Category Archive8 – ribellioni



1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 15 Lug 2017 12:11 am

” La libertà ha un prezzo”scrive il giornalista di turno.

Ci segnalano un articolo fresco di stampa e che riportiamo di seguito, sulla disperata fuga di un vitello avvenuta nei dintorni di Volterra. 

Colpisce in particolar modo il tono presuntuoso, paternalistico, di stampo coloniale e propagandistico, di chi scrive.

Il giornalista dà per scontate innanzitutto le “cure”, anzi, le “amorevoli “cure che “il padrone” riserverebbe agli animali della sua stalla e delle quali il vitello si sarebbe “un po’ stancato”, dimostrando così un’assoluta ignoranza e superficialità in termini di trattamento degli animali negli allevamenti, industriali o meno che siano (per inciso, crediamo sia plausibilmente da scartare l’ipotesi che i termini usati siano frutto di una qualche possibile e velata ironia, in quanto lo svelamento appare, diciamo così, davvero arduo); ritiene il salvataggio effettuato dai vigili del fuoco pari, addirittura ” degno”- scrive – a quello di un essere umano facendo leva proprio su quel addirittura sottinteso e più che mai significativo; spara a casaccio una conclusione svergognatamente moralista e ad effetto, sulla lezione degli umani che il vitello avrebbe dovuto imparare: “.. la libertà ha un prezzo. Sempre. Lui ha rischiato di pagarlo con la vita”.

A parte il fatto che a quel vitello la vita verrà sottratta brutalmente di lì a poco proprio da quel padrone che ha “tirato un sospiro di sollievo” per il suo recupero (vita sulla quale,  presi dall’urgenza di impartire lezioni, si sorvola agilmente), crediamo che gli animali  sappiano già quale sia il prezzo della libertà, perché ce l’hanno inscritta nel sangue della propria carne. Perché sono sfruttati, rinchiusi, incatenati, uccisi e, nonostante questo, nonostante la sproporzione di forze, continuano a scappare, ad evadere, a ribellarsi.

Questa è Resistenza Animale , quella che si farà beffe, un giorno, dei giornalisti supponenti che, per riempire le loro misere rubriche, tentano di disarticolare.

14 luglio 2017

(Fonte: www.iltirreno.gelocal.it)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 11 Lug 2017 10:59 pm

In fuga dal mattatoio, con ostinazione

Pedaso (FM), 5 luglio

Sono riusciti a fermarlo solo sparandogli.

Articolo

(Fonte. www.corriereadratico.it)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 03 Lug 2017 07:47 pm

Purtroppo sono solo animali

Durante l’ultimo palio di Siena, Tornasol, un giovane cavallo (in principio i cronisti hanno scritto erroneamente di una cavalla) si è rifiutato di partecipare, di partire, di obbedire e assecondare gli ordini che gli imponevano di correre per il divertimento di migliaia di persone. L’ha detto in tutti i modi che non ci stava. Cavalcato dal più esperto, che con insistenza lo costringeva dalla sua posizione di enorme vantaggio, si divincolava, procedeva zigzagando, si muoveva di fianco rifiutando categoricamente di entrare tra i nastri di partenza. Passavano i minuti e poi anche le ore, ma non c’era nulla da fare. Palio bloccato per un’ora e mezza e telecronisti che raccontavano questa resistenza indomita suggerendo le più assurde frivolezze, frasi tipo “purtroppo sono animali…”. Eccezionalmente, è sceso in campo un addetto, l’uomo che meglio conosceva Tornasol, che gli dava da mangiare, che passava le giornate con lui. Ha allora tentato di tirarlo per il morso. Due uomini, uno sopra e uno sotto che non cedevano. A guardare con altri occhi la vedevi bene tutta quella “nobile tradizione”, tutto quelle arti e quei mestieri che caratterizzano millenni di dominio. Una prepotenza violenta, inaudita, terribilmente esplicita. Un uomo sopra il cavallo che tenta di dirigerlo manovrandolo con corde attaccate alla sua bocca e un altro a terra che lo tira mentre lui si divincola, suda, agita il collo, indietreggia, non vuole, resiste. E tutto questo per un’ora e mezza. Un’ora e mezza di accanimento e di prepotenza, ma anche di resistenza. Mentre migliaia e migliaia di persone rumoreggiano pretendendo il divertimento, mentre un pubblico ancora più vasto si gode lo spettacolo in televisione.
Tornasol  era madido, nervoso, impaurito, sfiancato e anche quando sono riusciti a portarlo davanti ai nastri, dopo qualche secondo, subito arretrava, se ne andava, prendeva la direzione contraria. Alla fine hanno chiamato il veterinario, il fantino è sceso e si sono dovuti rassegnare. Non ha voluto partecipare, non ha voluto seguire le loro regole, non ha voluto correre per divertirli e arricchirli.
E dopo? Una volta spenti i riflettori, che cosa gli succederà? Difficile conoscere il destino di chi si ribella, di chi resiste e si rifiuta. Non lo danno in televisione, non è parte dello spettacolo.

