Category Archiveapprofondimenti



1 - storie di rivolta &7 - evasioni &approfondimenti &eventi 21 Mar 2018 12:27 pm

Schizzi che raccontano la resistenza animale

Madrid, Drawing Room, Circulo de Bellas Artes,  22-25 febbraio 2018

L’artista Tiziana Pers con i suoi disegni svela e richiama alla memoria episodi di resistenza animale. Sulla carta riappaiono le tracce di zampe puntate nella terra a strappare la presa delle corde, di pelle tesa nella corsa, di respiro soffiato dagli occhi.

Qui l’articolo

 

 

 

approfondimenti 10 Mar 2018 03:54 pm

Tre zebre scappano da un parco divertimenti.

Chandler, Arizona, 7 febbraio 2018

Erano riuscite a liberarsi all’alba e a fuggire dal recinto che le imprigionava, all’interno del Chandler Ostrich Festival. Due di loro sono state catturate, una è stata investita.

Poche ore di libertà, di speranza, di desideri, sepolte dalle risate indifferenti e chiassose dei visitatori.

(Fonte:www.ktar.com)

Zebra escapes Chandler Ostrich Festival grounds, hit by car and killed

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni &approfondimenti 10 Mar 2018 03:31 pm

Attenzione: animali ribelli

Secondo  uno studio pubblicato da Wilderness and Environmental Medicine, gli animali che più si ribellano e diventano maggiormente  pericolosi per quelli umani risultano essere le mucche e i cavalli. Poi zanzare, vespe, calabroni, api e cani. All’ultimo posto squali e calabroni.

Invertendo la prospettiva, per tutti gli animali, quello più pericoloso, seppur con molti distinguo, risulta essere sempre l’animale umano.

Orsi, serpenti o squali? Macchè: gli animali “killer” per l’uomo, negli Usa, sono vacche e cavalli

(Fonte:www.http://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com)

 

1 - storie di rivolta &approfondimenti 01 Mar 2018 10:55 pm

Tutto il dolore del mondo

Un racconto di Michele Mari, da “EURIDICE AVEVA UN CANE”,  ed. Einaudi

TUTTO IL DOLORE DEL MONDO

Mi stavo allontanando dalla vetrina quando fui colpito da queste parole:
«Va’ Nino, l’è adree a morì: ‘ntremm a dighel».
«’ste curet ti? Andemm, andemm, che l’è tard».
«Ma poer pess…».
Un cappottino nocciola per lei, un lustro giaccone nero per lui: avevano guardato gli animali insieme a me, e ora si dileguavano nella sera. Osservando meglio, vidi ciò che aveva attirato la loro attenzione: un minuscolo pesciolino nero, rimasto impigliato fra il cristallo dell’aquario e una similalga di plastica. L’infelice doveva patire così da molto tempo, perché i suoi sforzi per liberarsi erano deboli e radi: poco più di uno spasmo. Orrore d’aquario, ove l’umana empietà aveva voluto un forzierino semisepolto e (a ballargli avido intorno) un sommozzatore di gomma, trascurando l’ossigenazione e il lindore dovuti.
Sarà stata la sua muta impotenza, la sua invisibile disperazione così in contrasto con la crassità filistea del Natale, ma io in quel pesce vidi compendiarsi tutto il dolore del mondo.

Altre facce si fermarono alla vetrina, attirate dai cagnolini e da un grosso pappagallo verde; se ne andarono, altre facce vennero, se ne andarono anch’esse; «Poer pess» aveva detto quella donna, ma lui l’aveva portata via. Prima che capissi cosa dovevo fare passò altro tempo, poi entrai nel negozio.
«Guardi che nell’aquario c’è un pesce impigliato».
«Eh?»
«E’ rimasto impigliato fra il vetro e un’alga». (Pronunciai l’ultima parola con l’intonazione più concessiva che potei).
«E allora?»
«Soffre».
Mi guardò come si guarda un seccatore, poi continuò a scartabellare in un suo registro. Neanche un cenno, un grugnito che assomigliasse a un ringraziamento, nulla che tradisse un velo di sollecitudine per la creatura. Alla cassa, impassibile, una giovine druda si rintuzzava le pipite: e masticava. Volli credere che avessero litigato aspramente, che io avessi interrotto un lor dramma: e uscii sospendendo il giudizio, studiatamente ignorando lo sdegno che perentro montava.


