Monthly Archivegennaio 2016



1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 29 Gen 2016 10:14 am

L’antispecismo come lotta solidale

Borgoricco (PD), 22 gennaio 2016

” … fino a non molto tempo fa, erano considerati incapaci di fornire delle vere e proprie risposte a ciò che influenzava e interferiva con le loro vite e quindi di ribellarsi o di opporre resistenza allo sfruttamento umano. Gli spedisti, infatti, hanno sempre trattato gli animali alla stregua di macchine istintuali funzionanti sulla base di attività riflesse. Anche i primi antispecisti però non hanno potuto cogliere il significato più profondo della rivolta e della resistenza animale dal momento che li hanno sempre visti come protagonisti passivi di quanto accade loro (…) Più recentemente, il sorgere ed il progressivo consolidarsi di un pensiero liberazionista che si è smarcato dal cripto-antropocentrismo e dal paternalismo del primo antispecismo, ha decisamente modificato il punto di vista con cui interpretare questi fenomeni, non più relegati nella sfera di un’aneddotica più o meno bizzarra comunque priva di significato sociale e politico, ma considerati come aspetti rilevanti per comprendere appieno la storia attraverso cui si è venuta strutturando l’attuale condizione di sfruttamento sistemico degli animali e per dare nuovo corso alla lotta per la liberazione.” M. Filippi e F. Trasatti, Crimini in tempo di pace, eleuthera, 2013

Un giovane manzo è riuscito a sfuggire alle mani degli operai che lo trascinavano al macello. Dopo una corsa disperata è stato ripreso.

QUI la notizia

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(Foto d’archivio)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 28 Gen 2016 10:19 am

Evasa sull’Appennino emiliano

Semiago di Casina (RE), 26 gennaio 2016

Ci sono voluti quei dardi di anestetico conficcati nel corpo per riuscire a vincere la sua resistenza. “Caccia grossa”, scrivono, per riuscire a sottomettere di nuovo questa mucca che si era ripresa un pezzetto di mondo e riportarla dove non voleva stare.

La notizia (Reggio report.it)

QUI il video

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1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 27 Gen 2016 09:38 pm

Sigui, evasa dal braccio della morte

Vich (Svizzera), 26 gennaio 2016

Sigui si è ribellata e martedi  26 gennaio è fuggita dal mattatoio di Vich nella regione di La Cote, in Svizzera. Si è ritrovata in strada  e ha tenuto testa per due ore al tentativo di cattura finchè è stata sedata con un dardo anestetico. La coraggiosa mucca non potrà sfuggire al suo triste destino nonostante il forte sostegno popolare che,  attraverso il giornale e i social, chiedeva di risparmiarla.

“Non posso fare altrimenti -dice l’allevatore-vivo di questo e dovete capirlo, anch’io nutro dei sentimenti per questi animali”

Ormai è stata venduta e non si torna indietro. Indicata nei modi più dispregiativi del caso e definita anche animale non facile non ha ricevuto la grazia.

Il nome  Sigui le è stato dato dalla redazione del giornale che ha seguito questo caso dopo che il giornalista Sigfredo Haro, che andava in giro a fare foto e domande, è stato insultato e picchiato.

Sigui vivrà solo due giorni in più del previsto per via dell’anestetico da smaltire e per il fatto che è troppo stressata.

Eh si, bisogna rispondere a specifici requisiti prima di essere risvegliati e ammazzati.  Ingiustizia, Crudeltà e Infamità  sono i componenti di un mortale cocktail che si chiama Schiavitù.

L’articolo è qui.

(Fonte: www.lacote.ch )

1 - storie di rivolta &7 - evasioni &approfondimenti 27 Gen 2016 04:48 pm

Mala Zimetbaum, Edek e tutt* gli altr*

 

