Come accade in alcuni casi, la fuga di un recluso ha la capacità di porre domande scomode e mettere in discussione alcune forme di sfruttamento animale. Una leonessa è fuggita da una proprietà privata in Thailandia e ha ferito due persone.

L’evasa era prigioniera di un influencer che, oltre a tenerla rinchiusa, la utilizzava nella realizzazione di video social. Purtroppo, la leonessa è stata poi catturata, ma il suo tentativo di guadagnare la libertà ha sollevato diverse polemiche sulla detenzione e sull’esposizione di questi animali nei social. L’associazione World Animal Protection Thailand ha sottolineato come spesso i social finiscano per normalizzare la detenzione di animali selvatici e il loro sfruttamento, di fatto incentivando il traffico di animali esotici, e ha richiesto leggi più rigorose per contrastare il fenomeno.
E’ da poco uscito 
A Cassino (FR), un cacciatore ha sparato a un cinghiale. Si è poi avvicinato credendolo morto, ma il cinghiale si è alzato e lo ha caricato, uccidendolo.
Così conclude l’articolo che descrive le fasi dell'”abbattimento” (uccisione a sangue freddo) di un toro fuggito da un’azienda agricola in provincia di Venezia: “in accordo con i proprietari, i tre agenti hanno proceduto all’abbattimento dell’animale con un solo colpo, autorizzati ad agire per motivi di pubblica incolumità”.
Un maiale fuggito dal rimorchio sull’autostrada in Canton Ticino (Svizzera italiana).
Taigo, un cavallo di tre anni, è evaso dal recinto a Travo (Valtrebbia). Dopo una breve fuga, è entrato in una villa, dove è caduto in una piscina.

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