A Cassino (FR), un cacciatore ha sparato a un cinghiale. Si è poi avvicinato credendolo morto, ma il cinghiale si è alzato e lo ha caricato, uccidendolo.
Qui un articolo di fanpage.it
A Cassino (FR), un cacciatore ha sparato a un cinghiale. Si è poi avvicinato credendolo morto, ma il cinghiale si è alzato e lo ha caricato, uccidendolo.
Qui un articolo di fanpage.it
Così conclude l’articolo che descrive le fasi dell'”abbattimento” (uccisione a sangue freddo) di un toro fuggito da un’azienda agricola in provincia di Venezia: “in accordo con i proprietari, i tre agenti hanno proceduto all’abbattimento dell’animale con un solo colpo, autorizzati ad agire per motivi di pubblica incolumità”.
Il toro era riuscito a fuggire dalla sua prigione ed è riuscito a non farsi prendere per un po’, finché è stato trovato e ucciso.
Articolo completo su VeneziaToday
Un altro articolo sottolinea che l’uccisione ha posto “fine a una giornata di apprensione per la comunità locale e per le istituzioni coinvolte nelle operazioni”…
Qualcunx ha ricordato che l’azione degli agenti ha posto fine anche a una vita, protestando contro il sindaco che aveva emesso l’ordinanza (qui un articolo)
Un maiale fuggito dal rimorchio sull’autostrada in Canton Ticino (Svizzera italiana).
Scatta l’allarme e l’evaso viene ricatturato, “dopo un po’ di reticenza”. Così dice l’articolo del sito di RSI: “un po’ di reticenza”. Possiamo immaginare, invece, la disperazione, la resistenza strenua di chi non vuole finire ucciso.
Lo stesso articolo conclude rassicurandoci che l’animale “non ha subito conseguenze”. A parte quella di finire al macello.
O forse, nella testa del redattore, è la sua carne – cioè il modo in cui già vede un essere vivente, una specie di bistecca ambulante – che non ha subito conseguenze e potrà tranquillamente essere fatta a pezzi e messa sul mercato.
Taigo, un cavallo di tre anni, è evaso dal recinto a Travo (Valtrebbia). Dopo una breve fuga, è entrato in una villa, dove è caduto in una piscina.
Purtroppo, è stato ricatturato (“salvato”, dicono…) dai vigili del fuoco, e riconsegnato all’allevatore.
(Fonte: “Libertà – il quotidiano di Piacenza”, 26/01/2025)
La puntata del 22 gennaio 2025 di Pawdcast, Radio Pertini, è stata dedicata interamente al tema della resistenza animale.
Il programma, condotto da Bianca Nogara Notarianni, ha visto come ospite Marco Reggio, per discutere di diversi episodi di ribellione dei non umani e delle loro implicazioni filosofiche e politiche.
La puntata è interamente ascoltabile sul canale youtube della radio.

Riportiamo un episodio di resistenza al bracconaggio che vede la cooperazione di ben tre specie non umane (ippopotami, leoni e rinoceronti), raccontato da Roberto Inchingolo nel suo La vendetta delle orche e altre storie di resistenza animale (Codice edizioni, 2024)
Bracconiere viene mangiato dai leoni dopo essere stato cacciato via da un branco di ippopotami, titolava un articolo sul web. Sarebbe accaduto nel 2010 nel Parco nazionale Kruger, la più grande riserva naturale del Sudafrica. Altri due bracconieri riusciti a fuggire avrebbero raccontato questo dopo essersi costituiti alle autorità: stavano piazzando delle trappole a laccio nella riserva quando vennero colti di sorpresa da un gruppo di ippopotami.
E’ uscito Zanne. Antologia di animali ribelli, raccolta di racconti sulla resistenza animale curata da Francesco Cortonesi e Susanna Panini per le edizioni di Cronache Ribelli.
Con scritti di: Danilo Arona, Sandro Battisti, Andrea Berneschi, Amelia Belloni Sonzogni, Michele Borgogni, Egon Botteghi, Antonio Capone, Sarat Colling, Francesco Cortonesi, Maia Artemisia Gozzini, Andrea Gravina, Martina Miccichè, Susanna Panini, Marco Reggio, Anna Rusconi, Marco Steiner, Alda Teodorani, Troglodita Tribe.

Da greenme.it:
Ritrovato asino fuggito dal suo ranch da anni, è stato accolto da un branco di wapiti
Sono passati quasi 5 anni dalla prima segnalazione di Diesel, l’asino che ha scelto di vivere da selvatico libero. Un nuovo video di quest’anno lo riprende assieme alla sua nuova “famiglia”. Ora vive con un esemplari di wapiti
C’è un asino che, molto più dei suoi simili, ha fatto parlare di sé in tutta la California. Dopo essere scomparso dalla sua casa, è stato riavvistato a ormai 5 anni di distanza da quel giorno. L’ultima segnalazione è recente e l’asino è sempre in compagnia dei suoi nuovi amici selvatici.

Londra. Alcuni cavalli dell’esercito inglese si sono ribellati, fuggendo durante un’esercitazione, poi ricatturati (ANSA).
Qui un video della fuga.
In molti casi, l’oppressione degli animali non è riconosciuta minimamente, anzi è invisibilizzata con estrema facilità. Talvolta, sono i tentativi che gli animali mettono in atto per sottrarvisi a portarla alla luce.
Qualche giorno fa, un cavallo è fuggito da una scuderia di Philadelphia (U.S.A.), ed è finito sui telegiornali perché ha imboccato una grande autostrada, la Interstate 95 o Freeway, seminando il panico. La sua fuga è però finita con la ricattura e la riconsegna alle scuderie del Fletcher Street Urban Riding Club.
Gli articoli che riportano l’avvenimento, come quello di CBS News, sottolineano come questa scuderia sia un importante simbolo di integrazione razziale, cui è stato dedicato persino un film netflix nel 2020. Intorno all'”equitazione nera” si sarebbe costruita una storia di orgoglio della comunità afrodiscendente, di equitazione urbana e mantenimento di una tradizione a rischio sotto la spinta della modernità. Ma anche un intreccio fra cavalli ed esseri umani. La nota stonata, come ha mostrato questo cavallo (che prima delle fuga, significativamente, non aveva neppure un nome proprio), è costituita dal fatto che questo “intreccio”, questa storia di emancipazione, gli animali non l’hanno scelta, anzi l’hanno subita, e quando possono cercano di evadere.