Category Archive8 – ribellioni



1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &8 - ribellioni 30 Apr 2020 10:12 pm

Resistenza finale

Roma, 29 aprile 2020

Nel macello del Prenestino un toro ha scatenato la sua furia disperata contro uno degli addetti alla macellazione e l’ha gravemente ferito. Nessun sangue dovrebbe scorrere sui pavimenti.

QUI l’articolo

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 01 Feb 2020 08:50 pm

Quattordici animali tra polletti e galline, volano via dal camion.

Arezzo, gennaio 2020

Testimonianza di Susi di Ippoasi, il rifugio  che ha accolto prima tre e poi altri due dei  quattordici animali trovati sulla strada. Una persona  aveva allertato delle attiviste e segnalato la presenza degli animali mentre il  camion era fermo  e l’autista stava sistemando dei teli.

“Si tratta di  animali enormi, goffi, che si muovono a malapena. Io li trovo, in ogni caso, individui resistenti: si approcciano per la prima volta alla vita, in un corpo che riescono a fatica a gestire, gioiosamente caparbi, zampettando curiosi nelle pozzanghere che si formano per la pioggerella di questi giorni. All’inizio erano spaesati, ovviamente ridotti malaccio, stavano sempre appiccicati, ma questa sera uno di loro ha scelto di andare a dormire nella casina insieme con un’anatra e un altro anziano polletto. Sono piccole grandi cose che noto e che mi riempiono il cuore.
Altre due sono arrivate pochi giorni fa, perché prima erano state portate dal veterinario viste le gravi condizioni, e sono praticamente paralizzate.”

Dei quattordici individui volati dal camion non tutti sopravvivono.
Una delle due attiviste racconta: «Uno è stato investito ed è morto sulla strada e un altro è morto poche ore dopo il nostro soccorso sul prato della casa di Sara, dove quel giorno tutti hanno visto l’erba per la prima volta nella loro vita e hanno sentito il calore del sole».

Articolo

 

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni 28 Gen 2020 06:36 pm

Se è vero il detto che non c’è due senza tre …

Foresta delle Landes, Lesperon (Landes- FR), 25 gennaio 2020.

Un cervo attacca un cacciatore nella foresta di Landes durante una battuta di caccia. Lo ferisce in faccia, sfigurandolo, e sulla spalla: 50 punti di sutura. Ma il tipo, attaccato un mese fa dai cinghiali, non intende rinunciare alla sua grande passione. Ha commentato semplicemente: “Non e’ la mia annata. Un mese fa, sono stato caricato anche da due cinghiali. Il primo è passato tra le mie gambe ma il secondo mi ha caricato e  ferito il torace. Questa volta ero a fianco del cervo quando mi ha attaccato per poi scappare via.”

Forse il cacciatore dovrebbe proprio dimenticarsi del suo fucile se è vero che non c’è due senza tre! Anche perchè la prossima, magari, potrebbe essergli fatale.

QUI l’articolo.

1 - storie di rivolta &3 - circhi &7 - evasioni &8 - ribellioni 30 Nov 2019 07:10 pm

Dalla parte del toro

Pamplona, 14 novembre 2019.

Parafrasando il titolo dell’articolo di www.tg24-ore.com :

Toro incorna torero alla corrida, ucciso immediatamente nell’arena: trementina sulle zampe, vaselina negli occhi, stoppia nelle narici e nella gola, un arpioncino conficcato al garrese, stato di soffocamento e vomito, dissanguamento prolungato, ferite  multiple sui muscoli del collo e ferita profonda tra le scapole che ha raggiunto gli organi vitali. 

Notizia e video  www.tg24-ore.com

Torero incornato alla corrida, ricoverato gravissimo in ospedale: costole e vertebre fratturate, lesioni epatiche e un enfisema sottocutaneo

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni &approfondimenti 02 Nov 2019 11:31 pm

Siamo tutt* Meteor!

Avevamo già scritto di Meteor, lo yak imprendibile in fuga dal mattatoio.

Imprendibile…come una stella.

Il 27 settembre scorso Meteor è stato investito da un’auto.

Un pensiero- ricordo di

Siamo tutti Meteor: riflessioni sulla nostra connessione emotiva con gli animali”

Lo yak, grande, peloso e cornuto ma “carino”

“Il 22 ottobre il Washington Post ha pubblicato una storia di 2.000 parole su Meteor, lo yak. Il pezzo era essenzialmente un sentito necrologio, di quelli di solito riservati a star del cinema, eroi di guerra e pionieri dell’arte, della scienza e dell’industria. Un pezzo che definirei esagerato. Ma non è esattamente quello che provo per questo annuncio funebre così dettagliato.

Sono ciò che a volte viene chiamato “un tipo da animali”. Ho un’affinità per tutte le cose pelose e a quattro zampe, piumate e con becco, e persino inquietanti e striscianti, con la notevole eccezione degli insetti puzzolenti. Odio gli insetti puzzolenti. Ma ho adorato Meteor — o meglio, ho adorato la sua storia e ciò che ha simboleggiato. Era provocatorio, eroico, furbo e perfino carino, se quella parola potesse essere applicata a una bestia irsuta da 600 libbre con grandi corna.


Continue Reading »

1 - storie di rivolta &7 - evasioni &8 - ribellioni 02 Nov 2019 02:43 pm

Finalmente una corsa vera

Bari, 31 ottobre 2019

Un cavallo “da corsa” ha disarcionato il fantino ed è corso via… finché ha potuto.