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approfondimenti 09 Feb 2018 02:08 pm

Come se la sua rabbia non avesse limiti.

Ankang, Cina, 2 febbraio 2018.

Un cinghiale affamato e arrabbiato ha attaccato chi c’era sulla sua strada.

A nulla solo valse le badilate, la sua furia non si è esaurita.

Qui l’articolo (fonte:www.ilfattoquotidiano.it)

6 - altri luoghi di detenzione &7 - evasioni &8 - ribellioni &approfondimenti 30 Nov 2017 11:21 pm

Un cavallo scappa da un maneggio, ma un auto ferma la sua fuga.

Busto Arsizio, VA , 22 novembre 2017

(Articolo di www.laprealpina.it)

 

approfondimenti &eventi 09 Nov 2017 05:00 pm

[1 dicembre, Milano] Animali in rivolta alla libreria Antigone

 

Venerdì 1 dicembre, ore 18

Libreria LGBT Antigone, Milano

Presentazione di:

Sarat Colling, Animali in rivolta (mimesis 2017)

Un approccio femminista decoloniale all’antispecismo

Con Rachele Borghi, Julie Coumau e Marco Reggio

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni &approfondimenti 05 Nov 2017 03:12 pm

La Bestia è sveglia

“La Bestia è sveglia, innervosita dalla vicinanza delle scrofe in calore di cui gli giunge l’odore dall’edificio riservato al concepimento, attraverso le pareti porose. Con il grugno spinge la porta del recinto. Il chiavistello è un po’ allentato e tintinna, balla e si solleva a ogni colpo che assesta alle sbarre di metallo. Ci batte contro, si prende una sbarra sul muso, spinge la porta, la tira a sé, spinge di nuovo, e a poco a poco le viti cedono. Dopo ore di pazienti manovre la placchetta e il chiavistello cadono sul nudo calcestruzzo della corsia e la porta del box si apre lentamente davanti al verro, che balza fuori, pronto ad affrontare l’ostacolo del corpo degli uomini schierati davanti. Costeggia i recinti, annusando gli altri quattro riproduttori che si svegliano al suo passaggio e poi, da qualche parte al di là dei muri, l’odore delle scrofette nervose, delle scrofe gravide e dei suinetti. La sua massa enorme si muove in silenzio nell’oscurità.

