Category Archive7 – evasioni



1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 23 Mag 2017 09:05 am

Doppia fuga

Montopoli in Val d’Arno (PI), maggio 2017

Recidivo, questo toro è nuovamente evaso. E nuovamente l’hanno ripreso e riportato nel non luogo dove qualcuno ha programmato la sua vita da recluso e condannato. Ma la resistenza non si placa, nonostante secoli di selezione per produrre corpi docili.

QUI la notizia

1 - storie di rivolta &7 - evasioni &approfondimenti 12 Mag 2017 07:06 pm

Il deforme quotidiano di corpi e situazioni

Testo tratto dal libro Anversa di  Roberto Bolaño:

“A Anversa un uomo è morto perché la sua automobile è stata schiacciata da un carico di porci: anche molti porci sono morti quando si è ribaltato il camion, altri hanno dovuto essere sacrificati sul ciglio della strada e altri ancora sono scappati di gran corsa… “Hai sentito bene, cara, il tipo è schiattato mentre i porci passavano sopra la sua automobile”… “Di notte, per le strade del Belgio o della Catalogna”… “Abbiamo chiacchierato per ore in un bar delle Ramblas, era estate e lei parlava come se non lo facesse da molto tempo”… “Dopo aver detto proprio tutto mi ha accarezzato il viso come una cieca”… “I porci hanno strillato”… “Lei ha detto mi piacerebbe stare da sola e io sebbene fossi ubriaco ho capito”… “Non so, è qualcosa che assomiglia alla luna piena, ragazze che in realtà sono come mosche, anche se non è questo che voglio dire”… “Porci che gridano in mezzo alla strada, feriti o mentre si allontanano di gran fretta dal camion sfasciato”… “Ogni parola è inutile, ogni frase, ogni conversazione telefonica”… “Ho detto che voglio stare da sola”… Anch’io ho voluto stare da solo. A Anversa o Barcellona. La luna. Animali che scappano. Incidente sulla strada. La paura.”

Capitolo 49 del romanzo Anversa di Roberto Bolaño – trad. it. di A. Morino, Sellerio, Palermo 2007, p. 99

 

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni &8 - ribellioni 12 Mag 2017 03:00 pm

Il circo dietro di sé

Clermont-Ferrand, 11 maggio 2017

Il circo nega la fuga, l’elefante era  fuori per una passeggiata!

Due minuti di evasione e di speranza prima di tornare alla sua  non vita. Lo immaginiamo, lo sentiamo dentro mentre la  musichetta del video, un concentrato beffardo di crudeltà, fa da colonna sonora alla sua breve e tormentata ricerca di una vita diversa.

Articolo ( Fonte: www.thelocal.fr)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 05 Mag 2017 02:06 am

Evaso

Avellino, 29 aprile 2017

Aveva raggiunto il peso programmato. Era pronto per essere ucciso, la sua carne affettata.
Ma quella stessa carne è riuscita a fuggire.

Contro ogni allevamento, contro ogni schiavitù!

AVELLA. Maiale vaga per la città, fugge per non finire in salami. Video e foto

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 03 Mag 2017 10:25 pm

Evadono in sei dal macello e si salvano

St. Louis (Missouri), 31 marzo 2017

Hanno approfittato di un cancello non chiuso e poi hanno difeso per ore la libertà conquistata, anche sfondando una recinzione.

È subito scattata la solidarietà. Potranno vivere in un rifugio.

QUI la notizia

1 - storie di rivolta &4 - zoo &7 - evasioni 03 Mag 2017 11:19 am

L’evasione gli è costata la vita

Osnabrück (Germania), marzo 2017

Erano nat* in due da un’orsa bruna e da un orso bianco costretti a convivere in prigionia. Uno è riuscito a fuggire. Troppi venti minuti da attendere perché il narcotico potesse fare effetto… è stato subito preso a fucilate.

QUI la notizia

1 - storie di rivolta &7 - evasioni 27 Apr 2017 08:37 pm

Fuga disperata in Galles

Disperato tentativo di fuga questa mattina sulla A40, nel tratto tra Whitchurch e Ross-on-Wye, nel Galles.
Un fuoristrada si ribalta a causa di un incidente. Dietro, un rimorchio per trasporto animali.
All’interno, tre mucche e tre vitelli.
Anche il rimorchio si ribalta, e le tre mucche con i piccoli ne approfittano per tentare la fuga lungo l’autostrada.
Sono circa le 10.10
Alle 11.24 mucche e vitelli sono ancora in fuga, riporta il Wales Online.
Possiamo immaginare la loro paura, l’adrenalina, la voglia di libertà. Fuggire.

