1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 24 Mar 2019 09:20 pm

Betsy mucca libera

Alaska, marzo 2019

Agli abitanti di Anchorage, in Alaska, la storia di Betsy è nota dal giugno scorso, quando fuggì prima di un rodeo. Da allora lei è una mucca libera. Nessuno è più riuscito* a riprenderla, né coi cavalli, né coi droni, né col cibo. L’hanno sempre cercata invano nell’immenso Far North Bicentennial Park, alla periferia della città. Qualcun* ogni tanto riesce ad avvistarla e ne dà segnalazione al rassegnato ‘proprietario’ che ha manifestato l’intenzione di provare ad attirare Besty con altre mucche. La fotografia racconta di un fortuito incontro con lei che risale a dicembre.

L’articolo:‘It’s a cow’s dream’: Cow that escaped Alaska rodeo and vanished into Anchorage park still on the run six months later

1 - storie di rivolta &7 - evasioni &8 - ribellioni 10 Mar 2019 09:31 pm

Un toro si ribella con furia alla beffa del macello Bio certificato.

Pegognaga (MN), 5 marzo 2019.

«È successo tutto in un attimo – ha detto visibilmente spaventato il titolare dell’allevamento delle Fattorie San Lorenzo – Dovevamo caricare quattro o cinque  tori da portare al macello. Stava procedendo tutto bene quando l’ultimo toro si è girato bruscamente e ha colpito con le corna l’operatore…».

Fattorie San Lorenzo, coltivazioni Bio, mangimi Bio,  carni Bio,  macello Bio di ultima generazione. Tutto certificato.

Articolo

 

approfondimenti 07 Mar 2019 01:48 pm

Esce “Smontare la gabbia”, un libro con un contributo di Resistenza Animale

 

Siamo liet* di annunciare l’uscita di un libro che ha visto coinvolto il nostro Collettivo con un saggio intitolato “Corpi fuori luogo. Gli animali ribelli”, in cui facciamo un po’ il punto sulla resistenza animale da un punto di vista teorico e di attivismo (ma anche altri contributi del volume toccano questo tema a noi caro).

Potete preordinare il libro qui, finanziando contemporaneamente Lunacorre, casa famiglia per animali abbandonati.

Smontare la gabbia. Anticapitalismo e movimento di liberazione animale

A cura di N. Bertuzzi e M. Reggio

(Mimesis 2019, 171 pagine)

Il movimento di liberazione animale ha avuto in Italia particolare rilievo negli ultimi anni, a partire dalle campagne contro pellicce e vivisezione sviluppate nei primi anni 2000 da gruppi radicali di ispirazione anarchica ed ecologista. Il culmine di interesse pubblico si è avuto, più di recente, con le mobilitazioni contro l’allevamento Green Hill. Le prassi adottate da associazioni e gruppi animalisti hanno portato a un panorama difficile da “leggere”, in cui convivono dibattiti, strategie e pratiche inedite, spesso in conflitto fra loro. Questa raccolta di saggi si propone di fornire una panoramica su alcune nuove frontiere interpellando collettivi, gruppi, studios* e attivist* che partecipano alla ricerca teorica e alle iniziative di questa galassia estremamente eterogenea. Un testo volutamente situato e partigiano, ma attento a cogliere non solo il carattere specista delle società moderne (e dell’Italia contemporanea, in modo particolare) ma anche le criticità dello stesso movimento e delle sue numerose anime interne. L’approccio intersezionale che attraversa la raccolta di scritti si avvale delle esperienze di ricerca e attivismo che hanno saputo mettere in connessione, fra gli altri, Animal Studies, transfemminismo queer, istanze antirazziste e anticapitaliste, resistenza animale, sociologia dei movimenti per articolare un discorso antispecista schierato contro il qualunquismo di certo animalismo di destra o comunque “spoliticizzato”.

Buona lettura!

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 06 Mar 2019 09:19 am

Cacciatori e polizia abbattono un toro evaso

 

È scappato dal mattatoio Brittany Viandes, ha raggiunto la superstrada.
È stato colpito prima da un cacciatore e poi dalle forze armate dell'”ordine specista”.

La resistenza di questo toro ha impattato la violenza del sistema che reprime la ribellione.

La resistenza è insita in ogni individuo ed ogni resistenza dovrebbe incontrare solo la solidarietà di altri individui.

È necessario un cambio di paradigma nella militanza.
È necessario superare quei dogmi che paralizzano la solidarietà nella lotta.

È morto ucciso dal sistema e dalla nostre strategie di “pacifismo”.

(Rossana Mianulli)

 

Qui l’articolo originale di “20 Minutes”

Qui un articolo di Telegramme con video

 

 

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni 06 Mar 2019 12:25 am

Elefanti contro bracconieri. E l’evoluzione ci mette lo zampino.

India meridionale, 4 gennaio 2017

Ne hanno calpestato uno a morte e ferito gravemente un altro. Gli altri due li hanno lasciati fuggire come testimoni della loro furia, un monito per tutti quanti.

