Category Archive6 – altri luoghi di detenzione



1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni &approfondimenti 25 Apr 2019 09:36 pm

25 aprile

Oggi è festa di liberazione, festa della resistenza. Ricordiamo tutte le resistenze ignorate e calpestate. Cerchiamo di restare in lotta con loro.

Libertà condizionata

La vicenda dei cavalli di Ostellato fa emergere con urgenza una dinamica in realtà molto deleteria e ambivalente delle relazioni con gl* altri animali: quella della cura. Non che i rapporti non debbano mai essere improntati ad essa, ma che diviene paralizzante quando assunta a regola generale e quando non vuol riconoscere nell’altr* alcun livello di possibile autonomia ed autodeterminazione. Pensiamo che gl* animali (che siamo peraltro abituat* ad allevare) abbiano una capacità pari a zero di sapersi gestire, a meno che non si tratti di animali selvatici, quando invece molti casi di evasione e latitanza dimostrano chiaramente il contrario, e non solo nel riuscire a procurarsi cibo e riparo. Ci sono corpi che riacquistano agilità, robustezza, a cui si rinfoltisce il pelo, nei quali riaffiora la capacità di socializzazione annullando in pochi mesi di vita libera secoli di selezione genetica. Ci saranno individui che soccombono, ma così è sempre stato. La logica pastorale invece continua a inibire ogni competenza a vivere in autonomia, secondo la logica del “do ut des”: la protezione in cambio dello sfruttamento. Anche se, di fronte alla nascita forzata prevista dall’allevamento, tale argomento suona alquanto pretestuoso. L’autonomia è combattuta soprattutto attraverso la selezione dei corpi meno reattivi e gli strumenti di contenzione zootecnica completano a vita, anzi, a morte, il quadro. Persino davanti alla manifesta capacità di autonomia dei cavalli di Ostellato, come di altri gruppi di animali, certe logiche di controllo non vengono meno. E condizionano anche relazioni in cui l’empatia è evidente. In questo caso gli umani intervengono con la scusa di proteggere, di garantire la sopravvivenza e mettono in funzione i soliti meccanismi di sfruttamento. Riusciremo mai ad avere una lettura meno miope dell’altr*? Riusciremo mai a mantenere una sana distanza da chi chiede solo di veder rispettata la propria vita… anzi che non chiede proprio nulla e non sa che farsene, probabilmente, di un amico-padrone?

QUI la notizia

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 20 Apr 2019 01:26 am

Un casuario attacca un collezionista di uccelli esotici.

Florida, 14 aprile 2019.

Questo grande e fiero animale originario dell’Australia e Nuova Guinea era solo un  pezzo di collezione di cui probabilmente ci si vantava. E’ considerato uno degli uccelli  più pericolosi perché le sue zampe hanno artigli lunghi fino a dieci centimetri. Anche di questo sicuramente si faceva sfoggio il collezionista.

L’attacco è stato mortale.

Articolo

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione 11 Apr 2019 11:37 pm

La capacità di scelta di Tiger.

Malaysian Sabah District, North Borneo, marzo 2019

Questa è la storia di Tiger, un orfano di orango che fu trovato da cucciolo sulle rive del fiume Kinabatangan. Fu curato presso un centro di riabilitazione specifico di Sabah, in Malesia. Una volta adolescente si decise che era meglio lasciarlo andare nella foresta di Kabili che circondava la clinica nella speranza che si unisse a una banda di altri oranghi. Ma poche settimane dopo essere stato liberato, un uomo  corse al centro chiedendo loro di venire a prendere Tiger perché era stato trovato mentre cercava di salire sulla moto di un suo dipendente.

“Il guaio è che era abituato a stare vicino agli umani. Ma era anche diventato un grosso orango che poteva davvero far paura. Non potevamo semplicemente lasciarlo vagare per i villaggi con il rischio che potesse ferire accidentalmente qualcuno o che qualcuno potesse sparargli perché avevano paura di lui.”

