Category Archive2 – allevamenti e macelli



1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 20 Apr 2017 07:05 pm

Toro evade del mattatoio ma finisce in trappola

Ascoli Piceno, 19 aprile 2017

Inseguito e braccato dai vigili del fuoco, dalla polizia, dai carabinieri e dai medici del servizio veterinario, si ripara in un fosso.

E proprio qui viene decisa la sua fucilazione.

QUI l’articolo

(Fonte: www.ilrestodelcarlino.it)

(Foto :www. corriereadriatico.it)

2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni &approfondimenti 14 Apr 2017 11:21 am

Del comprare animali

Il 30 marzo sei vitelli sono scappati da un mattatoio di St. Louis. I sei, per ore, sono sfuggiti ad ogni tentativo di cattura, facendo restare con il fiato sospeso migliaia di persone.

Migliaia di persone che, per le ore che la loro fuga è durata così come per i giorni immediatamente successivi, hanno gioito con loro, tenuto il fiato sospeso per loro, sperato per loro.

Come sempre accade quando un animale sfugge al suo destino e alla sua prigione, e diventa da cosa individuo. Scavalca i confini entro cui null’altro è se non merce, per appropriarsi di spazi altri, irrompendo nella nostra realtà antropizzata, costringendoci a guardarlo negli occhi e riconoscere nel suo sguardo il nostro stesso sguardo. Nella sua voglia di vivere la nostra. Nella sua ribellione ad un sistema che schiaccia, uccide e mercifica la nostra stessa ribellione.

Una volta ricatturati, i sei giovani vitelli sono stati ricondotti al mattatoio.

Per uscirne di nuovo dopo pochi giorni, ed essere condotti verso quella che presumibilmente sarà la loro ultima destinazione: il Gentle Barn Animal Sanctuary.

Subito dopo la loro cattura sono state organizzate raccolte fondi. Si parla di circa 20.000 dollari ottenuti.

Tanto è costata la vita dei sei giovani fuggitivi. Tanto da questa storia ha guadagnato il proprietario del mattatoio dove avrebbero dovuto morire (e dove – ininterrottamente, anche ora – si continuano ad uccidere giovani vitelli tali e quali a loro).

Un altro rifugio statunitense, il Farm Sanctuary, ha a tal proposito emesso un comunicato:

“Grazie a tutti coloro che hanno chiamato e che si sono interessati alla sorte dei sei vitelli fuggiti e ricatturati a St. Louis ieri.
Abbiamo ricevuto molte domande sulla possibilità da parte nostra di pagare la cifra richiesta dal loro proprietario per salvare la vita di questi sei coraggiosi individui.
La nostra posizione resta la seguente: quando noi acquistiamo un animale con il fine di salvarlo/a, non facciamo altro che contribuire all’acquisto dell’animale che lo/la sostituirà.
I 15.000 dollari che l’azienda ha ricevuto per soltanto tre di loro, avrebbero potuto essere usati per comprare migliaia di altri animali:

9,090 pulcini di ovaiola
6.976 pulcini di broiler
1.718 tacchini
300 agnelli
250 capre
75 maialini

Versare denaro nelle casse di mattatoi o allevamenti non fermerà lo sfruttamento animale. Nel nostro paese sono più di 10 miliardi gli animali uccisi ogni anno soltanto per farne cibo. Anche se se ne acquistassero e salvassero ogni anno 20.000, questi non sarebbero altro che un mero 0,0002 percento di quelli massacrati. Non possiamo competere con l’industria della carne sui numeri, e non può neanche essere quella dei numeri la nostra priorità nel salvare individui.
Solo cercando su annunci di vendita, giornali locali, o chiedendo ad allevamenti e fattorie nei dintorni, riempiremmo tutti e tre i nostri rifugi in meno di una settimana. Ma non saremmo “liberatori”. Saremmo “clienti”. Di fronte ad una realtà tanto devastante, fatta di gabbie e massacri, quello che possiamo e dobbiamo fare è cercare di aiutare quegli animali la cui vita può venir salvata usando sistemi che siano efficaci e funzionali al fine di modificare la realtà in cui gli animali sono costretti.
Salvare vite pagandole non è solo sbagliato, ma decisamente inutile. Senza acquistare un solo animale, Farm Sanctuary e i rifugi a noi vicini sono comunque traboccanti di vita.”

Non si può non essere concordi con queste parole. Razionalmente, politicamente, eticamente.

Se il nostro fine ultimo è il sovvertimento dell’attuale ordine delle cose, il superamento delle barriere di specie, la fine della reificazione dei corpi, del dominio dell’uomo sugli altri animali e sulla natura, è impensabile operare acquistando animali, ovvero riproducendo e alimentando proprio ciò contro cui ci battiamo: questo sistema, questo ordine economico, questa visione dei corpi di serie B come merce che possiamo acquistare pagandone il prezzo richiesto.

Se quello a cui tendiamo è la fine del massacro infinito di animali, non è acquistandone (cento? mille?) quanti possiamo, operando quindi all’interno della stessa macchina che stritola miliardi e miliardi di vite, che riusciremo a fermarla, la macchina. Ma solo se ad essa ci opponiamo, ne rompiamo gli ingranaggi, ne ostacoliamo il funzionamento.