L’autostrada viene chiusa prontamente.
Altrettanto prontamente, i fuggiaschi vengono circondati e catturati.

Sono le 13.06.
L’autostrada viene riaperta.
Si lamentano disagi per il traffico congestionato.
Sulle tre mucche e tre vitelli, che hanno tentato di cambiare il loro destino, E’ ripiombato il silenzio riservato agli schiavi.

 

FONTI:
www.herefordtimes.com
www.walesonline.co.uk
www.rossgazette.com

FOTO:
www.gloucestershirelive.co.uk

 

 

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 20 Apr 2017 07:05 pm

Toro evade del mattatoio ma finisce in trappola

Ascoli Piceno, 19 aprile 2017

Inseguito e braccato dai vigili del fuoco, dalla polizia, dai carabinieri e dai medici del servizio veterinario, si ripara in un fosso.

E proprio qui viene decisa la sua fucilazione.

QUI l’articolo

(Fonte: www.ilrestodelcarlino.it)

(Foto :www. corriereadriatico.it)

2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni &approfondimenti 14 Apr 2017 11:21 am

Del comprare animali

Il 30 marzo sei vitelli sono scappati da un mattatoio di St. Louis. I sei, per ore, sono sfuggiti ad ogni tentativo di cattura, facendo restare con il fiato sospeso migliaia di persone.

Migliaia di persone che, per le ore che la loro fuga è durata così come per i giorni immediatamente successivi, hanno gioito con loro, tenuto il fiato sospeso per loro, sperato per loro.

Come sempre accade quando un animale sfugge al suo destino e alla sua prigione, e diventa da cosa individuo. Scavalca i confini entro cui null’altro è se non merce, per appropriarsi di spazi altri, irrompendo nella nostra realtà antropizzata, costringendoci a guardarlo negli occhi e riconoscere nel suo sguardo il nostro stesso sguardo. Nella sua voglia di vivere la nostra. Nella sua ribellione ad un sistema che schiaccia, uccide e mercifica la nostra stessa ribellione.

Una volta ricatturati, i sei giovani vitelli sono stati ricondotti al mattatoio.

Per uscirne di nuovo dopo pochi giorni, ed essere condotti verso quella che presumibilmente sarà la loro ultima destinazione: il Gentle Barn Animal Sanctuary.

Subito dopo la loro cattura sono state organizzate raccolte fondi. Si parla di circa 20.000 dollari ottenuti.

Tanto è costata la vita dei sei giovani fuggitivi. Tanto da questa storia ha guadagnato il proprietario del mattatoio dove avrebbero dovuto morire (e dove – ininterrottamente, anche ora – si continuano ad uccidere giovani vitelli tali e quali a loro).

Un altro rifugio statunitense, il Farm Sanctuary, ha a tal proposito emesso un comunicato:

“Grazie a tutti coloro che hanno chiamato e che si sono interessati alla sorte dei sei vitelli fuggiti e ricatturati a St. Louis ieri.
Abbiamo ricevuto molte domande sulla possibilità da parte nostra di pagare la cifra richiesta dal loro proprietario per salvare la vita di questi sei coraggiosi individui.
La nostra posizione resta la seguente: quando noi acquistiamo un animale con il fine di salvarlo/a, non facciamo altro che contribuire all’acquisto dell’animale che lo/la sostituirà.
I 15.000 dollari che l’azienda ha ricevuto per soltanto tre di loro, avrebbero potuto essere usati per comprare migliaia di altri animali:

9,090 pulcini di ovaiola
6.976 pulcini di broiler
1.718 tacchini
300 agnelli
250 capre
75 maialini

Versare denaro nelle casse di mattatoi o allevamenti non fermerà lo sfruttamento animale. Nel nostro paese sono più di 10 miliardi gli animali uccisi ogni anno soltanto per farne cibo. Anche se se ne acquistassero e salvassero ogni anno 20.000, questi non sarebbero altro che un mero 0,0002 percento di quelli massacrati. Non possiamo competere con l’industria della carne sui numeri, e non può neanche essere quella dei numeri la nostra priorità nel salvare individui.
Solo cercando su annunci di vendita, giornali locali, o chiedendo ad allevamenti e fattorie nei dintorni, riempiremmo tutti e tre i nostri rifugi in meno di una settimana. Ma non saremmo “liberatori”. Saremmo “clienti”. Di fronte ad una realtà tanto devastante, fatta di gabbie e massacri, quello che possiamo e dobbiamo fare è cercare di aiutare quegli animali la cui vita può venir salvata usando sistemi che siano efficaci e funzionali al fine di modificare la realtà in cui gli animali sono costretti.
Salvare vite pagandole non è solo sbagliato, ma decisamente inutile. Senza acquistare un solo animale, Farm Sanctuary e i rifugi a noi vicini sono comunque traboccanti di vita.”