Nell’articolo si scrive che recenti rapporti hanno dimostrato come  il bracconaggio stia provocando la nascita di un numero crescente di elefanti africani senza zanne.

“Poiché i bracconieri uccidono solo elefanti con le zanne, questo fa sì che nelle popolazioni di elefanti ci sia una proporzione sempre maggiore di animali che ne sono sprovvisti. Questi, a loro volta si riproducono e la loro prole nasce senza zanne – afferma  Joyce Poole di Elephant Voices – Sembra che sappiano che, in questa fase della loro storia, con tutto il bracconaggio in corso, essere senza zanne dia loro un vantaggio perché non vengono né braccati né uccisi”.

(Fonte: www.allthatsinteresting.com)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 03 Mar 2019 12:50 am

Pesci in fuga dagli allevamenti intensivi in mare.

Costa Iblea, Siracusa, febbraio 2019.

Gabbie fatte di reti, gremite, asfissianti. “Quello che produciamo noi – dicono gli allevatori – è il pesce del futuro, visto che quello libero ormai si trova sempre meno”.

Ma non appena  la sproporzione di forze si riduce (in questo caso la rottura degli argini degli allevamenti), la volontà degli animali emerge senza nessuna esitazione.

Articolo

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 02 Mar 2019 01:34 am

La forza della disperazione.

Gragnano Trebbiense PC, 28 febbraio 2019.

Un giovane manzo scappa dal camion fermo davanti al macello. Partecipi anche  le parole del quotidiano on line che ne dà la  notizia : “L’animale, dopo la corsa verso la libertà e la vita, era sfinito e più volte si è sdraiato per riposarsi ma ogni volta che qualcuno si avvicinava per catturarlo trovava le forze per scappare e percorrere ancora qualche metro.“ Dopo diverse ore è stato catturato e riportato al macello. Ma i suoi occhi continuano a guardarci.

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 28 Feb 2019 12:01 pm

Una piccola storia a lieto fine

Frullo durante la fuga

 

Ogni tanto, una storia a lieto fine.

Alcuni giorni fa ci contattano alcune persone che, durante un soggiorno presso una cascina nel nord Italia, hanno trovato un tacchino che vaga nei dintorni.

Frullo (così lo hanno chiamato) sta bene, sulle prime non si fa troppo avvicinare, ma sembra in buona salute.

Chiedendo alle persone del luogo, emerge che è certamente scappato dal vicino allevamento intensivo: non è la prima volta che qualche tacchino riesce a fuggire, dicono.

Dopo un po’ di telefonate, troviamo una volontaria della zona che si attiva immediatamente per avvicinarlo prima che possa essere ritrovato dai gestori dell’allevamento, e riesce a portarlo via verso il posto in cui ora vive, un luogo in cui non sarà mai utilizzato per farne cibo e potrà godere della compagnia di altri animali e della cura degli umani che vi abitano.

Purtroppo, Frullo è solo uno dei tanti reclusi in quell’allevamento e negli allevamenti intensivi (e non), ed è uno dei pochi che ce l’hanno fatta. Per lui, però, questo significa letteralmente tutto.

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 21 Feb 2019 12:53 pm

Un’altra mucca in cerca di libertà.

Truro, Nuova Scozia(Canada), 14 febbraio 2019

Si è messa a correre per le strade, nei cortili fino ad arrivare al fiume ghiacciato. Qui l’hanno catturata e ricondotta nella sua prigione.

Articolo di ctvnews.ca

1 - storie di rivolta &approfondimenti 21 Feb 2019 10:15 am

Dissociat*, infam* eppur frocie!

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Dissociat*, infam* eppur frocie!
A proposito di violenza e anormalità dentro il corteo contro lo sgombero dell’Asilo e gli arresti.

 

È l’alba del 7 febbraio a Torino, quando Chiara Appendino e la sua giunta pentastellata si assumono la responsabilità politica di sgomberare militarmente l’Asilo, occupato da 24 anni. Sei compagn* arrestat* con l’accusa di Associazione sovversiva per la lotta contro i Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio de* migrant*). Chiara Appendino e la sua giunta: gli stessi che da anni portano avanti una profumata opera di ”lavaggio rosa” dichiarandosi amici di una supposta Identità lgbtq*ia+, per legittimare quella guerra ai poveri chiamata riqualificazione delle periferie. Con questa strategia di governo, a Torino come altrove, il Comune elargisce diritti ai “cittadini gay” per ripulirsi l’immagine ed oscurare la propria violenza contro poveri, reietti e fuorilegge. Riconoscimento in cambio di supporto politico, assimilazione in cambio di silenzio: a Torino la Normalità Gay – quella bianchissima, borghese, sposata, satolla di soldi, documenti e diritti – ripulisce l’immagine di sfratti, sgomberi, deportazioni e arresti a 5 stelle. Privi di qualunque carica sovversiva, corpi un tempo considerati “anormali” sono oggi complici attivi dei padroni di questa città.

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