Monthly Archivedicembre 2015



1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 30 Dic 2015 11:22 pm

Evaso trucidato

Germania, dicembre 2015

Fugge da un allevamento. Osa far irruzione sul palcoscenico umano.

Il VIDEO dell’agghiacciante esecuzione.

 

Schermata 2015-12-30 alle 23.07.37

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni &approfondimenti 30 Dic 2015 06:07 pm

Ferdinando, il primo toro che boicottò la corrida

La storia del toro Ferdinando è un libro scritto nel 1936  da Munro Leaf e illustrato da Robert Lawson. Tale libro venne bandito in Spagna e bruciato in segno di propaganda nella Germania nazista.

Ferdinando il toro.png

“C’era una volta in Spagna ..un piccolo toro che si chiamava Ferdinando. Tutti gli altri piccoli tori, suoi compagni, correvano, saltavano e si prendevano a testate; ma non Ferdinando. Lui aveva il suo posticino prediletto sotto un albero di sughero, dove si accucciava tranquillamente all’ombra ad annusare i fiori. Con il passar degli anni Ferdinando crebbe e crebbe, finché divenne molto grosso e molto forte. Tutti gli altri tori volevano combattere nell’arena di Madrid , ma Ferdinando no; gli piaceva ancora star seduto sotto l’albero di sughero ad annusare i fiori. Un giorno cinque uomini andarono a scegliere i tori più grossi, veloci e feroci per la corrida.. Tutti i tori iniziarono a correre, a saltare e a prendersi a testate affinché li scegliessero. Ma non Ferdinando, sapeva che non l’avrebbero scelto e non gl’importava; così tornò a sedersi sotto il suo albero, ma inavvertitamente si sedette sopra un bombo: il toro cominciò a correre sbuffando e muggendo come impazzito; i cinque uomini lo videro e urlarono tutti di gioia, lo portarono via su di un carro per il combattimento dell’arena. Il combattimento di Ferdinando venne annunciato in grande stile: ci fu la parata, i banderilleros, i picadores,  poi arrivò il matador, e dagli spalti gli venne lanciato un mazzo di fiori. Arrivò il momento del toro, era Ferdinando, conosciuto come Ferdinando il feroce, e tutti avevano paura di lui. Ma quando Ferdinando vide quei fiorellini corse in mezzo all’arena; tutti pensavano che si sarebbe battuto ferocemente, ma quando arrivò nel mezzo dell’arena, si sedette tranquillo ad annusare i fiori. Tutti erano furiosi, ma il matador era il più furioso, fece di tutto per convincere Ferdinando a combattere, lo supplicò, ma lui se ne stava seduto ad annusare. Il matador era così infuriato che si mise a piangere perché non poté dimostrare la sua bravura. Così Ferdinando venne riportato a casa, e per quel che si sa, sta ancora là, tranquillo, sotto il suo prediletto albero di sughero, ad annusare i fiori”.

Due anni dopo la Walt Disney ne fece un film “Ferdinando il toro” diretto da Dick Rickard ma in Italia uscì nelle sale solo nel 1967

(Fonte: it.wikipedia.org)

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 26 Dic 2015 09:12 am

Pazzo è chi si adatta

Imola, dicembre 2015

“Per fortuna, il cavallo “pazzo” non ha ferito nessuna persona e ha creato danni solamente ad alcune auto in sosta nella zona.”
Etichettare come “pazzi” tutti coloro che non si “adattano” ad un sistema che li vuole mesti, prevedibili e sfruttabili, chi resiste e si ribella, non ribalterà la verità. La vera follia è l’adattamento che ci porta ad avere una visione distorta della realtà.

QUI l’articolo

(Fonte: www.leggilanotizia.it)

 

1 - storie di rivolta &4 - zoo &8 - ribellioni 18 Dic 2015 05:17 pm

Quasi amiche, oltre la specie.

Safari  Park- Primorsky Krai, novembre 2015

Una capra viene messa come “pasto” all’interno del recinto della tigre siberiana. Ma quello che succede sovverte ogni previsione.  La storia che ci raccontano i  due animali non riguarda il nostro o il loro passato fatto di gerarchie,  pregiudizi, categorie. Quella tigre e quella capra ci stanno parlando del futuro.

QUI l’articolo

(Fonte: www.greenstyle.it)

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &8 - ribellioni 17 Dic 2015 08:46 pm

La fiera resistenza di un bufalo

Chifuti Safari- Zimbabwe, giugno 2012

Dopo tre giorni di inseguimento un bufalo, già ferito durante un  “safari di caccia” in una riserva africana dello Zimbabwe, è stato ucciso.  Ma prima di essere finito ha ucciso, a sua volta, il cacciatore che lo inseguiva. Lo ha letteralmente sollevato da terra spezzandogli il collo.

L’esperto e famoso  cacciatore nonchè guida per battute di caccia nella riserva per turisti  ricchi provenienti da altre regioni e paesi  viene descritto come una persona molto gentile e piena di attenzioni, uno che ” aveva lavorato sodo”.

Non è così invece per il bufalo, un esemplare particolarmente grande. Per lui nessun compianto.

La sua specie  è soprannominata “widow-maker” (fabbricante di vedove) per sottolinearne la pericolosità viste le grosse dimensioni e il carattere fiero. Quindi nessun dubbio. Doveva essere ucciso. Nessun imbarazzo,  dunque, nell’organizzare inseguimenti  omicidi a pagamento.