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“Anche ammettendo che fossero riusciti a superare lo sbarramento di filo spinato e la griglia elettrificata, a sfuggire alle pattuglie, alla sorveglianza delle sentinelle armate di mitragliatrice nelle torrette di guardia, ai cani addestrati alla caccia all’uomo: verso dove avrebbero potuto dirigersi? Erano fuori dal mondo, erano uomini e donne d’aria. (…) Inoltre, in tutti i Lager la fuga di un solo prigioniero era considerata una mancanza gravissima di tutto il personale di sorveglianza, a partire dai prigionieri funzionari fino al comandante del campo, che rischiava la destituzione. Nella logica nazista, era un evento intollerabile: la fuga di uno schiavo, specie se appartenente alle razze di “minor valore biologico”, appariva carica di valore simbolico, avrebbe rappresentato una vittoria di colui che è sconfitto per definizione, una lacerazione del mito; ed anche, più realisticamente, un danno obiettivo, perché ogni prigioniero aveva visto cose che il mondo non avrebbe dovuto sapere. Di conseguenza, quando un prigioniero mancava all’appello (cosa non rarissima, spesso si trattava di un errore di conteggio, o di un prigioniero svenuto per esaurimento) si scatenava l’apocalissi. L’intero campo veniva messo in stato d’allarme; oltre alle SS addette alla sorveglianza intervenivano pattuglie della Gestapo; Lager, cantieri, case coloniche, abitazioni dei dintorni venivano perquisite. Ad arbitrio del comandante del campo, venivano presi provvedimenti d’emergenza. I connazionali o gli amici notori o i vicini di cuccetta dell’evaso erano interrogati sotto tortura e poi uccisi; infatti, un’evasione era un’impresa difficile, ed era inverosimile che il fuggitivo non avesse avuto complici o che nessuno si fosse accorto dei preparativi. I suoi compagni di baracca, o a volte tutti i prigionieri del campo, venivano fatti stare in piedi, nella piazza dell’appello, senza limiti di tempo, magari per giorni, sotto la neve, la pioggia o il solleone, finché l’evaso non fosse stato ritrovato, vivo o morto. Se era stato rintracciato e catturato vivo, veniva punito invariabilmente con la morte mediante impiccagione pubblica, ma questa era preceduta da un cerimoniale vario da volta a volta, sempre di ferocia inaudita, in cui si scatenava la crudeltà fantasiosa delle SS. Ad illustrare quale impresa disperata fosse una fuga, ma non solo a questo scopo, ricorderò qui l’impresa di Mala Zimetbaum; vorrei infatti che ne rimanesse memoria. L’evasione di Mala dal Lager femminile di Auschwitz-Birkenau è stata narrata da più persone, ma i particolari concordano. Mala era una giovane ebrea polacca che era stata catturata in Belgio e che parlava correntemente molte lingue, perciò a Birkenau fungeva da interprete e da portaordini, e come tale godeva di una certa libertà di spostamento. Era generosa e coraggiosa; aveva aiutato molte compagne , ed era amata da tutte. Nell’estate del 1944 decise di evadere con Edek, un prigioniero politico polacco. Non volevano soltanto riconquistarsi la libertà: intendevano documentare al mondo il massacro quotidiano di Birkenau. Riuscirono a corrompere una SS e a procurarsi due uniformi. Uscirono travestiti e e giunsero fino al confine slovacco; qui vennero fermati dai doganieri che sospettarono di trovarsi davanti a due disertori e li consegnarono alla polizia. Vennero immediatamente riconosciuti e riportati a Birkenau. Edek venne impiccato subito, ma non volle attendere che, secondo l’accanito cerimoniale del luogo, venisse letta la sentenza: infilò il capo nel cappio scorsoio e si lasciò cadere dallo sgabello. Anche Mala aveva risoluto di morire la sua propria morte. Mentre in cella attendeva di essere interrogata, una compagna poté avvicinarla e le chiese: “Come va, Mala?” Rispose: “A me va sempre bene”. Era riuscita a nascondersi addosso una lametta da rasoio. Ai piedi della forca si recise l’arteria di un polso. L’SS che fungeva da boia cercò di strapparle la lama, e Mala, davanti a tutte le donne del campo, gli sbatte sul viso la mano insanguinata. Subito accorsero altri militi, inferociti: una prigioniera, un’ebrea, una donna, aveva osato sfidarli! La calpestarono a morte; spirò, per sua fortuna, sul carro che la portava al crematorio”.

Primo Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi, 1986

approfondimenti 27 Gen 2016 03:10 pm

Giovane toro evade dal lager della morte.

Carrasco (Uruguay), 20 gennaio 2016

Ci son volute quattro ore e più di dieci persone per ricatturare uno splendido e giovane bovino che ha lottato per la libertà.

Una volta fatto scendere dal camion ha superato le barriere interne del mattatoio ed è corso in strada e ha resistito con tutte le sue forze.

Alla fine è stato sedato e ricondotto al lager della morte.

Le solite false preoccupazioni per la tutela del vicinato e nessun pensiero per quella vita, con un dispiegamento di polizia da azione antiterrorista.

“E’ un animale normale a tutti gli effetti”- risponde asciutto nell’ intervista un responsabile del Frigorífico Carrasco S.A (Minerva Foods) – ” la sedazione per tranquillizzarlo è stata fatta con cura da un veterinario esperto e non presenta tossicità. Già da domani potrà essere reinserito nel circuito della carne”

A nulla sono valsi i tentativi dell’associazione “Animale sin Hogar” per salvare la vita all’animale..

