Vitella evade da allevamento

Baciacavallo, Prato. Una vitella è riuscita ad evadere e a trascorrere la nottata in libertà. Ha opposto strenua resistenza alla cattura ma, essendo finita in una vasca per la depurazione dell’acqua, ha rischiato di annegare.  
Salvata dai vigili del fuoco: ma fino a quando? ‘Salvata’ per essere riportata ‘al suo ‘posto’, dal ‘suo padrone’ e al ‘suo destino’. Quella vitella poteva essere solo un animale da reddito, solo una cosa di proprietà di qualcuno?
Non é stata sedata soltanto per poterla imbracare e sollevare da quella vasca, ma anche, e soprattutto, per piegare la sua volontà.

Qui la notizia  (il Tirreno.it)

Il video del ‘provvisorio’ salvataggio

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(video e foto dei Vigili del fuoco)

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Quando i maiali fanno la rivoluzione

Quando i maiali fanno la rivoluzione

Proposte per un movimento antispecista non paternalista

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Hartmut Kiewert – “Fall”

di: Stefania Cappellini e Marco Reggio

in “Liberazioni”, n.16, primavera 2014

L’articolo è interamente scaricabile dal sito della rivista

 

 

Gli animali hanno sempre fatto parte della nostra storia e delle
 nostre storie; ora si tratta di cercare appassionatamente come fare
storia con loro.

«Il movimento di liberazione animale è lʼunico che agisce per puro altruismo». Abbiamo sentito così tante volte frasi come questa che ormai ci sembrano ovvie. Effettivamente, possono essere vere, dipende dai punti di vista e dalla risposta alla domanda: «Da chi è composto il “movimento di liberazione animale”?» Pensare allʼanimalismo come lotta altruistica presuppone infatti che gli animali non facciano parte del movimento di liberazione animale. E questo presupposto poggia sullʼidea, altrettanto diffusa, che gli animali non siano in grado di protestare, di ribellarsi, di desiderare la fine del loro sfruttamento. «Siamo la voce dei senza voce». «Gli animali non possono protestare, noi sì». Anche queste sono affermazioni che abbiamo sentito (e sostenuto) innumerevoli volte, tanto che ci sembrano
costituire lʼunica narrazione possibile della questione animale e della lotta contro lo sfruttamento dei non umani. Scopo del presente saggio è quello di mettere in discussione lʼinevitabilità di questa narrazione, mostrando che gli animali si ribellano, svolgendo il ruolo di soggetti attivi più che di semplici vittime o di beneficiari passivi della “buona coscienza” animalista. Inoltre, cercheremo di mostrare come lo sforzo di mettersi in posizione di ascolto delle istanze espresse dai soggetti non umani possa aprire nuove strade per la lotta di liberazione animale.

 

Continua sul sito di “Liberazioni”

 

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Il ‘phajaan’ per cercare di distruggere ogni resistenza

In questo video si vede un nucleo familiare subdolamente catturato. Si vedono i tentativi disperati di resistere, di liberare gli altri, di divellere le gabbie di legno. Si vede il reciproco cercarsi e consolarsi. Si vede il lungo trasferimento in catene, comune a quanti, nei secoli, sono stati trasformati da esseri liberi a schiavi.

Qui il video

Bisogna poi ‘rompere lo spirito’, piegare alla paura e alla violenza la volontà dell’elefante. L’orripilante serie di sevizie a cui l’elefante viene sottoposto mentre è rinchiuso in una stretta gabbia di legno si chiama phajaan. Questa pratica è in uso nel sud-est asiatico, dove gli elefanti vengono utilizzati per i lavori più pesanti (anche se dal 1989 il trasporto del legno – logging – è vietato) e soprattutto per il turismo: dal trekking alle esibizioni più penose, al mendicare.

Il video che segue è straziante. Resistere fino alla fine va oltre il limite della sopportazione.
Dunque afferratevi alla seggiola e non trattenete le lacrime e soprattutto la rabbia: non ci riuscireste.

Il phajaan per ‘frantumare lo spirito’
(amicielefanti.wordpress.com)

Nonostante tutto, i momenti di ribellione sono numerosi.

Eccone uno diretto al mahout (video)

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(nella foto, elefanti sfruttati per il lavoro umano in Thailandia)

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Sonja, Wanna Manna, Delhi

Non è sempre facile identificare gli elefanti prigionieri dei circhi: vengono venduti, affittati, i loro nomi vengono cambiati.

In questo video del 2009
ripreso da una associazione animalista inglese, si denunciano le violenze subite da tre elefantesse recluse nel Great British Circus, se ne mostrano i movimenti stereotipati indotti dalla prigionia.

Si dovrebbe trattare di Sonja (elefantessa africana), Wanna Manna e Delhi (indiane).

