Category Archive1 – storie di rivolta



1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 20 Apr 2019 01:26 am

Un casuario attacca un collezionista di uccelli esotici.

Florida, 14 aprile 2019.

Questo grande e fiero animale originario dell’Australia e Nuova Guinea era solo un  pezzo di collezione di cui probabilmente ci si vantava. E’ considerato uno degli uccelli  più pericolosi perché le sue zampe hanno artigli lunghi fino a dieci centimetri. Anche di questo sicuramente si faceva sfoggio il collezionista.

L’attacco è stato mortale.

Articolo

1 - storie di rivolta &7 - evasioni &8 - ribellioni 20 Apr 2019 12:55 am

Rompe la fune che lo lega e scappa dall’azienda che lo imprigiona..

Serravalle Pistoiese, 11 aprile 2019.

I desideri non hanno confini.

Qui l’articolo.

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli 12 Apr 2019 07:43 pm

I tori di Singapore

Singapore, 10 aprile 2019

Un vitello di due anni, Ganesha, è fuggito dalla fattoria di Lim Chu Kang ed è rimasto a lungo latitante nonostante le imponenti ricerche.

QUI la notizia

Questa vicenda fa ricordare un altro toro, giunto non si è mai saputo come a Coney Island Park e lì vissuto badando a sè stess* per svariati anni. Questo toro (nella foto) è morto nel 2016 durante una sedazione per un controllo sanitario, sedazione alla quale il suo cuore anziano non ha retto. La sua misteriosa e solitaria esistenza ne aveva fatto una leggenda, un incontro da ricercare nei momenti di fuga dalla città per escursionisti e ciclisti che erano invitati a non cercarlo, a non disturbarlo con le fotografie e a non provocarlo. Era il padrone indiscusso dell’isoletta. La sua morte ha rattristato gli abitanti di Singapore che, in suo onore, avrebbero voluto cambiare il nome Coney Island in Cowney Island.

Qui la notizia


1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione 11 Apr 2019 11:37 pm

La capacità di scelta di Tiger.

Malaysian Sabah District, North Borneo, marzo 2019

Questa è la storia di Tiger, un orfano di orango che fu trovato da cucciolo sulle rive del fiume Kinabatangan. Fu curato presso un centro di riabilitazione specifico di Sabah, in Malesia. Una volta adolescente si decise che era meglio lasciarlo andare nella foresta di Kabili che circondava la clinica nella speranza che si unisse a una banda di altri oranghi. Ma poche settimane dopo essere stato liberato, un uomo  corse al centro chiedendo loro di venire a prendere Tiger perché era stato trovato mentre cercava di salire sulla moto di un suo dipendente.

“Il guaio è che era abituato a stare vicino agli umani. Ma era anche diventato un grosso orango che poteva davvero far paura. Non potevamo semplicemente lasciarlo vagare per i villaggi con il rischio che potesse ferire accidentalmente qualcuno o che qualcuno potesse sparargli perché avevano paura di lui.”

Tiger  è stato allora  portato al centro dove è stato curato anche da un’infezione al torace. Quest’anno si è deciso di dargli “un’altra occasione” e tentare nuovamente di liberarlo..
È stato trasportato quindi in elicottero in una remota parte di Tabin, dove è improbabile che possa trovare altri contatti umani.
Sue, che ha preso parte all’operazione, ha dichiarato: “È stato un momento molto emozionante. Tiger ha dato un’ultima occhiata alle sue spalle, poi se ne è andato. Avevamo tutti le lacrime agli occhi. E’ stato con noi da quando lo abbiamo trovato da cucciolo, quindi è molto amato, ma sapevamo che per lui c’erano  migliori possibilità di sopravvivenza nella foresta e che doveva essere lasciato andare”.
Dopo la liberazione si è sentito Tiger lanciare  “lunghe chiamate” attraverso la foresta in cerca di un compagno.

La notizia non è stata diffusa subito in Malesia, racconta un  contatto che lavora in uno di questi ‘centri.
Non sappiamo neanche se ce la farà o se morirà di fame. Forse poteva essere lasciato prima nella foresta… Certo è che con tutte le sue vicissitudini poteva finire anche chiuso in una gabbia. In effetti la soglia tra una scelta diretta,  per es. una fuga dal mattatoio, da un camion etc. e questa situazione è molto diversa. Tiger, invaso dalle pratiche umane di soccorso,  fa i conti con una sorta di mezza “domesticazione”. Ma  la sua personalità è ben determinata, il suo carattere lo rende sia abituato ma anche timido nei confronti degli umani. Questa storia ci interpella sul  rapporto che per forza di cose si crea in una relazione tra specie diverse, un rapporto  che non sempre diventa osceno. Intorno a questo orango  si crea una situazione quasi di stallo (non gli hanno sparato appena l’hanno visto montare la moto ) come se fosse compreso da tutti  che, trattandosi di un  animale dalle indubbie capacità cognitive, fosse anche automatico per lui comportarsi come gli umani che gli stavano attorno.  Chissà, magari  se ne voleva invece proprio andar via… Difficile a dirsi. In ogni caso ha cercato di sperimentare, di divertirsi magari, pur essendo in una situazione quasi borderline che per certi versi  avrebbe invece potuto renderlo catatonico o ammaestrato. Chi lo ama e ha imparato a conoscerlo non l’ha “educato”,  gli è stato accanto aiutandolo, come in una relazione di supporto e amicizia.  Averlo liberato è stato un gesto intelligente e cooperativo.

