Stremate, ma libere

Le hanno riprese dopo 10 mesi, attirandole col fieno, ma fino alla fine hanno cercato di scappare. Che ne sarà di loro? Gli escursionisti che le hanno ricondotte nella  stalla sono convinti di aver salvato loro la vita. Certo, erano pelle e ossa, ma erano riuscite a cavarsela e probabilmente sarebbero sopravvissute, eccome. Poveri animali, se non ci fossero sempre gli umani ad occuparsi di loro… Le mucche, ad esempio, non potrebbero starsene tranquille, incatenate nel calduccio della stalla, in attesa d’essere ingravidate a forza o condotte al mattatoio… riposate e ben pasciute!

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Galleria fotografica (tribunatreviso.gelocal.it)
Leggi la notizia (la Tribuna di Treviso)

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Material

http://resistenzanimale.noblogs.orgIn this section we post more in-depth information on the topic of the animal slaves’ ability to resist and organise their own liberation.

(italian version)

Books

 

Articles

 

Videos

 

Audio recording (italian)

 

Web sites

Literature

  • Herman Melville, Moby Dick, 1851, chapters 133, 134, 135bandiera_en
  • Barbara X, Allegoria barricadiera, in “Resistenze”, Aghenstbucs, Brescia 2011, pp. 1-5
  • Franz Kafka, A Report to an Academy, 1920bandiera_en
  • Joy Sorman, Like a Beast, 2014 (part Ipart II)bandiera_en

 

Comics and various

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Ancora sulla resistenza degli orsi della luna

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da orsidellaluna.org

Un esempio di suicidio animale?

(vedi anche:

http://resistenzanimale.noblogs.org/post/2014/01/25/madre-coraggio/)

Nei giorni scorsi la stampa cinese ha riportato un evento che ha particolarmente sconvolto l’opinione pubblica. Si tratta del disperato gesto compiuto da un esemplare femmina di orso della luna, che ha ucciso il suo cucciolo per proteggerlo dalla tortura all’interno di una fattoria della bile in un’area sperduta nel nord della Cina.

Testimoni riferiscono che gli orsi sono qui rinchiusi in piccole gabbie tristemente note come “crush cages”, dotate di una sbarra d’acciaio che si abbassa violentemente sul dorso dell’animale e lo schiaccia a terra costringendolo alla totale immobilità.

Continua qui:

www.orsidellaluna.org/2011/08/un-esempio-di-suicidio-animale/

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Servizio di ControRadio sulla ribellione degli animali

002E’ disponibile il servizio della trasmissione “Restiamo Animali” dal presidio per l’abolizione degli allevamenti e macelli del 22 febbraio a Milano, in cui sono state portate in piazza le storie degli animali che sono riusciti a fuggire alla macellazione.

Lo trovate qui (puntata di domenica 23 febbraio):
http://www.restiamoanimali.it/blog/2014/1314-la-via-del-lupo-la-diplomazia-del-panda-e-labolizione-della-carne/

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Aggredisce per difendere il suo cucciolo

Una mucca si scaglia contro due operai che vogliono marchiare il suo vitellino e ne ferisce uno gravemente.
Leggi la notizia
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In ‘Materiali’ il commento di Serena Contardi.

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Il cucciolo fucilato in città

E’ evaso dall’allevamento ed ha corso per qualche chilometro, fino a trovarsi nel pieno centro cittadino. Presenza inconsueta, scomoda. Nel mondo antropocentrico per un vitello c’è posto solo nelle stalle, nei macelli, nei supermercati e sui piatti. Hanno cercato di riportarlo all’interno del circuito previsto, ma lui era terrorizzato, inferocito, caricava. Ha ferito un poliziotto. Allora gli hanno sparato. Fine della storia.

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altre foto

Leggi la notizia
(il tirreno.it, la nazione.it)

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Capre evase

Una si è fatta riprendere ben due anni dopo…

Qui le notizie

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Due video con pecore ribelli

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Nella foto si vedono pecore e capre legate strettamente per il collo, schiave/i in vendita al mercato di Douz, in Tunisia. Così legate, il movimento di una si trasmette a tutte. Non hanno alcuna possibilità di reazione perché trascinerebbero le altre con sé. E’ una catena vivente .

Ecco la rabbia di una pecora che invece lo spazio per reagire ce l’ha. Godiamoci la visione di questo video. L’audio è pessimo, ma  questo genere di filmati di solito viene mostrato solo per suscitare ilarità. Li si pone sul piano della comicità surreale… Invece i protagonisti non scherzano per niente.

Da guardare anche questo!

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Libere per sei mesi, ricresce loro il pelo per l’inverno

Questo il meraviglioso canto di libertà di Primula, Camomilla e Margherita.

Da un articolo del 14/12/2009 pubblicato su lastampa.it:

” (…) L’eccezionale “ribellione bovina” avvenuta l’anno scorso di questi tempi vale la pena di essere ricordata: tre giovani mucche di razza piemontese (“Primula”, “Camomilla” e “Margherita”) sono scappate mentre le sorelle salivano disciplinatamente sui camion per scendere dalla valle Chisone, dopo l’alpeggio. Hanno trascorso il Natale – e tutto l’inverno – oltre i duemila metri, sulle montagne piemontesi di Pragelato. Sono rimaste allo stato brado, sfuggendo a una decina di tentativi di cattura da parte di margari, veterinari e privati cittadini “che avevano offerto collaborazione”, come nel Far West. Appena qualcuno si avvicinava fiutavano l’aria e scappavano sempre più in alto, lasciando una scia da spartineve sul fianco della montagna. Hanno resistito sei mesi, ai lupi che bazzicano i valloni, superando d’un balzo – per qualche straordinario “richiamo della foresta” – millenni di adattamento all’uomo. Gli era cresciuto il pelo, come agli yak tibetani. Sono state riprese in primavera, perché spinte dalla fame erano scese a quote più basse ed erano entrate in un recinto dove era stato messo del foraggio.”

L’autore ha firmato a loro nome l’articolo.

 

Nella foto de ‘lastampa.it”,  le tre mucche ribelli Primula, Camomilla e Margherita

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Storie di maiali che non volevano diventare prosciutti

Maiali fuori dall’allevamento? Dove credono di andare? Devono fare il loro dovere
di pre-prosciutti, ecchediavolo! Non lo sanno che, se finiscono sulle strade, qualcuno rischierà di investire o, peggio ancora, di venire investito da un culatello? No, no, no… c’è un tassello fuori posto. I conti non tornano. O maiali, che vi siete messi in testa?

Leggi queste storie di maiali che non volevano diventare prosciutti

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Nella foto Gianna, felice di fare la doccia

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