Monthly ArchiveDicembre 2018



1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 27 Dic 2018 12:32 am

Breve storia triste di sette mucche novax.

Cavriana/Solferino (MN), 24 dicembre 2018

Sette mucche riescono a sottrarsi alle operazioni di vaccinazione e fuggono in direzioni diverse, complice la nebbia che ne impedisce la cattura immediata.

Nella giornata successiva alla fuga vengono individuate, addormentate, recuperate e riportate all’allevamento.

Articolo

(Fonte: www.vocedimantova.it)

 

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 24 Dic 2018 12:25 am

Antonia, scappata da un camion

Antonia, detta Big Antonia, è arrivata nel 2016 dentro ad una scatola di cartone. Quando l’ho conosciuta era piccoletta e spennacchiata, me l’hanno consegnata due delle ragazze che l’hanno aiutata a mettersi in salvo. 

Mi hanno raccontato che fanno parte di una squadra di rugby femminile e che il giorno precedente erano di ritorno da una trasferta. Mentre era ferme a fare una pausa in autogrill hanno notato la gallina fuggire da un camion che trasportava pollame. Rendendosi conto che da sola probabilmente non avrebbe avuto molte chance, si sono messe a placcarla e dopo un bel po’ di tempo sono riuscite ad acciuffarla.

E’ stato bello sentire il loro racconto e mi sono commossa perché le loro erano parole di solidarietà, non di pietà. Mi hanno dato coraggio. 

Raccontiamo sempre la storia di Antonia durante le visite guidate e ancora prima di conoscere il lavoro di Resistenza Animale (e forse ancora prima di realizzare completamente) sottolineavamo come lei avesse lottato con i mezzi a propria disposizione, riuscendo – anche grazie alla solidarietà dimostrata dalle ragazze – a mettersi in salvo. Insomma, credo sia una bellissima storia, quella di Antonia. A prescindere che sia finita qui o in un altro rifugio. 

Susanna di Ippoasi

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 18 Dic 2018 02:37 pm

Come se.. non volesse più vivere.

Spiaggia di Salvador, Bahia (Brasile), 29 novembre 2018

Era scappato dalla fiera internazionale del bestiame di Fenagro. Rincorso da allevatori e polizia militare a cavallo era riuscito a non farsi catturare fino a quando aveva raggiunto la spiaggia di Stella Maris. Allora si era tuffato e aveva incominciato a nuotare. Per ben tre volte i bagnanti e i surfisti  erano riusciti a riportarlo sulla spiaggia e per ben tre volte si era rituffato in mare, come se per lui tutta la terra ferma  avesse  lo stesso odore, lo stesso rumore, quello della prigionia. Come se la  vita non contasse più nulla, come se fosse meglio affogare che ritornare nel posto da cui era fuggito. Come se fosse meglio il profumo del mare.

Video e articolo.

(Fonte: www.dailymail.co.uk)

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni 18 Dic 2018 10:34 am

Un pappagallo di specie “protetta” (ovvero: quando la protezione è una gabbia)

Un articolo di repubblica.it riporta la storia di un pappagallo cenerino, una specie protetta, fuggito dall’abitazione della sua proprietaria.

“Era scappato di casa a inizio ottobre, terminando la sua corsa con l’atterraggio in una palestra in zona Città Studi a Milano, sotto gli occhi increduli delle persone che si stavano allenando. E’ iniziata così la storia del pappagallo cenerino volato via dall’abitazione dei suoi proprietari e recuperato dai volontari dell’Enpa: nonostante avesse un anello di riconoscimento inamovibile alla zampa, per circa un mese e mezzo nessuno ne ha denunciato lo smarrimento. Così è rimasto nella sede dell’Enpa in via Gassendi 11 dove ha ricevuto le cure dei volontari. Al termine di una serie di accertamenti è stata rintracciata la presunta proprietaria che ha dichiarato che il pappagallo, custodito dal suo compagno, era scappato volando fuori dalla finestra: lo aveva acquistato anni prima in un negozio spagnolo, ma nel frattempo aveva perso i documenti. L’animale è stato sequestrato, la proprietaria denunciata dalle guardie zoofile e le indagini sono passate ai carabinieri forestali del nucleo Cites per i successivi accertamenti. “Questi pappagalli sono tutelati come specie in pericolo d’estinzione dalla convenzione di Washington (Cites), che regola il commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione – spiega il presidente dell’Enpa di Milano Ermanno Giudici – Da qualche tempo il pappagallo cenerino, a causa di un intenso traffico che sta minacciando la specie, è stato inserito come specie a massima tutela. Da un punto di vista burocratico i possessori di questi animali devono avere documentazione specifica che ne attesti la legittima proprietà”.

Il fatto di appartenere a una specie in via d’estinzione, “a massima tutela” (con un anello di riconoscimento alla zampa), non ha portato grande fortuna a questo pappagallo di cui il giornale non menziona neppure il nome.

1 - storie di rivolta &3 - circhi 18 Dic 2018 01:25 am

Le zebre di Dresda

Dresda, 17 dicembre 2018

Quattro zebre sono evase dal circo scappando in ogni direzione lungo le vie cittadine.

La notizia

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 16 Dic 2018 09:29 pm

Due fughe di massa

7 novembre 2018, Suffolk (UK)
Evadono in 85.

Qui la notizia

13 dicembre, Davis County (USA)
Evadono in 68.

Qui la notizia

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni 12 Dic 2018 12:24 am

Fuori controllo o tutto sotto controllo?