Lo guida un altro richiamo, ancora più pressante di quello della fregola; è il tenue profumo della notte che penetra nell’edificio dagli interstizi. La Bestia percorre la corsia centrale fino alla porta. Appoggia il grugno contro lo spiraglio e, con un movimento della bocca, fa scivolare il battente sul binario. Muove qualche passo sulla vasta lastra di calcestruzzo, alza la testa e respira. La campagna è nera e tranquilla. Un brivido di eccitazione attraversa da parte a parte il corpo massiccio del verro. Rivolge per un momento lo sguardo alle porte dell’edificio dietro le quali languono le scrofe fertili che a loro volta hanno percepito la sua presenza e i feromoni del suo fiato pesante, poi La Bestia si allontana e arriva fino alla recinzione di rete metallica. Al di là si estendono le terre, lucenti e profumate, che trattengono il sentore delle erbe e dei tuberi, degli animali sconosciuti e delle piccole prede, dei cespugli umidi e di vecchi orti azzurrati dalla luna. Il verro morde, torce e strappa senza difficoltà le maglie della rete, praticando un buco nel quale infila la testa, poi si appoggia con tutto il suo peso, incurvando la recinzione e piegando a forza i pali conficcati nel calcestruzzo. L’apertura si allarga e l’animale riesce ad infilarci le zampe anteriori. L’estremità  dei fili spezzati gli si conficca nella carne e lo graffia per lungo, sulla schiena e sui fianchi. Il suo grido trafigge la notte ed eccita i cani che fiutano il suo odore e abbaiano tutti insieme nel canile della fattoria. La Bestia raddoppia gli sforzi, si dibatte, stacca dai pali il pezzo di rete metallica, che vibra sbattendoci contro violentemente quando il maiale si libera. Ebbro di dolore, galoppa fino al centro di un prato incolto. Non ha mai corso. Scopre la propria massa e la forza che deve mobilitare per spostarla.Dalle ferite esce un sangue fluido e cola fra le setole. Si ferma, stordito dalla sforzo, dalla nuova libertà e dalla vibrazione della notte che sonda con gli occhi, pupille dilatate. Distingue i cupi edifici della porcilaia che fino a quel momento costituivano la frontiera del suo mondo. Percepisce, più lontano, l’ombra del corpo della fattoria, che per lui è solo un’ombra da cui scaturisce l’odore ostile degli uomini e dei cani. Non sa che al primo piano, dietro lo spessore dei muri di mattoni e di sassi e paglia, anche gli uomini dormono. Nei loro sogni si affolla la massa uniforme dei maiali”

Estratto da Regno animale di Jean-Baptiste Del Amo

approfondimenti 23 Ott 2017 07:34 pm

“Forse un giorno si ribelleranno anche i cavalli.”

Forse un giorno si ribelleranno anche i cavalli, diceva una frase di quegli anni attribuita a Mao, come a spiegare metaforicamente e letteralmente che il bisogno di libertà era più grande dell’umanità che lo pone, e ne avrebbe prima o poi ridisegnato i confini… Ecco, nel manicomio di Trieste tutto comincia simbolicamente da un cavallo, Marco, che da anni tira il carretto con dentro i panni per la lavanderia, e altro materiale. Fattosi oramai troppo vecchio per continuare a lavorare, Marco è destinato alla vendita per il macello: ma i suoi amici umani, i degenti del manicomio, insorgono e, in collaborazione con gli operatori del laboratorio di scrittura, redigono a suo nome una lettera al Presidente della Provincia, chiedendo un meritato pensionamento. Siamo nel 1972: Marco avrà salva la vita, e i pazienti hanno per la prima volta da sempre affermato il loro diritto a esistere come soggetti politici a tutti gli effetti. Poi, nel 1973, ispirandosi a questa storia, degenti, operatori, artisti invitati da fuori occupano il padiglione P (come Paradiso, dicono scherzosamente alcuni), lo adibiscono a laboratorio artistico, e costruiscono un gigantesco cavallo di legno e cartapesta azzurra: appunto, Marco Cavallo. La sua pancia è piena dei sogni, dei desideri, della gioia di vivere, dell’urgenza di libertà degli internati – insomma, si tratta di un novello cavallo di Troia, ma alla rovescia, perché ora non è più questione di entrare dentro, ma di uscire fuori, è il mondo che si vuole assediare, la cittadella da conquistare… Ed esce, Marco Cavallo, sempre nel 1973, solo che è troppo grande per passare per la porta, bisogna buttare giù un muro, aprire un varco nella recinzione del manicomio: così, finalmente libero, Marco Cavallo può andare in giro per la città, accompagnato da centinaia di matti…”

alfabeta2.

Articolo intero :

Speciale / Franco Basaglia, l’unica rivoluzione italiana

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &approfondimenti 23 Ott 2017 12:14 pm

Una storia di resistenza animale ispirata ad un racconto

Dal libro  “La ribellione degli animali”

Alcune pagine qui

www.orticaeditrice.it

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