Category Archive4 – zoo



1 - storie di rivolta &4 - zoo &8 - ribellioni 06 Nov 2017 05:18 pm

La ribellione alla prigionia di Typhoon, un maschio di tigre siberiana.

Kaliningrad Zoo, Russia, 5 novembre 2017

Ha attaccato la dipendente dello zoo che gli portava il cibo e che ora è in condizioni critiche all’ospedale..

La prigionia è sempre intollerabile.

 

Female Zookeeper Badly Mauled By A Tiger At Kaliningrad Zoo, Russia

(Fonte: www.trendspoint.com )

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni &8 - ribellioni 02 Nov 2017 06:57 pm

Lilith, colei che non si assoggetta.

Borth Wild Animal Kingdom Park /Galles, 2 novembre 2017

Lilith la lince, è fuggita da uno zoo in Galles, una settimana fa. L’hanno anche vista, libera, e le hanno  scattato persino una foto ma senza riuscire a ricatturarla. Uno degli uomini incaricati di ritrovarla ha detto “Mi sono seduto a guardarla per circa 10 minuti. Sembrava rilassata e in buona salute e ha continuato a lavarsi a non più di dieci metri da me. È stato un momento magico … ma prima la riprendiamo meglio è”. Dicono che sia riuscita a saltare oltre una rete alta 4 metri e passare attraverso due cordoni di alta tensione “solo” per catturare un uccello… Dire invece che è fuggita “solo”per ritrovare la libertà, sarebbe una sconfitta morale  troppo umiliante per tutti gli zoo del pianeta.

Articolo

(Fonte: www.theguardian.com)

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni &8 - ribellioni &approfondimenti 19 Ott 2017 01:36 pm

Gli oranghi, la resistenza e lo zoo- La storia di Ken Allen e Kumang

DI JASON HRIBAL
Counterpunch

Pancia piena e intrattenimento potranno forse funzionare con gli umani, ma gli oranghi necessitano di un diverso mix di incentivi. Per controllarli ci vogliono sesso e banane, al cui cospetto si trovano quasi smarriti. È l’istinto, ovvio. Ma quel che è certo è che, se fossero riusciti a scoprire il giusto cocktail istintuale, i responsabili dello zoo di San Diego avrebbero potuto risolvere il loro problema con gli oranghi prima che peggiorasse ulteriormente. Tante banane, qualche compiacente partecipante di sesso femminile, e tempo era tutto ciò che ci voleva.

I veri sforzi iniziarono nell’estate del 1985. La nuova esposizione “Cuore dello zoo” era stata aperta tre anni prima e le operazioni quotidiane non potevano andare meglio. Ma poi quel dannato Ken Allen cominciò a fare i capricci. Ken era nato nel febbraio del 1971 da Maggie e Bob del San Diego. Ufficialmente era un orango del Borneo, sebbene non avesse mai messo piede sull’isola e non sapesse nulla della cultura arborea. Sarebbe più corretto classificarlo come un orango da zoo. La vita dell’istituto era l’unica che Ken avesse mai conosciuto. Lo zoo era il luogo in cui era nato, e lo zoo fu il luogo in cui morì di linfoma nel 2000. Nel frattempo, Ken dovette quotidianamente affrontare la cattività. Paradossalmente, lo zoo di San Diego comprese fin dall’inizio che sarebbe stato più difficile da gestire rispetto ai precedenti oranghi dell’istituto.

Nella foto: Ken Allen

Nella sua cameretta, Ken svitava tutti i dadi che riusciva a trovare e rimuoveva i bulloni. I custodi non facevano a tempo a rimetterli a posto che lui ricominciava. E non lo si riusciva a tenere nella sua stanza. Una delle sue macchinazioni preferite, secondo la descrizione di un addestratore, consisteva nell’“afferrare la mano di qualcuno che la stesse sventolando e tirarsi su dondolandosi”. A quel punto cercare di riprendere la piccola scimmietta rossa diventava un’impresa. In ogni modo la sua vita da adulto era destinata a rappresentare una sfida di gran lunga maggiore per lo zoo. Infatti, quando Ken fu trasferito per la prima volta nell’esposizione “Cuore dello zoo”, lo sorpresero che scagliava pietre conto un’equipe televisiva che stava filmando i gorilla attigui. Quando non ci furono più pietre, Ken lanciò i propri escrementi. L’equipe si disperse. Ironicamente un problema simile si sarebbe verificato allo zoo parecchi anni dopo. Nell’esposizione erano state installate grandi finestre di vetro e gli oranghi presero a scagliarvi contro delle pietre. I responsabili del San Diego subito istituirono un programma di scambio. Ogni pietra non lanciata era una banana guadagnata. Ma gli oranghi non erano interessati e continuarono a cercare di rompere le finestre. Alla fine il parco chiamò un’impresa affinché scavasse l’intera pavimentazione dell’esposizione per rimuovere tutte le pietre, dato che la sostituzione di ogni vetro infranto costava allo zoo 900 dollari. Che successe poi? Gli oranghi cominciarono a strappare dal muro gli isolanti in ceramica e a lanciare quelli, invece. Era evidente che gli animali volevano proprio uscire.