Tiger  è stato allora  portato al centro dove è stato curato anche da un’infezione al torace. Quest’anno si è deciso di dargli “un’altra occasione” e tentare nuovamente di liberarlo..
È stato trasportato quindi in elicottero in una remota parte di Tabin, dove è improbabile che possa trovare altri contatti umani.
Sue, che ha preso parte all’operazione, ha dichiarato: “È stato un momento molto emozionante. Tiger ha dato un’ultima occhiata alle sue spalle, poi se ne è andato. Avevamo tutti le lacrime agli occhi. E’ stato con noi da quando lo abbiamo trovato da cucciolo, quindi è molto amato, ma sapevamo che per lui c’erano  migliori possibilità di sopravvivenza nella foresta e che doveva essere lasciato andare”.
Dopo la liberazione si è sentito Tiger lanciare  “lunghe chiamate” attraverso la foresta in cerca di un compagno.

La notizia non è stata diffusa subito in Malesia, racconta un  contatto che lavora in uno di questi ‘centri.
Non sappiamo neanche se ce la farà o se morirà di fame. Forse poteva essere lasciato prima nella foresta… Certo è che con tutte le sue vicissitudini poteva finire anche chiuso in una gabbia. In effetti la soglia tra una scelta diretta,  per es. una fuga dal mattatoio, da un camion etc. e questa situazione è molto diversa. Tiger, invaso dalle pratiche umane di soccorso,  fa i conti con una sorta di mezza “domesticazione”. Ma  la sua personalità è ben determinata, il suo carattere lo rende sia abituato ma anche timido nei confronti degli umani. Questa storia ci interpella sul  rapporto che per forza di cose si crea in una relazione tra specie diverse, un rapporto  che non sempre diventa osceno. Intorno a questo orango  si crea una situazione quasi di stallo (non gli hanno sparato appena l’hanno visto montare la moto ) come se fosse compreso da tutti  che, trattandosi di un  animale dalle indubbie capacità cognitive, fosse anche automatico per lui comportarsi come gli umani che gli stavano attorno.  Chissà, magari  se ne voleva invece proprio andar via… Difficile a dirsi. In ogni caso ha cercato di sperimentare, di divertirsi magari, pur essendo in una situazione quasi borderline che per certi versi  avrebbe invece potuto renderlo catatonico o ammaestrato. Chi lo ama e ha imparato a conoscerlo non l’ha “educato”,  gli è stato accanto aiutandolo, come in una relazione di supporto e amicizia.  Averlo liberato è stato un gesto intelligente e cooperativo.

E Tiger che si gira verso i suoi compagni umani per poi andare alla scoperta della libertà nella foresta, ha fatto la sua scelta. Sembra quasi di vederlo quello sguardo intenso …che ci scava dentro e ci fa fare il tifo per lui.

Laura

(fonte : www. www.advertiserandtimes.co.uk )

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 09 Apr 2019 06:10 pm

Declamador, straziato e ferito, riesce a incornare il suo carnefice

Valencia, 18 marzo 2019

La corrida, una delle tante tradizioni crudeli e violente di cui ci si vanta, va abolita. Punto.

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni 16 Gen 2019 05:02 pm

Emù in fuga: “impossibile resistere alla tentazione di tirare fuori lo smartphone”…

 

“Impossibile resistere alla tentazione di tirare fuori lo smartphone”. Così commenta il giornalista del Notiziario in un articolo dell’11 gennaio su 2 emù fuggiti da una proprietà privata nella provincia di Milano.

Purtroppo i due protagonisti di quello che per molti è solo un divertente spettacolino sono stati presto catturati e riconsegnati al proprietario.

 

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni 18 Dic 2018 10:34 am

Un pappagallo di specie “protetta” (ovvero: quando la protezione è una gabbia)

Un articolo di repubblica.it riporta la storia di un pappagallo cenerino, una specie protetta, fuggito dall’abitazione della sua proprietaria.

