Category Archive8 – ribellioni



1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 02 Ago 2019 02:20 pm

Un caprone in autostrada.

Autostrada Siena-Grosseto, 30 luglio 2019.

“I poliziotti lo hanno inseguito cercando di prenderlo ma il caprone, con un balzo, ha cambiato corsia di marcia …” E’ stato poi bloccato sulle colline senesi dove cercava un nascondiglio.

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1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 29 Lug 2019 01:11 pm

Domate con la lontananza

Poschiavo (CH), 3 luglio 2019
Nascono e muoiono perché così è programmato, partoriscono com’è programmato e poi non possono essere tutte madri allo stesso modo. Alcune vengono subito castrate attraverso l’immediata separazione dal figlio/a, e si sa che la castrazione è considerato un metodo per agire sull’aggressività. Sono domate con la lontananza. Così il latte può venir sottratto senza problemi.
Qui invece la reazione di una cosiddetta “madre nutrice”:

mucca aggredisce escursionista

1 - storie di rivolta &3 - circhi &8 - ribellioni 05 Lug 2019 04:14 pm

How many years can some people exist before they’re allowed to be free?

Triggiano (BA), Circo Orfei, 4 luglio 2019

Durante le prove dello spettacolo con quattro tigri, una di loro si ribella all’addomesticamento. Aggredisce il domatore e le altre tre, come aspettando un segnale di rivolta, la imitano.

“How many times… ?” (vi ricordate Bob Dylan, con le sue pessimistiche  domande  sulle tragiche abitudini di violenza e guerra degli umani ?) Ecco: quanto tempo dovrà passare ancora perché si comprenda in maniera empatica, profonda e definitiva che gli altri animali vanno lasciati in pace? Che nessun* è nat*  per stare in gabbia e fare il burattino a comando?

Vicenda drammatica davvero, ancor più per l’epilogo e anche perché i quattro felini verranno di certo “abbattuti”. Può essere una seppur misera consolazione quella di pensare: meglio morti che vivi in gabbia, violentati a vita?

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1 - storie di rivolta &4 - zoo &8 - ribellioni 01 Lug 2019 11:07 pm

Evasione di una banda di macachi.

Zoo giapponese di Okinawa, 27 giugno 2019

Non è chiara la dinamica secondo la quale  14 macachi sono fuggiti da uno zoo, ops, da un carcere giapponese pochi giorni fa.

Durante le ricerche che hanno poi portato alla cattura di tutti gli animali e alla confisca del loro bene più prezioso, la libertà, in molti hanno fatto il tifo per  i fuggitivi.

In questo articolo, scritto quando ancora non erano stati tutti catturati, si scherza sul fatto che i primi due macachi riportati nello zoo i non potranno certo dare informazioni sui fuggitivi: farli parlare non è facile, si scrive.

Si scherza spesso e volentieri su questi fatti. Forse per un malcelato imbarazzo di fronte ai desideri negati agli altri animali che invece manifestano eccome la propria volontà, forse perché quando l’ordine viene ristabilito non resta che il sapore amaro dell’ingiustizia, forse perché ci si butta tutto alle spalle come un fenomeno tutto sommato bizzarro.

Forse perché le parole giuste mancano proprio agli umani.

Laura

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1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 26 Giu 2019 03:33 pm

Sulla strada.

Atina (FR), 19 giugno 2019

Fugge nel traffico e ridefinisce i confini, ma la sua corsa è breve.

Articolo di www.tg24.info

 

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni &8 - ribellioni 26 Giu 2019 01:31 pm

Scappa dal terrario.

Dervio( LC), 22 giugno 2019.

Da un sito di vendita di terrari:

Il terrario per i serpenti è la sua “casa”. Indispensabile quindi farlo sentire sicuro e tranquillo; nel caso di animali che da questa “casa” non escono praticamente mai, come i serpenti, il suo ruolo e l’attenzione nell’allestimento diventano sostanziali.”

A questo serpente la sua casa e l’allestimento non devono essere piaciuti affatto. Appena ha potuto, ha infranto le regole scritte da altri. Purtroppo è stato ritrovato e rimesso nel suo terrario.

www.lecconotizie. com

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni &8 - ribellioni 05 Giu 2019 04:26 pm

Non esistono poteri buoni. Malù, con le sue fughe, ci dice proprio questo.

Zoo di Melbourne, 27 maggio 2019

Malù, sedici anni, ha tentato di evadere ben due volte. Questo zoo (o santuario degli oranghi) pare sia assai “più verde, civile e sostenibile degli squallidi zoo e bioparchi nostrani”. Non mancano neanche qui però recinti, gabbie, visitatori e dosi quotidiane di calmante. Un rifugio, per dirsi veramente tale, dovrebbe avere ben altre caratteristiche. In un rifugio si viene accolti, non rinchiusi.