Non si può non essere concordi con queste parole. Razionalmente, politicamente, eticamente.

Se il nostro fine ultimo è il sovvertimento dell’attuale ordine delle cose, il superamento delle barriere di specie, la fine della reificazione dei corpi, del dominio dell’uomo sugli altri animali e sulla natura, è impensabile operare acquistando animali, ovvero riproducendo e alimentando proprio ciò contro cui ci battiamo: questo sistema, questo ordine economico, questa visione dei corpi di serie B come merce che possiamo acquistare pagandone il prezzo richiesto.

Se quello a cui tendiamo è la fine del massacro infinito di animali, non è acquistandone (cento? mille?) quanti possiamo, operando quindi all’interno della stessa macchina che stritola miliardi e miliardi di vite, che riusciremo a fermarla, la macchina. Ma solo se ad essa ci opponiamo, ne rompiamo gli ingranaggi, ne ostacoliamo il funzionamento.

Se ciò in cui crediamo è che ogni individuo sia unico, la sua vita preziosa e sacra, come prezioso e sacro il suo diritto alla libertà, dovremmo rigettare l’idea stessa che questo individuo, questa vita, abbiano un prezzo.

E non è facile.

Non lo è mai.

In un post su Facebook, il Barn Sanctuary risponde così a chi dubita sulla liceità di aver pagato per i sei vitelli:

“E’ una questione davvero difficile: non vogliamo dare soldi al mattatoio, ma non possiamo neanche girarci dall’altra parte, andarcene e lasciarli morire.”

Chi ha, nella sua vita, come chi scrive, visto trascinare via vitelline che erano ad un passo dalla salvezza, guardato i loro occhi terrorizzati; chi ha passato giorni e settimane a cercare di salvare un animale che aveva tentato la ribellione, ed era fuggito dalla sua prigione, passato calde giornate e notti piene di stelle assaporando la libertà, per poi essere ripreso e ricondotto indietro; chi si è sentito dire che animali sequestrati e tolti al loro aguzzino sono stati venduti al mercato del bestiame e risucchiati di nuovo nel nulla; chi ha visto e vissuto ed ascoltato tutto questo, sa quanto sia difficile, la questione.

Perché se da un lato ci sono la ragione, la politica, l’etica, dall’altra c’è emozione, e dolore, quel dolore lancinante allo stomaco, che ti ferma il respiro, al solo pensiero che da quel che tu decidi dipende la vita di qualcun altro.

Ma se sogni un mondo diverso, un mondo in cui tutti i maiali possano godersi le stelle delle notti d’agosto, e tutte le mucche i loro figlioli, questa decisione è davvero così difficile?

1 - storie di rivolta &3 - circhi &7 - evasioni &8 - ribellioni 08 Apr 2017 01:16 am

Il (breve) viaggio dell’elefante evaso dal circo Orfei.

Viterbo, 6 aprile 2017

Un elefante cammina lentamente nelle strade di Viterbo, trova qualcosa nei rifiuti, prosegue fino a quando non viene fermato.

Come Salomone, giunto dall’India per stupire le folle  : “Procedeva l’elefante con il suo passo misurato, senza premura, il passo di chi sa che per arrivare non sempre è necessario correre. All’improvviso una bambina  sui cinque anni […] si staccò dalla mano della madre e corse verso l’elefante. Un grido di spavento uscì dalla gola di quanti si accorsero della tragedia imminente, le zampe dell’animale che travolgevano e calpestavano il povero corpicino,[…] un lutto, una terribile macchia di sangue nello stemma della città.  Significava non conoscere salomone. Avviluppò con la proboscide il corpo della bambina come se l’abbracciasse e la sollevò in aria come una nuova bandiera, quella di una vita salvata all’ultimo istante, quando ormai era perduta”

Josè Saramago, Il viaggio dell’elefante

QUI la notizia

(Fonte: www.viterbonews24.it)

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