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1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni &8 - ribellioni 18 Ago 2017 11:48 am

Wanted…ma lei rimane nascosta sotto un albero per due settimane.

Zoo Shibukawa,  Giappone, 1 agosto 2017.

Su di lei anche una taglia.Era alla sua seconda evasione.

Qui l’articolo

(Fonte: www.lastampa.it)

 

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni 04 Ago 2017 03:18 pm

Doppio tentativo

In meno di due settimane ha tentato la fuga dallo zoo dove è detenuta per ben due volte.

Si tratta di una tartaruga di 35 anni, chiamata Aboo, lunga più di un metro e dal peso di 55 chili che questa mattina, 3 agosto, è stata ripresa dalle telecamere interne mentre varcava l’uscita dello Shibukawa Animal Park, Giappone, e prontamente ricondotta all’interno.

E’ stato questo il suo secondo tentativo. Ci aveva già provato il 21 luglio scorso, quando è riuscita ad allontanarsi di 150 metri dall’entrata dello zoo.

“Camminava molto più velocemente di quanto mi sarei mai aspettata” ha commentato la persona che l’ha vista e fatta ricatturare.

Stava correndo verso la libertà. Ma la sua corsa è stata interrotta. Il suo sogno infranto.

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni 03 Ago 2017 05:40 pm

La resistenza di Otto

 

A tutti piacciono le storie di fuggitivi, a partire dal “Conte di Monte Cristo”, “Il prigioniero di Zenda”, e molte altre. E c’è indubbiamente qualcosa di intrigante nelle storie di animali in fuga, quando bestie selvatiche in qualche modo riescono a fuoriuscire dalle loro gabbie e ad irrompere negli spazi degli zoo di solito occupati dai soli visitatori”.

Ted Cox, Otto the Gorilla Escaped at Lincoln Park Zoo 35 Years Ago Today, Dnainfo, 27/07/2017

Era il 27 luglio 1982 quando, all’incirca alle nove di mattina, il gorilla chiamato Otto tentò la fuga dal Lincoln Park Zoo.

Vi era stato rinchiuso a metà degli anni Sessanta, rapito dalla sua Africa e portato in dono dal governo del Camerun. Prima di lui stessa sorte era toccata a Bushman, un meraviglioso esemplare alto più di un metro e ottanta per quasi 250 chili di peso. Così bello e così “amato” dagli abitanti di Chicago da restare loro prigioniero anche dopo la sua morte, avvenuta nel 1951 (un anno prima aveva anche lui tentato la fuga). Il suo corpo venne infatti imbalsamato e rinchiuso in una teca di vetro, ed è tutt’oggi visibile al piano terra del Field Museum of Natural History. A Bushman succedette Sinbad, che Ted Cox, nel suo articolo, descrive come un “vecchiaccio irascibile, soprannominato ai tempi il picchia-mogli”. Quando, nel 1976, venne inaugurata la nuova casa delle scimmie, e tutti i primati vennero qui trasferiti, Sinbad fu lasciato da solo nel vecchio edificio, proprio a causa del suo pessimo temperamento. Qui resterà, in totale solitudine, fino alla sua morte, avvenuta nel 1985.

Ecco Sinbad, ancora bambino, nei primi giorni della sua lunga prigionia, durata ben 37 anni:

Anche Sinbad, come Otto, era stato strappato alla sua famiglia e alla libertà in Camerun, e deportato a Chicago, nel 1948. Per dieci anni condivise la sua prigione con una femmina, Lotus. Ma quando i guardiani notarono il suo comportamento aggressivo, venne privato della sua compagnia. Era il 1958. A lui venne, quindi, inflitta la pena dell’isolamento per 27 anni. Anche lui, come Otto, come Bushman e come innumerevoli altri prigionieri in ogni parte del mondo, tentò invano la fuga. Era il 4 agosto 1964. Riuscì ad evadere dalla sua gabbia approfittando della distrazione di uno dei guardiani, raggiunse la cucina, e da qui cercò di oltrepassare la porta che dava all’esterno, nell’area dello zoo riservata ai visitatori. Ma venne fermato dalla polizia e da un fucile caricato a narcotico.

Ma torniamo ad Otto. Al contrario di Sinbad, a lui fu risparmiata la solitudine. Anzi, venne utilizzato come riprodutture e costretto a mettere al mondo ben undici figli. Fu anche star involontaria di un documentario girato nel 1977 ed intitolato “Otto: il gorilla dello zoo”.

Il documentario racconta del trasferimento di Otto e delle altre decine di primati detenuti allora a Chicago, dalla vecchia “casa” alla nuova costruzione. Da una prigione fatta di piccole gabbie ad una più grande, con il tetto in vetro per lasciare entrare la luce del sole, e da dove vedere di notte le stelle. Pareti di vetro infrangibile anziché sbarre di ferro. Corde e pali metallici ad imitare liane ed alberi che Otto ed i suoi compagni di prigionia non vedranno mai più. Alcuni di loro, quelli nati in cattività, non hanno mai visto.