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Queste tre elefantesse a Copenhagen sono riuscite a mettere in atto un’evasione. Pare sia stata Sonja a fuggire per prima e che le altre, utilizzate per riprendere lei, abbiano cercato di seguirla. (Gea Press)

Qui la notizia dell’evasione

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(foto Mail Online)

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Evadono insieme dal camion diretto al mattatoio

In Francia, a Mezieres, una mucca ed un vitellino sono riusciti a scendere da un camion della morte e si sono messi a correre lungo la strada…

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Questa fotografia rimarrà impressa nella memoria…

Il cucciolo è stato subito ricatturato, mentre la mucca ha lottato disperatamente per la propria libertà ed è caduta crivellata da una quantità spaventosa di colpi. Anche il suo sguardo fisso non lo dimenticheremo più.

Qui la notizia (www.lunion.presse.fr)

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Mila

Ora Mila ha 41 anni. La sua è la storia drammatica comune a tanti altri elefanti, come lei rapiti dalla tratta degli schiavi per gli zoo ed i circhi dopo avere assistito alla strage del proprio branco. Un’intollerabile odissea l’ha poi fatta passare da circhi e zoo, da un padrone all’altro.
Solitudine, reclusione, violenze hanno causato i ‘disturbi comportamentali’, sfociati nel 2012 nell’aggressione alla sua carceriera nello zoo di Tuakau, in Nuova Zelanda.

Leggi la storia (fonte: GeaPress)

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(Mila, fonte: ecoblog.it)

Nei mesi scorsi il trasferimento di Mila allo zoo di San Diego, dove sono reclusi altri elefanti. Almeno non sarà sola. Non vedeva un suo simile da trentasette anni.

qui il video dell’incontro di Mila con la matriarca Maria (Mail Online)

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Baby scappa dal circo a Cork in Irlanda

” Un piccolo elefante di nome Baby evade dal circo, tra lo stupore degli abitanti di Cork, in Irlanda. Non capita tutti i giorni di ritrovarsi un elefante in un parcheggio. Gli elefanti vengono trattati così bene nei circhi che alla prima occasione utile tagliano la corda. Dicono che è scappato perché non voleva farsi la doccia. Ma che adorabile monello!
È arrivato il circo in città. Anche senza bisogno di urlarlo da un megafono, trasportando cammelli nel traffico in centro, ce ne accorgiamo. Dalla puzza di sterco e dagli animali in fuga. Spettacolare. Nessuno si è fatto male, racconta il cronista, e l’elefante è stato tratto in salvo e ricondotto a casa, il circo notoriamente è l’habitat di un elefante, pronto per un’altra performance. Uno spettacolare happy-end, non c’è che dire. Chissà se lui è convinto davvero di essere stato salvato. Chiedeteglielo… dopo la performance, mentre firma autografi. Le dichiarazioni più sensate sono quelle di una ragazza che ha assistito alla scena: “L’elefante non sembrava felice”. E ci credo. Provaci tu a sentirti ancora un elefante nel parcheggio di un centro commerciale, lontano da casa tua… il circo.”
(Scritto da: AlterEco – giovedì 29 marzo 2012, www.ecoblog.it)

Guarda il video (BBC)

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(nella foto, la fuga di Baby)

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Nina e le altre elefantesse cercano la libertà

Missouri, St Charles – 23 marzo 2014, Moolah Shrine Circus

Nina e altre due elefantesse hanno cercato la libertà.

Evase dalla sezione dedicata alla cavalcata dei bambini, si sono ritrovate  nel parcheggio antistante dove hanno danneggiato diverse auto in sosta.

La fuga è durata meno di un’ora. Ricatturate  e ‘messe a riposo’, riprenderanno purtroppo la loro attività di schiave quanto prima.

(fonte: CNBC News 11)

Qui il video dell’evasione

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Si ribella durante una sfilata

In Inghilterra, uno dei cavalli costretti ad una penosa ed estenuante esibizione,  prima dà segni di nervosismo, poi si divincola da chi lo trattiene per le briglie, abbatte una recinzione e fugge via.

Guarda il video

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Storie di resistenza – ogni domenica su ControRadio

Nasce la rubrica settimanale sulla resistenza animale!

Un appuntamento fisso su Controradio, all’interno della trasmissione “Restiamo Animali“.

Ogni domenica, una storia di ribellione alla schiavitù.

Domenica 16 marzo: Maxine, una mucca evasa che ha scampato il macello.
Domenica 23 marzo: la protesta estrema degli orsi della bile.

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“Evolution of Revolution”, di Hartmut Kiewert

Le storie sono tratte dal blog resistenzanimale.noblogs.org

I podcast delle puntate di “Restiamo Animali” saranno scaricabili dalla pagina dedicata

“Restiamo Animali” trasmissione cruelty-free, animalista, antispecista e vegan in Toscana, ogni giovedì mattina alle ore 9:55, e la domenica poco dopo le 12:00
su Controradio, fm 93,6-98,9
Blog http://restiamoanimali.it/ E-mail restiamoanimali@gmail.com

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