Se ciò in cui crediamo è che ogni individuo sia unico, la sua vita preziosa e sacra, come prezioso e sacro il suo diritto alla libertà, dovremmo rigettare l’idea stessa che questo individuo, questa vita, abbiano un prezzo.

E non è facile.

Non lo è mai.

In un post su Facebook, il Barn Sanctuary risponde così a chi dubita sulla liceità di aver pagato per i sei vitelli:

“E’ una questione davvero difficile: non vogliamo dare soldi al mattatoio, ma non possiamo neanche girarci dall’altra parte, andarcene e lasciarli morire.”

Chi ha, nella sua vita, come chi scrive, visto trascinare via vitelline che erano ad un passo dalla salvezza, guardato i loro occhi terrorizzati; chi ha passato giorni e settimane a cercare di salvare un animale che aveva tentato la ribellione, ed era fuggito dalla sua prigione, passato calde giornate e notti piene di stelle assaporando la libertà, per poi essere ripreso e ricondotto indietro; chi si è sentito dire che animali sequestrati e tolti al loro aguzzino sono stati venduti al mercato del bestiame e risucchiati di nuovo nel nulla; chi ha visto e vissuto ed ascoltato tutto questo, sa quanto sia difficile, la questione.

Perché se da un lato ci sono la ragione, la politica, l’etica, dall’altra c’è emozione, e dolore, quel dolore lancinante allo stomaco, che ti ferma il respiro, al solo pensiero che da quel che tu decidi dipende la vita di qualcun altro.

Ma se sogni un mondo diverso, un mondo in cui tutti i maiali possano godersi le stelle delle notti d’agosto, e tutte le mucche i loro figlioli, questa decisione è davvero così difficile?

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &8 - ribellioni 04 Apr 2017 02:45 am

Ci si ribella per sopravvivere!

Zenevredo (PV), 3 aprile 2017

La voce di chi cerca di difendersi si alza forte e chiara. Non c’è nulla di ‘insolito’, non c’è un bovino ‘imbizzarrit*’. È un’estrema ribellione per la sopravvivenza.

Qui la notizia

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 01 Apr 2017 12:18 am

Sconfitti col sonno

Varmo (UD), 14 marzo 2017

Riusciti ad evadere dal recinto, ce l’hanno messa tutta per difendersi da chi voleva riportarli in prigione. È stato necessario annullare la loro volontà, farla perdere nel sonno per riappropriarsi dei loro corpi.

Qui la notizia

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 30 Mar 2017 01:15 am

“Salvata” o ricatturata?

Livorno, 28 marzo 2017

Un’anatra nel traffico di Livorno, in un  pomeriggio di marzo, è stata salvata.. dalla libertà.

Articolo

(Fonte: www.iltirreno.gelocal.it)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 29 Mar 2017 09:36 pm

Fuga nel canale

Bassano del Grappa (VI), 29 marzo 2017

Certo da lì hanno dovuto aiutarla ad uscire. Una giovane mucca, riuscita ad evadere mentre la scaricavano da un camion, ha continuato la sua corsa per vari chilometri in un canale di irrigazione, improbabile strada d’acqua per la sua fuga.

QUI la notizia

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 27 Mar 2017 10:09 am

Carica e scappa

Texas, 26 marzo 2017

Inseguita dalla polizia, viene fatta rientrare nel recinto. Ma lei  carica e scappa di nuovo.

QUI il video

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 20 Mar 2017 12:47 am

Quattro cavalli per strada, in fuga.

Benevento, 19 marzo 2017

Stupiscono, spaventano, incuriosiscono, divertono.

Quattro cavalli  “fuori contesto”…perché il loro posto è ovviamente un altro. Dove possono essere reclusi, governati, sfruttati, macellati.

Nell’articolo si  scrive  che alla fine sono stati riportati a casa.

Quattro cavalli in fuga tra le vie di Benevento: stupore per gli automobilisti

(Fonte: www.ntr24.tv)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &8 - ribellioni &approfondimenti 16 Mar 2017 09:20 pm

Ribellarsi ad un mondo mostruoso

Selva di Cadore, 14 marzo 2017

Un toro si è ribellato davanti al macello.

Si è ribellato alle corde e alle sbarre,  al rumore di morte, all’odore del sangue, alla mattanza che sentiva imminente. Per un attimo si è ribellato anche alla paura.

Lo hanno ucciso, alla fine, ma la sua storia ormai è dentro ognuno di noi.

QUI articolo (Fonte: www.corrierealpi.gelocal.it)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 13 Mar 2017 06:33 pm

Non c’è nulla di bizzarro in una fuga disperata

Castelfranco Veneto, 13 marzo 2017

Per lui non c’è stato scampo. Ha provato l’ebbrezza della libertà per qualche minuto e poi è stato abbattuto.

Ancora un triste epilogo, ennesima uccisione di un fuggitivo.

Cosa significa “scelta istintiva”? Ha scelto ma non troppo perché dopotutto è un animale e in quanto tale si muove esclusivamente governato dall’istinto?
Al lungo elenco delle parole usate a casaccio e abusate, troppo spesso con finalità svilenti, possiamo aggiungere la parola “istinto”.
L’altra parola che risuona e stride in quest’articolo è “imbizzarrito”, non c’è nulla di bizzarro in una fuga disperata

(Fonte: www.m.ilgazzettino.it)

 

 

Pagina successiva »