Nel documentario si parla del valore educativo degli zoo, della loro valenza nel preservare specie animali a rischio di estinzione, della cura per il benessere fisico e psicologico di chi vi è rinchiuso.

Parole che stridono con il clangore metallico delle inferriate sbattute dagli inservienti, con la voce alta ed irata di uno di loro, che in una scena si vede usare il getto dell’idrante per costringere Otto a tornare nella sua gabbia.

E’ da qui, da questa prigione costruita sotto una collina, che Otto evade. Sono le nove di mattina. Approfittando del suo momentaneo trasferimento nel piccolo recinto esterno, chissà come riesce a scalare la parete di vetro alta tre metri che lo divide dal mondo, e a superare la doppia recinzione elettrificata. Sembrò prima dirigersi verso la vecchia costruzione, dove ancora era rinchiuso Sinbad, poi si diresse verso il luogo di detenzione dei leoni. Qui fu raggiunto dal veterinario dello zoo, che gli sparò del sedativo. Imperterrito, Otto continuò a vagare fino ad arrampicarsi sul tetto dell’edificio che ospita il centro di formazione. Oltre, il recinto esterno dello zoo e al di là il mondo, la libertà. Ma qui il tranquillante inizia a fare effetto, ed Otto cade, privo di coscienza, a terra.

Viene prontamente recuperato e riportato nella sua gabbia. Da quel momento, il recinto esterno verrà precluso a tutti i primati detenuti.

Otto morirà per un attacco di cuore nel 1988.

La storia della sua fuga, a trentacinque anni di distanza, continua ad essere un simbolo di ribellione, resistenza e desiderio di libertà. L’allora direttore dello zoo, affermò: “Le fughe di animali sono sempre storie eccezionali, se nulla di grave accade”.

Non è esatto: le fughe di animali sono sempre storie eccezionali, che purtroppo raramente finiscono come vorremmo e come i protagonisti stessi vorrebbero, a causa della evidente disparità di forze. Sono storie che si ripetono spessissimo, a dimostrare in maniera inequivocabile la volontà dei protagonisti, il loro essere individui dotati di coscienza, determinazione, intelligenza. Individui resistenti, che dalle loro prigioni non vogliono che uscire.

Fonti:

http://articles.chicagotribune.com/1985-03-20/news/8501150959_1_sinbad-gorilla-bronx-zoo

https://cdnc.ucr.edu/cgi-bin/cdnc?a=d&d=DS19640804.2.70

http://www.chicagonow.com/chicago-quirk/2012/05/escape-from-lincoln-park-zoo/

https://www.dnainfo.com/chicago/20170727/lincoln-park/otto-the-gorilla-escape-lincoln-park-zoo-anniversary

http://articles.chicagotribune.com/1992-03-29/features/9201290119_1_zoological-parks-zoo-gorilla-free-zoos/3

http://www.chicagotribune.com/news/nationworld/politics/chi-chicagodays-bushman-story-story.html

https://books.google.it/books?id=cT3oa7mpGigC&lpg=PA111&ots=nW5i0MQ_C0&dq=otto%20the%20gorilla&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q&f=false

https://www.upi.com/Archives/1982/07/27/No-thats-not-the-zookeeper/1744396590400/

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni 26 Lug 2017 01:09 am

Ember evade dallo zoo. Criminalmente uccisa, lascia un compagno e cinque giovani figli.

Cotswold Wildlife Park, Oxfordshire, 25 luglio 2017

La direzione del parco ha affermato che la lupa è stata trovata al di fuori del recinto del parco, verso l’A361 ed  è stata eutanizzata rapidamente e professionalmente.  Ha anche aggiunto che la sicurezza dei visitatori e del pubblico è stata la priorità.

Articolo

(Fonte: www.theguardian.com )

 

 

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni &8 - ribellioni 31 Mag 2017 09:43 pm

Aveva 13 anni. Ucciso perché esce dal recinto.

Zoo di Osnabruck, 12 marzo 2017

Era un meticcio, nato da un orso polare e un’orsa bruna. Era nato nello zoo e ci aveva passato tutta la sua vita…  fino a quel colpo di fucile.

Notizia da www.repubblica.it

1 - storie di rivolta &4 - zoo &8 - ribellioni 30 Mag 2017 11:40 pm

La tigre prigioniera si rivolta e uccide la guardia carceraria

Zoo di Hamerton,  Cambridgeshire (GB), 30 maggio 2017

Secondo la ricostruzione, la tigre è riuscita ad entrare nella recinzione che doveva proteggere l’addetta della prigione.

Notizia QUI

(Fonte: www.ansa.it)

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni &8 - ribellioni 12 Mag 2017 03:00 pm

Il circo dietro di sé

Clermont-Ferrand, 11 maggio 2017

Il circo nega la fuga, l’elefante era  fuori per una passeggiata!

Due minuti di evasione e di speranza prima di tornare alla sua  non vita. Lo immaginiamo, lo sentiamo dentro mentre la  musichetta del video, un concentrato beffardo di crudeltà, fa da colonna sonora alla sua breve e tormentata ricerca di una vita diversa.

Articolo ( Fonte: www.thelocal.fr)

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