Bari, 28 settembre 2017 .
Cinghiali in città.
Qualcuno ci guarda dritto in faccia e noi ancora non lo vediamo.

Articolo e video qui
(Fonte: www.video.repubblica.it)
Roma, 30 settembre 2017

Gli out- sider, cioè gli animali bizzarri, gli animali ribelli, devono essere rappresentati sempre in opposizione a chi protegge la comunità, forze dell’ordine in primis. In questo modo si alimenta la differenziazione tra i cittadini (bianchi, umani, occidentali) e gli alieni rappresentati dagli animali, ma anche dai migranti, dai folli, dai rom, dai senza fissa dimora. Una differenziazione necessaria sia alla gerarchia del lavoro ma anche per definire il “Primato dell’Uomo”, quello con la U maiuscola, rispetto a quei corpi sporchi e stranieri che minacciano di attraversare la frontiera che definisce il “corpo pulito del soggetto bianco”. ( cit. da Animali in rivolta di S. Colling)
Articolo qui
(Fonte: www.roma.repubblica.it)
San Benedetto del Tronto, 29 settembre 2017

Quando si usano parole come “fuggire -intercettazione-accertamento obbligatorio” qualcosa non quadra nell’ipotetico contesto di una ” libertà” terapeutica nei centri aperti (?) di salute mentale con i relativi accertamenti (obbligatori) del caso.
” Invero non c’è da aspettarsi molto da chi per circa 30 anni non si è avveduto che i reparti psichiatrici negli ospedali civili, istituiti con la legge 180, non erano (e non sono) altro che mini-manicomi e che, ancora oggi, non sembra avvertire tutta la portata liberticida insita nell’istituto del TSO (Trattamento sanitario obbligatorio), istituito dalla stessa legge, così come nei servizi psichiatrici aperti 24 ore che, nei fatti, sostituiscono e riattualizzano il controllo totale dell’istituzione manicomiale sugli individui.”G.Bucalo
(Fonte:www.m.lanuovariviera.it)
Nichelino (TO), 26 settembre 2017

Evade da un allevamento recintato per scrollarsi di dosso tutta la pesantezza del mondo.
“E, allora avevo l’impressione come se una voce mi chiamasse lontano, e che se fossi andato sempre dritto, sempre, sempre, fino ad arrivare a quella linea dove cielo e terra si incontrano, allora avrei trovato la soluzione dell’enigma che mi angosciava, la visione di un’altra esistenza, mille volte più viva …”
Da L’idiota di Dostoevskij
Articolo da www.lastampa.it
Da un articolo del 1990, una storia di resistenza.
Un toro cerca di fuggire dal mattatoio, la polizia lo “abbatte”: “otto colpi esplosi dalla mitraglietta d’ordinanza caricata a colpo singolo e il toro è crollato a terra”.

Melbourne, 21 settembre 2017

Una mucca cerca di scappare dal camion della morte, infilando le zampe nella parte superiore del veicolo. Penzola in avanti e cerca di spingersi fuori. Supera illesa una barriera segnaletica che le sfiora il capo.. meno male perché gli automobilisti si stavano proprio divertendo a vedere un animale disperato ribellarsi alla morte.
Per chi guarda senza vedere quello è un animale “confuso”, e la scena è divertente. Si suppone che l’animale sia arrivato in salute a destinazione, sicuramente un macello, e il filmato, secondo il giornalista, ha immortalato “adorabili momenti”.
Video e articolo qui
(Fonte: www.dailymail.co.uk)
Lucca, 13 settembre 2017
Si tratta di un cavallo color palomino, praticamente identico a quello che si commerciava per la Barbie e disegnato di solito nella favola di Cenerentola…sicuramente una scelta “evocativa” per un cavallo da attaccare ad una carrozza turistica.
Particolare anche che il conducente sia una conducente, che il cocchiere sia una donna causando un pasticcio linguistico all’autore dell’articolo che fa un casino pazzesco e ridicolo tra una parola che sembra costituzionalmente maschile (cocchiere, cioè l’uomo che conduce il trasporto trainato da cavalli) ed il fatto che invece qui la guidatrice sia donna.
Volendo usare per forza la parola cocchiere, e come no, con un cavallo così da “favola”, si incarta in un linguaggio che denota ancora di più il sessismo della nostra lingua, della nostra mentalità, delle nostre tradizioni e quella equestre è proprio emblematica, perché legata a filo doppio al potere.
Nell’articolo e nel video ci si sofferma su tutto: le strade che ha imboccato il cavallo, il cantiere dei Rolling Stones, la disabilità della turista, ma non una parola sul cavallo, che non ha diritto a nessuna individualità e soggettività se non quel vecchio e improprio termine “imbizzarrito”.
E chissà invece che anche il cavallo…non sia in realtà una cavalla.
Ma all’autore dell’articolo è meglio non farlo notare, si incasinerebbe oltre ogni immaginazione.
(Fonte e articolo su www.noitv.it)