Sfugge al fantino, cavallo imbizzarrito verso la città. Fermato dalla Polizia Locale

1 - storie di rivolta &3 - circhi &8 - ribellioni 25 Ott 2019 12:00 pm

Un orso si ribella durante lo spettacolo. Storia di una dignità rubata

Karelia-Russia, 24 ottobre 2019

Per molto tempo il re degli animali del mondo occidentale non fu il leone, ma l’orso. Fu oggetto di timore e venerazione da parte degli uomini che lo riconobbero come un parente o un antenato a cui dedicare culti diversi.  Tanto potere e  fascino non poterono che scontrarsi con i timori e gli anatemi della chiesa.

“Una delle strategie usate dalla Chiesa per detronizzare l’orso fu quella di fargli perdere simbolicamente forza e superbia, presentandolo come un animale di cui l’uomo  non doveva aver paura e che poteva essere facilmente sconfitto. Non da qualsiasi uomo, è ovvio, non dai re, nè dai guerrieri o dai semplici cacciatori, bensì dall’uomo esemplare, l”uomo di Dio”, il modello perfetto della vita cristiana: il santo”. (p. 109)

“A partire dall’inizio del Duecento la regalità dell’orso era scomparsa. La belva non fu umiliata soltanto nelle agiografie della Chiesa, nelle favole e nei raccoti di animali, ma anche in altri testi letterari, nei proverbi, nelle immagini e anche nella vita quotidiana. Era ormai possibile vedere l’orso sulle piazze delle fiere e dei mercati, incatenato, il muso serrato da una museruola, mentre danzava o compiva qualche misera acrobazia, al seguito dei giullari e degli ammaestratori di animali, cui obbediva come una sorte di buffone triste e rassegnato. Il collare  e  la catena  non gli permettevano di fuggire, la museruola gli impediva di mordere, i cani non avevano più paura di lui e persino i bambini potevano andargli davanti per sfidarlo, toccarlo, ridere di lui … “(pagg.206-207)

“Sotto i tendoni dei grandi circhi itineranti gli orsi fecero la loro comparsa nella seconda metà del 1800. Orsi bruni ma anche orsi bianchi e orsi dal collare provenienti dall’Himalaya. Le belve feroci danzavano, facevano esercizi di giocoleria, stavano in equilibrio su una trave o una sfera, andavano in bicicletta o sull’altalena, fingevano di fare la boxe o di suonare la fisarmonica”(pag. 299)

“L’orso non è un animale come gli altri e l’orso di peluche di fine ottocento/inizio novecento, in tutte le sue varie reincarnazioni, è diverso da qualunque altro giocattolo. L’orso di peluche è il primo  oggetto che il bambino domina completamente, di cui può fare quello che vuole, portarlo dove gli pare, a scuola, all’ospedale, in vacanza. Può persino torturarlo o distruggerlo senza doverne rendere conto a nessuno (…) Di fatto gli uomini e gli orsi  sono sempre stati inseparabili e lo sono rimasti fino ad oggi. Al punto che, quando  nel luglio del 1969 Neil Amstrong e i suoi due compagni partirono alla volta della luna, erano accompagnati da un orso di peluche. (pagg. 307-308).

da L’orso. Storia di un re decaduto di Michel Pastoureau.

 

Articolo

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 14 Ott 2019 11:44 pm

Ha cercato riparo tra le mucche.

Biella, 12 ottobre 2019

Un lama è riuscito ad evadere saltando la recinzione elettrica ed ha cercato di nascondersi in una mandria di mucche.

“Tutta la storia della zootecnia dimostra la lotta incessante fra soggiogati e allevatori. Si tratta di una lista potenzialmente interminabile di pratiche il cui vero denominatore comune è proprio la resistenza a cui rispondono: fruste, morsi, gioghi, operazioni chirurgiche, sterilizzazioni, selezione genetica, tecniche comportamentali, retoriche elaborate  per spezzare la solidarietà interspecifica …” M. Reggio, Leggere la resistenza, p. 25 in Animali in Rivolta, Mimesis Edizioni.

Lama 1 – Zootecnia 0

Articolo

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 06 Ott 2019 09:08 pm

Aggressione di una scrofa

Roma, 6 ottobre 2019

Qui l’articolo (repubblica.it)

I giornali sottolineano il contesto di abusivismo, come se questo potesse esser messo in relazione con la ferocia di una madre che probabilmente aveva già visto sparire i suoi piccoli*.
In un contesto come questo sicuramente non ci sono le gabbie di contenzione a costringere le scrofe inchiodate in uno spazio dove ogni piccolo movimento è impedito, a isolarle come inerte recipiente di latte a cui attaccarsi, a tenere al sicuro chi si avvicina.

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni &8 - ribellioni 19 Set 2019 06:37 pm

La libertà può essere un tetto.

Armentieres (FR), 19 settembre 2019.

Una pantera nera esce dalla finestra di un appartamento e passeggia per tetti e terrazzette. Viene avvistata da passanti e vicini che chiamano  i vigili e un veterinario riesce a sparare una dose di anestetico. L’animale viene così rimesso in gabbia  e preso in carico da una associazione per la protezione degli animali che dovrà però spostarla in uno zoo.  Il proprietario, che secondo i vicini sarebbe partito per le vacanze,  è ricercato per detenzione illegale. Fine della storia.

Pagina successiva »