“Era scappato di casa a inizio ottobre, terminando la sua corsa con l’atterraggio in una palestra in zona Città Studi a Milano, sotto gli occhi increduli delle persone che si stavano allenando. E’ iniziata così la storia del pappagallo cenerino volato via dall’abitazione dei suoi proprietari e recuperato dai volontari dell’Enpa: nonostante avesse un anello di riconoscimento inamovibile alla zampa, per circa un mese e mezzo nessuno ne ha denunciato lo smarrimento. Così è rimasto nella sede dell’Enpa in via Gassendi 11 dove ha ricevuto le cure dei volontari. Al termine di una serie di accertamenti è stata rintracciata la presunta proprietaria che ha dichiarato che il pappagallo, custodito dal suo compagno, era scappato volando fuori dalla finestra: lo aveva acquistato anni prima in un negozio spagnolo, ma nel frattempo aveva perso i documenti. L’animale è stato sequestrato, la proprietaria denunciata dalle guardie zoofile e le indagini sono passate ai carabinieri forestali del nucleo Cites per i successivi accertamenti. “Questi pappagalli sono tutelati come specie in pericolo d’estinzione dalla convenzione di Washington (Cites), che regola il commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione – spiega il presidente dell’Enpa di Milano Ermanno Giudici – Da qualche tempo il pappagallo cenerino, a causa di un intenso traffico che sta minacciando la specie, è stato inserito come specie a massima tutela. Da un punto di vista burocratico i possessori di questi animali devono avere documentazione specifica che ne attesti la legittima proprietà”.

Il fatto di appartenere a una specie in via d’estinzione, “a massima tutela” (con un anello di riconoscimento alla zampa), non ha portato grande fortuna a questo pappagallo di cui il giornale non menziona neppure il nome.

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni 01 Ott 2018 02:31 pm

Una “scena surreale”

 

“Scena surreale”. Così la didascalia di Repubblica a un video in cui si vedono alcuni momenti della fuga di una cavalla dall’ippodromo in Francia.

“Francia, cavalla imbizzarrita scappa dall’ippodromo ed entra in un bar: la fuga dei clienti terrorizzati
Una cavalla impegnata in una corsa a Chantilly, a nord di Parigi, è entrata imbizzarrita in un bar ristorante di fronte all’ingresso principale dell’ippodromo.
Le telecamere di sicurezza hanno ripreso la scena surreale, immortalando i clienti e i camerieri che fuggivano impauriti.
”Era stata già sellata – ha spiegato l’allenatore Jean Marie-Beguigne – poi ha fatto cadere il fantino tra la pista e le stalle, fuggendo e attraversando anche una rotonda prima di entrare nel bar. E’ stato tutto davvero assurdo”.
La proprietaria del bar Stephane Jasmin ha raccontato: ”E’ entrata e ha iniziato a correre verso l’angolo scommesse, rompendo tavoli e sedie. Mai visto nulla di simile”.”

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni 05 Set 2018 01:45 pm

Emergenza rientrata: nessun danno a persone o cose…

“… è stato bloccato e l’emergenza è così rientrata. Nessun danno a persone o cose”.

Questo il commento finale dell’articolo del Corriere di Como che riporta la notizia della fuga di un cavallo da una mostra zootecnica in allestimento a Como.

“Ha deciso di farsi un giro per la città”, osserva il giornalista, con la solita inconsapevole tendenza a minimizzare la semplice realtà di un cavallo che ha provato a fuggire, purtroppo senza successo, da una vita di catene.

Una successiva rettifica ci segnala che in realtà il cavallo era scappato da una carrozza mentre veniva legato dal proprietario.

Cambia ben poco, tutto sommato.

 

 

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 07 Mag 2018 09:22 am

No selfie

Da “Repubblica.it”:

India, voleva farsi un selfie con l’orso: l’animale lo attacca e lo uccide

Articolo completo

Video (Fonte: “Independent”)

 

 

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni &8 - ribellioni 24 Apr 2018 08:43 pm

Maneggi, luoghi da cui fuggire.

San Pietro in Cariano (VR), 22 aprile 2018

Fugge di notte dal maneggio, evita le auto ma si scontra con un scooter. Due i feriti, il primo trasportato rapidamente in ospedale. Del secondo non si scrive un granché.

Qui la notizia.

(Fonte: www. larena.it)

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