E Tiger che si gira verso i suoi compagni umani per poi andare alla scoperta della libertà nella foresta, ha fatto la sua scelta. Sembra quasi di vederlo quello sguardo intenso …che ci scava dentro e ci fa fare il tifo per lui.

Laura

(fonte : www. www.advertiserandtimes.co.uk )

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 09 Apr 2019 06:10 pm

Declamador, straziato e ferito, riesce a incornare il suo carnefice

Valencia, 18 marzo 2019

La corrida, una delle tante tradizioni crudeli e violente di cui ci si vanta, va abolita. Punto.

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 24 Mar 2019 09:20 pm

Betsy mucca libera

Alaska, marzo 2019

Agli abitanti di Anchorage, in Alaska, la storia di Betsy è nota dal giugno scorso, quando fuggì prima di un rodeo. Da allora lei è una mucca libera. Nessuno è più riuscito* a riprenderla, né coi cavalli, né coi droni, né col cibo. L’hanno sempre cercata invano nell’immenso Far North Bicentennial Park, alla periferia della città. Qualcun* ogni tanto riesce ad avvistarla e ne dà segnalazione al rassegnato ‘proprietario’ che ha manifestato l’intenzione di provare ad attirare Besty con altre mucche. La fotografia racconta di un fortuito incontro con lei che risale a dicembre.

L’articolo:‘It’s a cow’s dream’: Cow that escaped Alaska rodeo and vanished into Anchorage park still on the run six months later

1 - storie di rivolta &7 - evasioni &8 - ribellioni 10 Mar 2019 09:31 pm

Un toro si ribella con furia alla beffa del macello Bio certificato.

Pegognaga (MN), 5 marzo 2019.

«È successo tutto in un attimo – ha detto visibilmente spaventato il titolare dell’allevamento delle Fattorie San Lorenzo – Dovevamo caricare quattro o cinque  tori da portare al macello. Stava procedendo tutto bene quando l’ultimo toro si è girato bruscamente e ha colpito con le corna l’operatore…».

Fattorie San Lorenzo, coltivazioni Bio, mangimi Bio,  carni Bio,  macello Bio di ultima generazione. Tutto certificato.

Articolo

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 06 Mar 2019 09:19 am

Cacciatori e polizia abbattono un toro evaso

 

È scappato dal mattatoio Brittany Viandes, ha raggiunto la superstrada.
È stato colpito prima da un cacciatore e poi dalle forze armate dell'”ordine specista”.

La resistenza di questo toro ha impattato la violenza del sistema che reprime la ribellione.

La resistenza è insita in ogni individuo ed ogni resistenza dovrebbe incontrare solo la solidarietà di altri individui.

È necessario un cambio di paradigma nella militanza.
È necessario superare quei dogmi che paralizzano la solidarietà nella lotta.

È morto ucciso dal sistema e dalla nostre strategie di “pacifismo”.

(Rossana Mianulli)

 

Qui l’articolo originale di “20 Minutes”

Qui un articolo di Telegramme con video

 

 

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni 06 Mar 2019 12:25 am

Elefanti contro bracconieri. E l’evoluzione ci mette lo zampino.

India meridionale, 4 gennaio 2017

Ne hanno calpestato uno a morte e ferito gravemente un altro. Gli altri due li hanno lasciati fuggire come testimoni della loro furia, un monito per tutti quanti.

Nell’articolo si scrive che recenti rapporti hanno dimostrato come  il bracconaggio stia provocando la nascita di un numero crescente di elefanti africani senza zanne.

“Poiché i bracconieri uccidono solo elefanti con le zanne, questo fa sì che nelle popolazioni di elefanti ci sia una proporzione sempre maggiore di animali che ne sono sprovvisti. Questi, a loro volta si riproducono e la loro prole nasce senza zanne – afferma  Joyce Poole di Elephant Voices – Sembra che sappiano che, in questa fase della loro storia, con tutto il bracconaggio in corso, essere senza zanne dia loro un vantaggio perché non vengono né braccati né uccisi”.

(Fonte: www.allthatsinteresting.com)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 03 Mar 2019 12:50 am

Pesci in fuga dagli allevamenti intensivi in mare.

Costa Iblea, Siracusa, febbraio 2019.

Gabbie fatte di reti, gremite, asfissianti. “Quello che produciamo noi – dicono gli allevatori – è il pesce del futuro, visto che quello libero ormai si trova sempre meno”.

Ma non appena  la sproporzione di forze si riduce (in questo caso la rottura degli argini degli allevamenti), la volontà degli animali emerge senza nessuna esitazione.

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