1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 22 Set 2017 07:32 pm

Si presenta l’occasione e il cavallo (o la cavalla?) tenta la fuga.

Lucca, 13 settembre 2017

Si tratta di un cavallo color palomino, praticamente identico a quello che si commerciava per la Barbie e disegnato di solito nella favola di Cenerentola…sicuramente una scelta “evocativa” per un cavallo da attaccare ad una carrozza turistica.

Particolare anche che il conducente sia una conducente, che il cocchiere sia una donna causando un pasticcio linguistico all’autore dell’articolo che fa un casino pazzesco e ridicolo tra una parola che sembra costituzionalmente maschile (cocchiere, cioè l’uomo che conduce il trasporto trainato da cavalli) ed il fatto che invece qui la guidatrice sia donna.

Volendo usare per forza la parola cocchiere, e come no, con un cavallo così da “favola”, si incarta in un linguaggio che denota ancora di più il sessismo della nostra lingua, della nostra mentalità, delle nostre tradizioni e quella equestre è proprio emblematica,  perché legata a filo doppio al potere.

Nell’articolo e nel video ci si sofferma su tutto: le strade che ha imboccato il cavallo, il cantiere dei Rolling Stones, la disabilità della turista, ma non una parola sul cavallo, che non ha diritto a nessuna individualità e soggettività se non quel vecchio e improprio termine “imbizzarrito”.

E chissà invece che anche il cavallo…non sia in realtà una cavalla.

Ma all’autore dell’articolo è meglio non farlo notare, si incasinerebbe oltre ogni immaginazione.

(Fonte e articolo su www.noitv.it)

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