Troglodita Tribe per ResistenzaAnimale

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 28 Giu 2017 08:55 pm

Due sulla strada

Trento, 24 giugno 2017

In fuga, con la complicità dell’alba.

Ricatturati, non senza difficoltà.

Articolo (Fonte: www.ladige.it)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 27 Giu 2017 10:11 pm

Si slega e evade

Teramo, maggio 2017

Abituata alla vita libera, era stata comprata e segregata in un allevamento. Lei non ha esitato a slegarsi e a saltare il recinto per evadere. Impossibile prenderla per chi ha cercato di ricatturarla.

Qui l’articolo (fonte: ilcentro.it)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 05 Giu 2017 03:42 pm

Un’altra rivolta siciliana

S.Teresa Riva, 31 maggio 2017

Ha cercato disperatamente di ribellarsi alla prigionia, prima in mare, poi di nuovo sulla spiaggia. Caricata anche da una ruspa, si era rifugiata nei pressi di un mercato e poi di un campeggio. L’hanno fermata solamente sparandole.

Come prima di lei Teresa e poi Scilla (solo per citare due casi noti), i moti siciliani per liberarsi dalla  ferocia e dal terrore, dagli stupri e dalle mattanze, non si fermano.Per la libertà dei popoli animali.

Qui la notizia

(Fonte: www.meridionenews.it)

 

 

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni &8 - ribellioni 31 Mag 2017 09:43 pm

Aveva 13 anni. Ucciso perché esce dal recinto.

Zoo di Osnabruck, 12 marzo 2017

Era un meticcio, nato da un orso polare e un’orsa bruna. Era nato nello zoo e ci aveva passato tutta la sua vita…  fino a quel colpo di fucile.

Notizia da www.repubblica.it

1 - storie di rivolta &4 - zoo &8 - ribellioni 30 Mag 2017 11:40 pm

La tigre prigioniera si rivolta e uccide la guardia carceraria

Zoo di Hamerton,  Cambridgeshire (GB), 30 maggio 2017

Secondo la ricostruzione, la tigre è riuscita ad entrare nella recinzione che doveva proteggere l’addetta della prigione.

Notizia QUI

(Fonte: www.ansa.it)

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni 24 Mag 2017 10:12 pm

Un gruppo di elefanti l’attaccano.

Gwai, Zimbawe, 21 maggio 2017

Theunis Botha, 51 anni, era famoso per i suoi stermini.

Stava conducendo un gruppo di cacciatori in Gwai, Zimbabwe, quando sono stati attaccati da un gruppo  di elefanti.

E’ morto  schiacciato dall’elefante a cui aveva appena sparato.

Avrà sentito, in quel momento,  l’urlo della savana levarsi chiaro e potente ?

Aticolo QUI

(Fonte: www.metro.co.uk )

 

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni 12 Mag 2017 06:19 pm

Il fantasma

Dal sito Contagio Antispecista:

“Riportiamo di seguito uno scritto ricevuto da Cappuccetto Nero in merito ad una favola moderna ambientata tra discriminazioni e menzogne, ma dal sapore di resistenza”.