L’associazione, conosciuta per aver salvato e accolto 250 animali,  ha pubblicato sul proprio sito tutte le fasi legate alla richiesta di liberazione e le interviste alle tv locali.

Ingiustizia ha trionfato.

Accorato e lucido il ringraziamento degli attivisti per tutti coloro che si sono uniti per sostenere la liberazione del giovane manzo ribelle.

Qui la nota dell’associazione e tutti i riferimenti

Qui articolo e video

( Fonte: www.subrayado.com.uy )

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 26 Gen 2016 10:06 am

Traccia

Rio Saliceto (RE), 20 gennaio 2016

Sull’auto ha lasciato l’impronta del suo corpo. Era evasa da una fabbrica di latte e carne ed ha trovato la morte sulla strada.

Qui la notizia

 

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approfondimenti 25 Gen 2016 12:11 pm

Tilikum n. 2

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Segnaliamo l’uscita del n. 2 del bollettino del gruppo La Lepre, “Tilikum” (orca ribelle di cui abbiamo parlato su questo blog), che contiene, fra le altre cose, una rubrica sugli atti di resistenza degli animali.

da: lalepre.noblogs.org

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E’ disponibile il secondo numero di TILIKUM, pubblicazione di liberazione animale, umana e della terra, realizzata dal gruppo La Lepre e altre individualità affini.

Per richiedere copie cartacee: lalepre@canaglie.org

Indice di questo numero:

-Guerra aperta. Intervista a Nicole Vosper -Antispecismo e domesticazione animale -Notizie ed aggiornamenti -Sul corpo delle donne -Natale con l’ALF-Animali ribelli -Azioni dirette -Animali transgenici -A proposito di violenze sessuali -Mass media e liberazione animale: un’alleanza impossibile -Aggiornamenti e indirizzi prigionieri/e

E’ anche possibile scaricare il pdf in versione lettura online:

http://lalepre.noblogs.org/files/2016/01/tilikum2_lettura.pdf

o già impaginato per la stampa:

http://lalepre.noblogs.org/files/2016/01/tilikum2_stampa1.pdf

Aiutateci con la distribuzione!

http://lalepre.noblogs.org

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1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 24 Gen 2016 07:15 pm

“Colpevole” di bloccare il traffico, lo fermano con 20 pistolettate e una fucilata.

Assia –  Germania, dicembre 2015.

La pericolosità sociale è sempre un buon argomento per scatenare   la macchina  della repressione. Lui era solo evaso da una  stalla e non era colpevole di nulla, neanche per essere recluso.

Qui l’articolo

(Fonte: www.tv.ilfattoquotidiano.it)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli 22 Gen 2016 09:49 pm

Lunga vita, Freddie!

Queens (USA), 21 gennaio 2016

Fuggiva dalla condanna a morte il bovino che è stato visto fare avanti e indietro lungo l’affollata Jamaica avenue, nel quartiere in cui sorge un mattatoio nel Queens (nyc, usa).

Nella periferia newyorkese sono presenti diversi mattatoi che detengono animali vivi. E non è infrequente che ci siano fughe.

Una volta in strada il povero animale correva da una parte all’altra assaporando pochi minuti di libertà.  Come accade spesso la presenza di un animale ‘insolito’ in quanto ‘ da reddito’ ha suscitato  lo stupore misto ad un senso di disagio. Qualcuno si è detto contento di vedere una mucca in giro per la città, anche se sarebbe fuggito ‘se si fosse avvicinata troppo’.

Ricatturato dalla polizia e ‘senza incidenti’ è stato ricondotto al mattatoio dove era previsto fosse ucciso prestissimo.

‘Ammazziamo il venerdi’ aveva detto un macellatore.

Ma la notizia, diffusasi rapidamente, ha allertato diverse  associazioni animaliste, attivisti  e altri solidali. Numerosissime sono state le telefonate e le richieste di rilascio. E’ di pochi minuti fa  la conferma che oggi, a poche ore dalla fuga, Freddie, così è stato chiamato il bovino ribelle, è diretto al controllo veterinario e sarà ospitato presso lo Skyland Animals Center and Rescue.

Lunga vita Freddie!

Qui il VIDEO dell’evasione

GALLERIA FOTO

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1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni 19 Gen 2016 04:28 pm

Vitelli evasi dal ‘ranch’

Cowboys’ Guest Ranch, Voghera (PV), dicembre 2015

In questo luogo dove si finge d’essere cowboys e cowgirls e ci si sollazza con rodei, raduni di vitelli e bistecche cotte in riva al fiume, stavolta tre vitelli gliel’hanno fatta fare sul serio la corsa per riprenderli…

QUI la notizia

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