu 2015 11:41 am

E’ una storia a lieto fine?

Piegaro (PG), 23 giugno 2015

“Alla fine l’hanno salvata.” Come se la storia finisse qui, come se fosse una storia a lieto fine. Questa mucca evasa da un allevamento è stata riportata in quello che è solo il luogo d’attesa di una morte prematura. Certo, encomiabile l’impegno di chi si è prodigato per tirare la fuggiasca fuori dai guai, ma come è possibile non sentirsi in contraddizione con ciò che si pretende invece da lei? Eppure tutti erano davvero impegnati a salvare un vivente, e non la futura bistecca… O invece sì? Sicuramente erano impegnati a ricomporre un mosaico al quale era sfuggito un tassello.

Qui l’articolo (umbria24.it)

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1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni 24 Giu 2015 01:16 am

L’invasione surreale degli animali dello zoo, come nelle scene iniziali del film ” Underground” di Kusturica

Tbilisi, giugno 2015

(scena dal film Underground di E. Kusturica)

Il giorno dell’inondazione, un giorno come tanti, si rivela essere invece  diverso  e tragico. Dopo  il terrore,  gli animali dello zoo vagano liberi per la città. Proprio come nelle prime sequenze del film Underground di E. Kusturica, dove due dimensioni  si intrecciano: da un lato la violenza e la brutalità del reale (le bombe su Belgrado che cadono dal cielo, le case distrutte, gli animali dello zoo agonizzanti), dall’altro il desiderio di libertà e la surreale invasione degli animali nella città… Anche nel film sulla ex Jugoslavia, come a Tbilisi,  troviamo  paura, meraviglia,  speranza e dramma.

A Tbilisi molti animali sono stati ricatturati, molti uccisi, tra questi una tigre albina.

Resta ancora in libertà  un coccodrillo.

Su questo coccodrillo che nuota ancora libero nelle acque che hanno sommerso le strade della città georgiana,  Kusturica  saprebbe sicuramente raccontarci un’altra  delle sue storie stupefacenti.

Qui la notiza dell’uccisione della tigre bianca

Galleria foto

(Fonte: www.corriere.it)

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 23 Giu 2015 02:06 pm

Un alce a passeggio per il centro – quando la convivenza è possibile

Colorado, 22 giugno 2015

Un giovane alce ha  catturato l’attenzione mentre passeggiava di sera lungo una strada a Denver, nei pressi di un centro commerciale. Subito si è formato un folto gruppetto di curiosi .

Il grosso animale, una femmina, non si è mostrato minimamente impaurito neanche quando la polizia ha tentato di farlo spostare sparandogli contro  dei pallini di piombo.

“Qui da noi questi animali non vengono predati, non hanno nulla da temere e sono molto tranquilli. Tuttavia si raccomanda agli abitanti di non avvicinarsi troppo, sono pur sempre animali selvatici e quindi imprevedibili” recitano  all’unisono polizia e corpo forestale .

L’alce si è poi diretta verso un cortile dove si è sdraiata a riposare.

C’è voluto un po’ di tempo prima di riuscire a far spostare il grosso alce verso una zona meno trafficata.

L’animale poi è stato lasciato solo .

Queste nuove generazioni sono state trasferite  in Colorado da un paio d’ anni, dopo una grossa disputa tra abitanti e cacciatori  in Montana e Wyoming dove questi animali erano stato introdotti,  incrementandone la presenza, per essere cacciati; anche in quel caso, per giustificare la carneficina, è stato preso a pretesto l’elevato numero di animali poi riprodottosi .

Almeno stavolta, in Colorado, un meraviglioso  animale ha ripreso la strada verso i boschi.

Qui notizia e video

(Fonte: www.denver.cbslocal.com)

 

 

 

 

 

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni &approfondimenti 23 Giu 2015 01:26 pm

1549, la prima volta nella storia che si racconta di Resistenza Animale?

 

Che sia stata questa la prima volta  che si sia usata letteralmente l’espressione “resistenza animale”?

“Le bestie – che Dio mi aiuti! – a patto che gli uomini non facciano troppo i sordi, gridano loro: “Viva la libertà!”. Quante ne muoiono appena vengono catturate: come il pesce saluta la vita insieme all’acqua, così altre bestie salutano la luce del giorno e non vogliono sopravvivere per nessun motivo alla perdita della loro naturale indipendenza. Se gli animali mai conoscessero le distinzioni gerarchiche, eleggerebbero tra queste la propria nobiltà. Gli altri, dai più grandi ai più piccoli, quando li si cattura offrono una tale resistenza con le unghie, le corna, il becco e le zampe da dichiarare a sufficienza quanto abbiano caro quel che stanno per perdere; e, una volta presi, danno segni così evidenti di quanto siano consapevoli di essere infelici che si vede benissimo come, da quel momento in poi, il loro sia più un languire che un vivere, un mantenersi in vita più per piangere il bene perduto che per compiacersi della servitù. Cos’altro vorrà infatti mai dire l’elefante che, difesosi allo stremo, non scorgendo più vie di fuga, sul punto d’essere catturato, serra le mascelle e fracassa le sue zanne contro gli alberi, se non che il grande desiderio di restare libero, così com’è, gli infonde coraggio e gli suggerisce di trattare con i cacciatori per vedere, se al prezzo delle zanne, potrà scamparla, se gli riuscirà cioè di barattare il suo avorio e pagare questo riscatto per la sua libertà?”

Il brano è tratto da ” Discorso della servitù volontaria” di Étienne de la Boétie, trad. it. di E. Donaggio, Feltrinelli, Milano 2014, pp. 39-40.

Étienne de la Boétie: 1530-1563.

 

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni 23 Giu 2015 11:54 am

Il pinguino dello zoo di Tbilisi in fuga per la libertà

Tbilisi, Georgia, giugno 2015

Questi uccelli marini sono stati cresciuti in cattività ed è per questo che si riteneva non fossero in grado di sopravvivere dopo la devastante inondazione

Il fuggiasco ha però smentito la teoria

L’animale non solo è riuscito a sopravvivere per quasi una settimana dopo l’inondazione, ma ha anche coperto a nuoto la distanza di ben 60 chilometri e poi, prendendosi gioco della squadra di inseguitori, è riuscito a sfuggire alla cattura.

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(Fonte : www.rainews.it)

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