Due pesi e due misure  per una tragedia.

Questa volta il bufalo, pur ferito e agonizzante, ha restituito il favore prima di morire.

Leggi qui l’articolo

(Fonte: www.telegraph.co.uk )

1 - storie di rivolta &6 - altri luoghi di detenzione &9 - richieste di aiuto 15 Dic 2015 05:04 pm

Quei confini di filo spinato

Croazia, dicembre 2015

Filo spinato che strappa, ferisce, blocca, separa, uccide. Rotte migratorie che  si interrompono, passaggi naturali  che si ostruiscono,  speranze di fuga che si infrangono.  L’assurda invenzione del filo spinato come barriera fisica ma soprattutto mentale.

Il filo spinato “impedisce che sboccino i fiori”.

Filo spinato“una poesia di Peter, bambino ebreo ucciso dai nazisti nel ghetto di Terezin

Su un acceso rosso tramonto,
sotto gl’ippocastani fioriti,
sul piazzale giallo di sabbia,
ieri i giorni sono tutti uguali,
belli come gli alberi fioriti.
E’ il mondo che sorride
e io vorrei volare. Ma dove?
Un filo spinato impedisce
che qui dentro sboccino fiori.
Non posso volare.
Non voglio morire.
—————————————–
(Fonte: www.prijatelji-zivotinja.hr)

2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 14 Dic 2015 09:29 pm

Piume ribelli a Siracusa

Siracusa, dicembre 2015

https://youtu.be/jg7udwP0NsE

Un gallo che scappa e il solito inseguimento, il solito allestimento dell’ennesimo, ridicolo spettacolino. In questo filmato i ruoli sono molto chiari. Abbiamo un individuo disperato che cerca una via d’uscita, che fugge da una reclusione forzata e perpetua, che comunica l’orrore della sua situazione in modo inequivocabile. E poi abbiamo gli inseguitori, quelli che, nella gabbia, ce lo vogliono rimettere.

Sbattuto negli angoli e contro i muri, accerchiato, in preda al panico, privato di quelle naturali risorse fisiche che gli consentirebbero di spiccare un volo sufficiente per mettersi in salvo, catapultato in una situazione per lui minacciosa, estranea, spaventosa, fatta di asfalto e automobili, il gallo riesce comunque a sgusciar via, ad evitare più volte e per lungo tempo l’inevitabile cattura. Gli inseguitori, che aumentano a vista d’occhio, non gli danno tregua. Ma gli inseguitori non sono solo i proprietari, vengono reclutati tra i passanti, sempre più persone si uniscono all’orda feroce, volgare, famelica che vuol riportare tutto al proprio posto, che non sopporta quell’attimo di libertà fuori dagli schemi rigidamente prestabiliti.

Ma questa nostra interpretazione, così diversa dagli intenti di chi ha diretto il filmato, eppure così evidente rispetto ad una realtà che si ripete cinica e squallida, orribile e misera, viene negata e annegata tra le risate generali, viene raccontata con la leggerezza popolana delle vecchie tradizioni: un po’ di dialetto in sottofondo, qualche anziano che spicca il balzo per prendere il gallo, musichette divertenti, commenti ilari e il gioco è fatto!

Perchè se i ruoli fossero normalmente definiti, in fondo, qualche speranza rimarrebbe. La possibilità di sentire la disperazione di chi fugge, l’opportunità di percepirne le ragioni e il messaggio, per quanto così fievoli in un mondo normalizzato sul dominio, resterebbero. E invece si gioca sporco, sempre più sporco. Il senso del ridicolo viene montato ad arte. Senza più neanche la necessità di calcoli sottili né di ragionamenti d’alta strategia repressiva, viene proprio spontaneo imbastire lo spettacolo, costruire la gag che permettterà alla risata di censurare e soffocare sul nascere la normale compassione. Il livello raggiunto in questo filmato sfiora il cinismo demenziale, arriva a servirsi di musichette tradizionali, ma anche di canzoni per bambini. Già, i bambini e le bambine, un filmato così “ben fatto” che strapperebbe una risata anche a loro.

Troglodita Tribe

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 14 Dic 2015 10:45 am

Cornette

Ambert (Francia), giugno 2015

Evade dal mattatoio. Solidale con la sua rivendicazione di libertà, un’associazione animalista interviene. Nessun vivente tuttavia dev’essere acquistato, e in nessun modo sfruttato, se non si vuole avvalorare la tesi della sua possibile reificazione.

La storia di Cornette (20minutes.fr)

648x415_vache-cornette

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &8 - ribellioni 14 Dic 2015 08:21 am

Carne da macello?

Montebelluna (Tv), dicembre 2015

Corpi trasportati contro la loro volontà. Strade che li portano all’annientamento della loro volontà. Questa mucca, come tanti altri viventi trascinati in un vortice perverso che nega loro vita e libertà, ha cercato di resistere.

QUI la notizia (ilgazzettino.it)

2932744588_00951551d5

1 - storie di rivolta &8 - ribellioni &9 - richieste di aiuto 13 Dic 2015 09:57 pm

Cerca ogni giorno di fermarlo

Sarsi, India, novembre 2015

Quattro anni fa suo figlio fu investito proprio da questo bus. Da allora, quasi ogni giorno, lei va a cercare di fermarlo.

Ogni vivente ha il proprio irripetibile modo di essere nel mondo, di gioire e di reagire al dolore.

 

Pagina successiva »