” Toro si ribella alla corrida ” un giusto titolo, per una volta

Madrid, giugno 2015

Una notizia tragica che non vorremmo più ricevere.

Una ribellione alla tortura legalizzata che  vede i tori  sbeffeggiati e massacrati nell’arena da più aguzzini : gli animali, per lunghe ore prima della corrida, vengono rinchiusi  in spazi strettissimi, lasciati assetati e affamati.

Pungolati per giorni, spesso drogati prima del miserabile spettacolo, in modo che arrivino il più esasperati , arrabbiati e disperati possibile ad una morte lenta; nell’arena  saranno poi feriti a morte e infine mutilati.

Uno spettacolo di sangue che chiede sangue .

Un ignobile spettacolo in cui anche lo stesso torero  ferito diventa un motivo in più per assistervi.

VIDEO

QUI la notizia

(Fonte: www.leggo.it)

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Evade dallo zoo

Guspini,  7 giugno 2015

E’ riuscito proprio oggi a saltare la recinzione e a dileguarsi nel bosco il leopardo rinchiuso nell’odryzoo. A dare la notizia è lo stesso comune di Guspini che invita la popolazione umana alla prudenza.  Gli avvistamenti di grandi felini non sono rari, ne avevamo parlato qui.

Qui la notizia (tiscalinotizie)

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Storia di Bareen

Trenton, 23 maggio 2015

Fuggiva  da un mattatoio storico, il Trenton  Halal Packing Co., la mucca che , dopo aver travolto un macellatore, si è ritrovata su una Interstrada trafficata a Trenton.

Impaurita, disorientata e urlante, pur raggiunta dalle freccette sedative, ha continuato a correre, decisa a conquistare la propria libertà. Finchè non è stata immobilizzata e legata ad un  guardrail per poi morire, subito dopo,  in circostanze non chiare.

Non è la prima volta che un animale fugge da quell’inferno, un mattatoio come altri  ma in opera  dal 1934, già passato al vaglio di indagini di polizia nel 2006 in seguito  a segnalazioni di maltrattamenti inflitti agli animali condannati a morte.

“E’  un incidente che può capitare” ha detto il proprietario che verrà semplicemente multato per la fuga dell’animale.

Alcuni attivisti hanno salutato la mucca con una simbolica veglia davanti al mattatoio e le hanno dato il nome arabo di Bareen, the innocent girl( Bareen , la ragazza innocente).

QUI video e notizia

(Fonte www.nj.com )

 

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Si risveglia dal narcotico e mette in fuga la guardia

Polonia, 2010

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Un orso carica un guardiaparchi che lo aveva colpito con un proiettile narcotizzante. L’animale, mentre l’uomo si era avvicinato, si è svegliato e ha tentato di aggredirlo, senza riuscire a raggiungerlo. L’animale è stato poi sospinto all’interno del bosco vicino al villaggio di Chorzow, in Polonia (Epa)”

(Corriere.it)

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Saltano la recinzione

Fiumicino, marzo 2015

Qui la notizia (fiumicino-online.it)

Ok, se ne vanno proprio a spasso. Problemi?

Uno sì, in realtà: il mondo costruito solo a misura umana.

Una visione che domina, rinchiude, manipola, sfrutta.

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(foto: corriere.it)

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Tyke, l’elefantessa fuori legge (Tyke Elephant Outlaw)

 

 

Il 4 giugno 2015 è stato presentato al film festival di Sidney in Australia un documentario su Tyke, l’elefantessa ribelle che, dopo aver ucciso il suo addestratore aguzzino, fuggì dal circo e corse disperata e furiosa in cerca della libertà  per le strade di Honolulu, per finire poi uccisa dai poliziotti con 80 colpi d’arma da fuoco. Era il 1994.

Gli autori e coproduttori del film sono Susan Lambert e Stephen Moore

La prima è una fotografa che ha testimoniato le lotte del movimento femminista, il secondo è un cineasta vicino al cinema politico della fine degli anni ’60 , dalle rivolte studentesche in poi.

“In un momento in cui l’uso degli animali per l’intrattenimento va verso la fine” – sostengono gli autori – “eravamo interessati ad esaminare quella certa zona grigia, quella sorta di separazione che c’è tra i diritti degli animali e le persone che hanno lavorato con loro e che  hanno dichiarato, anche in modo contraddittorio, di amarli”.

E se nel documentario l’attenzione si focalizza proprio sugli abusi che Tyke ha ripetutamente subito, dal taglio delle zanne alla coercizione in catene, e sui molti episodi di ribellione avvenuti durante gli anni passati in schiavitù, gli autori tengono a precisare che non si tratta di un film propriamente “animalista” nel senso che non fa capo  ad una campagna specifica per i diritti animali.

“Non è stato facile trovare e intervistare le persone che hanno conosciuto Tyke. Abbiamo cercato, non senza difficoltà, di sospendere il giudizio. Allo stesso tempo pensiamo che sia stato, in qualche modo, coraggioso da parte dei circensi giocarsi la propria reputazione apparendo in pubblico”.

Il documentario è ricco di materiali inediti, in gran parte forniti dalla KGMB-TV. Si tratta di un filmato di due ore che riprende Tyke dal momento del trasporto nell’arena del circo alle Hawaii fino alla sua disperata fuga e alla tragica fine.

“Lo spunto ci è stato fornito dal lavoro di alcuni appassionati avvocati che si battono per la ridefinizione legislativa intorno al riconoscimento dei diritti degli animali in quanto esseri senzienti e per i quali si chiede l’estensione di quegli stessi diritti riservati agli umani.  L’elefante è uno di questi [..]. La storia della ribellione di Tyke contro la schiavitù, la sua intelligenza e autoconsapevolezza ci hanno completamente coinvolti  e obbligati a porci delle domande” – dicono gli autori.