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1 - storie di rivolta &7 - evasioni &8 - ribellioni 05 Giu 2019 03:44 pm

Polipi ribelli.

Un polipo riesce a svitare il coperchio del barattolo dentro al quale è stato messo. Non si conosce la sua storia. In questo video viene solo “esibita”la sua capacità di uscire da questa ennesima situazione di assurda costrizione.  Avevamo già raccontato anche di Inky e di altri polipi ribelli. Non  si era voluto dimostrarne l’intelligenza, l’astuzia, l’intraprendenza. Tutti gli animali desiderano disperatamente “assaggiare la vita” e  la libertà. Semplice.

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni &approfondimenti 18 Mag 2019 03:21 pm

Per un patto di convivenza.

Palermo, 14 maggio 2019.
Video: Un gruppo di gabbiani fa il nido su un balcone e impedisce alla proprietaria di avvicinarsi.

“La parola convivenza, spesso riferita alle coppie che scelgono di vivere sotto lo stesso tetto, è in realtà l’atto di trascorre la vita insieme agli altri. In senso più allargato, essendo la terra abitata da un gran numero di individui, chiunque, inevitabilmente, si trova a confrontarsi con la convivenza, con le regole della convivenza.
In linea generale, queste regole si basano su un patto sociale fondato sul rispetto reciproco.
Il rispetto è una base fondamentale se si desidera approfondire il concetto di convivenza. Rispettare un individuo, infatti, significa riconoscere la sua specificità, il suo essere integro e libero.
Il problema essenziale del nostro rapporto con gli animali sta proprio nell’assenza di questo patto di convivenza, nell’assenza di un riconoscimento dell’animale, di qualunque animale, come soggetto di una vita, come individuo autonomo con delle caratteristiche specifiche, con dei bisogni, con delle aspirazioni che non possono essere ignorate e calpestate .

Mentre tra esseri umani questo patto, pur avendo diverse sfumature in base alle differenti culture, è ben chiaro e riconosciuto, per quanto riguarda gli animali è demandato alla buona volontà di ogni umano che sceglie il modello di comportamento che preferisce.
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1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni &approfondimenti 25 Apr 2019 09:36 pm

25 aprile

Oggi è festa di liberazione, festa della resistenza. Ricordiamo tutte le resistenze ignorate e calpestate. Cerchiamo di restare in lotta con loro.

Libertà condizionata

La vicenda dei cavalli di Ostellato fa emergere con urgenza una dinamica in realtà molto deleteria e ambivalente delle relazioni con gl* altri animali: quella della cura. Non che i rapporti non debbano mai essere improntati ad essa, ma che diviene paralizzante quando assunta a regola generale e quando non vuol riconoscere nell’altr* alcun livello di possibile autonomia ed autodeterminazione. Pensiamo che gl* animali (che siamo peraltro abituat* ad allevare) abbiano una capacità pari a zero di sapersi gestire, a meno che non si tratti di animali selvatici, quando invece molti casi di evasione e latitanza dimostrano chiaramente il contrario, e non solo nel riuscire a procurarsi cibo e riparo. Ci sono corpi che riacquistano agilità, robustezza, a cui si rinfoltisce il pelo, nei quali riaffiora la capacità di socializzazione annullando in pochi mesi di vita libera secoli di selezione genetica. Ci saranno individui che soccombono, ma così è sempre stato. La logica pastorale invece continua a inibire ogni competenza a vivere in autonomia, secondo la logica del “do ut des”: la protezione in cambio dello sfruttamento. Anche se, di fronte alla nascita forzata prevista dall’allevamento, tale argomento suona alquanto pretestuoso. L’autonomia è combattuta soprattutto attraverso la selezione dei corpi meno reattivi e gli strumenti di contenzione zootecnica completano a vita, anzi, a morte, il quadro. Persino davanti alla manifesta capacità di autonomia dei cavalli di Ostellato, come di altri gruppi di animali, certe logiche di controllo non vengono meno. E condizionano anche relazioni in cui l’empatia è evidente. In questo caso gli umani intervengono con la scusa di proteggere, di garantire la sopravvivenza e mettono in funzione i soliti meccanismi di sfruttamento. Riusciremo mai ad avere una lettura meno miope dell’altr*? Riusciremo mai a mantenere una sana distanza da chi chiede solo di veder rispettata la propria vita… anzi che non chiede proprio nulla e non sa che farsene, probabilmente, di un amico-padrone?

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