Il primo libro in italiano sulla resistenza animale uscirà a ottobre:
Sarat Colling, Animali in rivolta. Confini resistenza e solidarietà umana, a cura di feminoska e Marco Reggio (Mimesis edizioni, 180 pagine, 14 euro)
Il libro verrà presentato e sarà disponibile in anteprima domenica 17 settembre, ore 16, a Macao, Milano, durante la Festa Antispecista.
Nel 2000, mentre veniva condotta al mattatoio di Brooklyn, una mucca scappò per salvarsi la vita. La fuga andò a buon fine. Anche se era previsto che Queenie, come fu poi ribattezzata,
dovesse essere riportata al macello, lo sdegno sollevato attorno al caso prevalse, risparmiando alla bestia un terribile destino. Sarat Colling prende in esame le vicende degli animali fuggiti
dai macelli e analizza l’impatto che queste storie hanno avuto sull’opinione pubblica. Obiettivo della ricerca è quello di comprendere le forme di resistenza degli animali e il ruolo delle loro storie nella messa in discussione delle modalità con cui gli umani, e in particolare i consumatori, prendono le distanze dalla violenza delle imprese zootecniche. Nel volume sono riportate sei
storie che consentono di esaminare in maniera approfondita i casi di fuga animale occorsi nello stato di New York. L’indagine si colloca nel campo interdisciplinare dei critical animal studies e
attinge alle più recenti teorie elaborate dalla geografia animale, dai femminismi transnazionali e dall’analisi critica del discorso. Questo contributo affronta nello specifico la resistenza degli
animali allevati e mette a confronto le esperienze e le rappresentazioni di tale resistenza sia da una “prospettiva dal basso”, acquisita tramite chi si prende cura degli animali, sia da una
“prospettiva dall’alto”, che traspare dalle raffigurazioni presenti nei principali mass media influenzati dalle multinazionali.
Sarat Colling é laureata in sociologia critica alla Brock University. I suoi interessi abbracciano il campo degli animal studies e del femminismo transnazionale. Tra le sue pubblicazioni: Love and Liberation (2012).
Santiago de Chile, agosto 2017
E’ morto prematuramente. Lottatore ribelle insieme ai compagni cileni, dal 2010 non mancava un corteo: la sua amica umana dice che usciva di casa 15 minuti prima del corteo, preciso come un orologio.
Se non c’erano cortei e manifestazioni si intristiva. Quando vi partecipava ringhiava alla polizia.

Il suo nome significa: Nero Ammazzapoliziotti.
Più notizie, foto e video QUI
(Fonte: www.gamba.cl)
Plaza de Toro Monumental, El Paseo, Potosinos, Messico, 26 agosto 2017.
https://www.facebook.com/135704556476169/videos/1526103374102940/
L’ultimo toro della notte ( festeggiamenti del santo patrono durante la Feria National Potosina) ha incornato con rabbia e disperazione il torero.
Il pubblico urlante ha avuto il suo fuori programma. “Chi andrebbe ancora a vedere una corrida se ogni tanto un toro non riuscisse ad incornare il torero? E’ questo il fascino dello spettacolo: nel mettere in scena la sovranità della nostra specie. Come insegna Foucault, le sporadiche situazioni in cui il potere fallisce sono lì a ricordarci ( e a valorizzare) tutte le volte in cui si esercita in modo efficace” (Cappellini, Reggio)
(Fonte: www. larazon.es)
(Fonte: www.eluniversal.com)