Lambert e Moore hanno incontrato anche molti legislatori a livello locale e nazionale, quelli che supportano l’uso degli animali selvatici nei circhi e coloro che si battono per vietarlo o per modificare alcune leggi sulla protezione animali.

Il film, che verrà proiettato anche a Washington in occasione del festival AFI DOCS 2015, vedrà la presenza di Ed Stewart, co-fondatore della Performing Animal Welfare Society e del Santuario di San Andreas in California.

Tyke, a distanza di vent’anni, rimane il simbolo per le rivendicazioni dell’attivismo animalista contro lo sfruttamento degli animali selvatici nei circhi ed è tutt’ora un argomento  tabù   per l’industria circense arroccata intorno ai propri segreti.

Traduzione di Laura Lucchini

(Fonte: Daily Telegraph)

trailer: https://www.youtube.com/watch?v=gfQGrNV81gU

intervista: http://blog.afi.com/tyke-elephant-outlaw-co-directors-susan-lambert-and-stefan-moore/

sito film – sinossi e note sugli autori e produttori: http://tykeelephantoutlaw.com/

fb page: https://www.facebook.com/tykeelephantoutlaw

il progetto di riferimento: http://www.nonhumanrightsproject.org/

in italiano su Tyke (Resistenza Animale):

http://resistenzanimale.noblogs.org/post/2013/11/25/tyke-elefante-ribelle/

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Danni e disagi, oltre alle paure che proviamo quando ce li troviamo davanti, in strada, di notte

Si alimenta strumentalmente la paura nei confronti di:

Cervi, attratti dai cacciatori, per poterli impallinare
Cinghiali, introdotti dai cacciatori, per poterli impallinare
Mucche, allevate, per ottenere il loro latte
Si fa la conta dei danni arrecati dalle vittime – perseguitat* e sfruttat* – dipint* ad arte come creature mostruose che spuntano improvvisamente dal buio di notte per spaventare le persone, anziché mettere in discussione le azioni dei reali responsabili.

Li si vorrebbe vivi ma al contempo inerti – “funzionali” incapaci di “arrecare danni” – ma disporre delle loro vite come se si trattasse di creature inanimate non è possibile. Non hanno bisogno del permesso di alcuno per prendersi ciò che gli spetta. Creano scompiglio, rompono confini, osano avere fame, devastano orti e campi, e a volte fanno paura. Agiscono autonomamente, con consapevolezza, si ribellano alle regole che pretendiamo di imporgli. La soluzione più spesso utilizzata: la pena capitale (piani di abbattimento li chiamano

Resistenza Animale

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Gli elefanti sono spesso ribelli.

Kerala, India – marzo 2015

http://youtu.be/Wsh9ckgDVLY

Questo video è particolarmente faticoso da vedere perché mostra la forza e la possanza di questi animali che il potere umano continua a contenere e soggiogare.

Lo sferragliare delle catene sta lì solo a dimostrare che se l’umano non possedesse armi e mezzi così sofisticati, come ferro indistruttibile e sonniferi, nulla potrebbe contro questi orgogliosi animali.

Resistenza Animale

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2014 – Madrid, sospesa la corrida: incornati tutti i toreri

Madrid, maggio 2014

Quel giorno l’arena di Madrid  fu intrisa di sangue, dei toreri stavolta. A 35 anni dall’unico precedente che si ricordi nella plaza de toros “Las Ventas”, lo spettacolo venne interrotto per mancanza di matador.  Alle otto della sera, dopo appena un’ora di corrida, gli altoparlanti dell’impianto annunciarono la fine anticipata: i tre toreri erano finiti in infermeria in sequenza, feriti quasi a morte da due tori. Non accadeva un fatto del genere dal 1975.

QUI la notizia

(Fonte: www.repubblica.it)

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Un orso si ribella alla segregazione della riserva

Newmarket, Ontario, 2 giugno 2015

Era stato avvistato da ben tre giorni l’orso che girovagava nei giardini di Newmarket, un quartiere residenziale costruito vicino ad una grossa riserva. Non se ne vedevano da moltissimo tempo di orsi da quelle parti, dicono i residenti. Generalmente questi animali rimangono nella riserva e la convivenza è più che buona. L’orso in questione, sebbene disorientato, appariva tranquillo e non aveva procurato nessun allarme particolare, solo molta curiosità.

E’ anche per questo che molti dei residenti hanno fortemente criticato  l’iniziativa della polizia che, senza avere preso nessuna misura di contenimento pacifico, anzichè sedare l’animale lo  ha freddato senza pietà nell’angolo di  un giardino, dopo che l’orso  era sceso da un albero sul quale aveva cercato rifugio, braccato da poliziotti armati di tutto punto e dagli elicotteri .

‘Non c’era alcun bisogno di ucciderlo – dicono a Newmarket – sarebbe bastato sedarlo e ricollocarlo nel bosco. E’ semplicemente disgustoso quello che è stato fatto, specie dopo ben tre giorni di avvistamento” “Dovrebbero risponderne al governo. Se l’avessi ucciso io, a quest’ora sarei in prigione” dice uno dei residenti che lamenta la sproporzione di forze e l’uso indiscriminato della violenza. E mentre il responsabile delle Risorse Naturali, rispondendo ad un  giornalista, dice che l’orso  è stato ucciso per la sicurezza dei cittadini, questi ultimi  riempiono di insulti i poliziotti mentre portano via il corpo esanime del povero orso.

Associazioni animaliste e abitanti chiedono una indagine.

QUI il video

QUI la notizia

(Fonte: m.torontosun.com)

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