Nuova Delhi, dicembre 2018

È uno strano rapporto quello che i cittadini di Nuova Delhi hanno con le scimmie che vivono nella città.

Eh sì, perché se da un lato i cittadini, a maggioranza indù, venerano e nutrono questi animali (che sarebbero collegati al semidio Hanuman, dalle sembianze scimmiesche) dall’altro si trovano a fare i conti con veri scontri frontali che in alcuni casi si sono rivelati mortali per gli animali non umani.

Ciò nonostante i cittadini continuano a somministrare cibo agli animali che col passare del tempo si sentono sempre più sicuri nel nuovo e forzato habitat. La rapida crescita delle città indiane, infatti, ha costretto i macachi a spostarsi verso le aree più urbanizzate. Ed eccoli qui che, totalmente a proprio agio, fanno i dispetti, rubano il cellulare e il cibo di mano, danneggiano linee elettriche. Proprio in questi giorni avrebbero anche colonizzato alcune aree attorno al parlamento e ai ministeri chiave e assediato gli edifici governativi.

Da tempo Nuova Delhi sta cercando soluzioni per una pacifica convivenza, e ne sono state individuate anche di pittoresche, come l’assunzione di 40 uomini camuffati da Langur, un particolare tipo di primate, che strillano all’impazzata nella speranza di terrorizzare i macachi. Lo stratagemma funziona ma solo temporaneamente perché non appena gli uomini se ne vanno le scimmie ritornano.

Che sorpresa…

C’è poi un altro filone di pensiero tra chi propone sterilizzazioni e tra chi naturalmente non vede l’ora di mettere le mani su una miniera d’oro gratis: catturare gli animali per sfruttarli ai fini della ricerca scientifica.

I cittadini a maggioranza indù non sembrano propensi a seguire questi metodi, anzi. Forse accettano questa originale convivenza (che non necessariamente deve essere pericolosa se vengono osservati alcuni accorgimenti), mettendo in conto una certa dose di rischio. O forse è solo l’incoscienza guidata dal semidio Hanuman. Resta il fatto che è innegabile che queste scimmie stiano mostrando la loro capacità di adattamento, qualcosa che va oltre la semplice sopravvivenza in un nuovo habitat. Distruggere i fili elettrici cos’ha a che fare con l’adattamento? E assaltare i palazzi del potere? Ci stanno forse dicendo qualcosa?

QUI la notizia

(Fonte: www.mobile.reuters.com ; video Sky Tg 24)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 03 Dic 2018 09:34 am

Un’altra irriducibile

Conception Bay South, N. L. (Canada), 11 novembre 2018

Aveva saltato lo steccato («… come un’alce») ed è stata imprendibile per una settimana. I dardi di sedativo non sortivano effetto alcuno. La risposta al suo porsi così di traverso è stata la morte. Non mancherebbe la possibilità di circondare la zona mentre si cerca una soluzione minimamente rispettosa nei confronti di un’esistenza che si è inscritta in un ‘suo’ spazio. Risoluzioni come questa – le solite – sanno tanto di ‘soluzione finale’: ci sono esistenze scomode che vanno fatte sparire.

QUI la notizia

L’epilogo

 

 

2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 02 Dic 2018 07:35 pm

Una ventina di bovini scavalca la recinzione “all’insaputa” dell’allevatore.

Salassa (TO), 30 novembre 2018

L’impatto con un’auto è stato inevitabile ma l’animale investito si è ripreso ed è fuggito insieme al resto della mandria. Li hanno ritrovati tutti, anche l’animale incidentato, malconcio ma vivo.

Gli atti di resistenza, tranne poche eccezioni, sono destinati al fallimento e questo per vari  motivi: in primis la selezione genetica che, secolo dopo secolo,  ha selezionato  solo gli individui più docili a discapito di quelli maggiormente in grado di ribellarsi; il disciplinamento dei corpi, corpi che letteralmente non trovano uno spazio materiale di possibile opposizione come le barriere, i muri, i recinti, le strade asfaltate con macchine a tutta velocità; l’inaccessibilità delle risorse primarie come cibo e acqua..E anche quando questi strumenti non fossero sufficienti, interviene la repressione delle istituzioni umane, che parte dal presupposto della pericolosità di questi animali divergenti, ma che di fatto agisce per ricacciare nella sfera dell’inesistenza tutti questi tentativi di disubbidienza. Ma loro continuano a disobbedire e resistono.

(Fonte: www.cronacaqui.it)

Paura nella notte: mandria di mucche attraversa la strada, auto arriva e ne travolge una

7 - evasioni &8 - ribellioni 02 Dic 2018 11:33 am

Un ghepardo delle nevi evade dallo zoo, ma viene brutalmente ucciso.

Zoo di Dudley, West Midlands (GB), 23 ottobre 2018

Aveva otto anni, lo avevano chiamato Margaash. Era nato e vissuto interamente dentro a queste prigioni, trasferito da uno zoo all’altro. Ha gustato solo per poche ore il sapore della libertà perché  gli hanno sparato brutalmente proprio mentre si stava avvicinando ad un bosco. Il direttore dello zoo non si è  vergognato neanche un po’ quando ha cercato di far passare questa terribile uccisione a brucia pelo come un atto di eutanasia.

Chissà se gli occhi di Margaash, vicino a quel bosco, sono riusciti a riempirsi di tutta la bellezza che solo la libertà sa farti provare.

Articolo

(Fonte: www.theguardian.com )