“Lo hanno chiamato lo “spettro” per la sua elusività e la velocità con cui riesce a far perdere le proprie tracce.
Condannato a morte senza processo solo per aver semplicemente mangiato in montagne dove l’inverno è proibitivo, la sentenza, ad ora, non è stata ancora applicata, non hanno la minima idea di dove sia.
M75, questo il nome asettico dato a un lupo che in dicembre, probabilmente spinto dalla fame, ha superato i crinali delle alpi italiane per giungere in Svizzera. Acccusato per la sua naturale indole predatoria (secondo le autorità svizzere avrebbe ucciso più di 40 pecore) ora è braccato da decine di cacciatori armati di fucile e strumenti tecnologici, ma, nonostante i rastrellamenti di giorno e di notte, rimane uno spettro.
Un singolo lupo che uccide decine di pecore in un solo mese ha la stessa credibilità di un bimbo di 8 anni che solleva 200 kg di peso in palestra, solo in un caso un lupo colpisce con queste modalità, nel caso in cui entra in un recinto e, al chiuso, ha comportamenti simili alle volpi con le galline, le uccide in ambiente stretto inebriato dall’odore.
In natura i lupi predano quello che gli serve per sopravvivere, non fanno stragi. Fosse così in italia, che pare da studi approfonditi sullo studio dei lupi, ve ne sono circa 2000, in un mese sarebbero responsabili di 80.000 pecore morte, ridicolo.
Forse gli allevatori vogliono qualche incentivo? Nulla di male, lo sanno tutti che la maggior parte delle predazioni avviene per i cani erranti, abbandonati o lasciati in giro o semplicemente in gruppo, dove per nutrirsi attaccano spesso pecore e capre per sopravvivere. Solo che per predazioni di cani erranti non ci sono incentivi o risarcimenti, per i lupi si, quindi pure la nonna in cariola l’ha ammazzata un lupo, magari qualche soldo arriva.
Capita anche, spesso, che gli allevatori per mascherare animali malati, li lascino all’aperto per farli sbranare e così attribuire le colpe ai lupi per i risarcimenti.
Il lupo è un predatore opportunista, se non trova prede può nutrirsi di bacche per mesi, quando ha la possibilità di trovare una preda “domestica” (greggi isolati) può naturalmente attaccare il singolo animale che lui ritiene più facile, la singola pecora, la singola capra, in aperta zona fa così (si parla di lupi solitari non di branchi) cambia se si trova in un recinto chiuso, ma sembra che dalle notizie svizzere gli animali fossero al pascolo.
Dire che il lupo devasta decine di animali in natura, per giunta da solo, non solo è una palla grande come una casa, ma si fa informazione distorta e criminale.
Volete ammazzarlo? Non dite che è il lupo cattivo delle favole, non vi crede nessuno. Lo sappiamo che prima o poi lo ucciderete, trovandolo solo in cresta gli sparerete un bel proiettile in testa da un chilometro con i vostri mirini di merda, non meno, se no vi caghereste nelle mutande dalla paura ad affrontarlo, e farete festa per aver eliminato il pericolo più terribile della vostra vita, della vostra quotidianità inutile, delle vostre convinzioni imboccate da altri, un antagonista che vi ruba le prede, voi uomini-cartuccera superiori, ma ricordate, anche dopo averlo fatto, non diventerete eroi ma solo soldatini mediocri.
Intanto lo spettro continua a respirare con infinita dignità da 5 mesi e la vostra umiliazione è solo gigante serenità e gioia per il bosco, ma anche dopo che l’avrete ammazzato continuerà a farlo dentro di noi.
Corri amico, corri, corri fino al sole, corri in cima agli altopiani di neve, corri di notte in praterie bagnate, corri alla falce della luna, non fermarti mai, corri anche per chi non può farlo.
Il tuo nome non è M75 è libero”

 

Il fantasma

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