Costretto a tirare la carrozza, si ribella

Susegana (TV), 28 luglio 2014
La Ford Fiesta con cui il cavallo si è scontrato era nuova, che peccato!

Il cavallo no, con molta probabilità non era nuovo. La maggior parte dei cavalli che vengono attaccati ai calessi e costretti a marciare nel traffico cittadino, per diletto o per lucro, sono “reduci” degli ippodromi, svenduti a prezzi stracciati dopo una “carriera” sfiancante nelle corse al trotto.

E’ fastidioso come nell’articolo si tenda ad equiparare la dignità di un’auto “appena uscita dal concessionario” con quella di una persona non umana, un cavallo che si è ribellato all’insensatezza delle nostre azioni.

Perchè i cavalli, contrariamente a quanto si dice nell’articolo, non si “imbizzarriscono”, non diventano “bizzarri”, strani, matti.

Con il loro comportamento, che ci mette in quel momento in difficoltà, ci stanno dicendo qualcosa, ci stanno dando la loro opinione su quello che gli stiamo chiedendo e costringendo a fare.

Non sappiamo niente della dinamica di questo incidente: forse è stata un’imperizia del guidatore ( e non fantino, come dice sbagliando l’articolo, perchè i cavalli attaccati alle carrozze hanno driver o guidatori e non fantini che possono essere disarcionati) che non ha saputo valutare l’insofferenza del suo “schiavo”.

Quel che speriamo è che questo incidente, questo atto di ribellione, non costi troppo caro al cavallo, con una punizione fisica una volta rientrato “da dove è venuto” e con una vendita al commerciante e quindi al macello.

Perchè nel mondo dell’equitazione i ribelli si eliminano.

Egon Botteghi
Qui l’articolo (Il Gazzettino di Treviso)
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Era stato ripreso

Satriano, (Catanzaro), 2013

E’ evaso ed ha corso sulla strada finchè, a fatica, non l’hanno ricatturato. A lui (o lei) è andata così. Ci aveva provato, a dire la sua. Pretendeva ciò che gli era dovuto: la libertà. Sarà stato macellato come  migliaia di altri come lui…

Leggiamo di… (www.soveratiamo.com)

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Evade da un allevamento nel cremasco

Dovera, 20 luglio 2014

Una femmina di maiale è evasa da un allevamento. Un allevatore l’ha presa in consegna in attesa del ‘proprietario’, ma c’è già una richiesta di adozione da parte dell’associazione Vitadacani con mobilitazione nel web a supporto (#maialePostino e IVANA libera! su fb) Al fianco degli animali che resistono e si ribellano! Lotta solidale anche con i prigionieri non umani!

Qui la notizia della fuga (LaProvincia)

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Queens: evade dal macello e si salva

Queens (NY), 2009

E’ riuscita a sfuggire dalle mani del macellaio ed ha iniziato una corsa forsennata nel traffico, travolgendo tutto e tutti. E ce l’ha fatta. Si è salvata. Ora si chiama Molly.

Leggi la notizia (www.nydailynews.com)

 

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Svizzera: evadono e bloccano la linea ferroviaria

Berna, aprile 2014

Sei bovini sono evasi da un recinto a Berna ed hanno diretto la loro fuga sui binari ostacolando la circolazione dei treni. Quattro di loro si sono allontanati di circa dieci km ed hanno opposto molta resistenza alla cattura.

Qui la notizia (fonte articolo e foto: Tio.ch)

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Messico: giraffa evade dal circo

19 luglio 2014
Monterrey, Messico
Una giraffa ha tentato la fuga dal circo Barley eludendo la sorveglianza.
Si è messa a correre cercando la libertà e si è ritrovata in strada, rischiando di essere investita. Il suo sogno è durato poco.
Rincorsa con un bastone , è stata ricondotta agli arresti.

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Qui la notizia (fonte:animanaturalis.org)

GUARDA IL VIDEO DELLA FUGA

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Asilo politico per Camilla – appello

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CHIEDIAMO ASILO POLITICO PER CAMILLA, LA MUCCA EVASA DA UN ALLEVAMENTO A VINCI

[adesioni all’appello in fondo alla pagina]

Nella notte fra il 15 e il 16 luglio una mucca evade da un allevamento di Vinci (FI). Camilla – questo il suo nome – viene dichiarata “pericolosa” dall’allevatore, e sui giornali si parla di lei come di una “mucca che si crede un toro”, come se oltre ad aver superato un recinto e ad aver rifiutato il ruolo di produttrice di vitelli (future bistecche…) avesse anche osato superare gli “steccati” di genere: un ribelle è già uno scandalo, una ribelle lo è doppiamente.

Il Comune di Vinci emette un’ordinanza che prevede, fra le possibilità, l’abbattimento, ma Camilla è ancora latitante. Sembra sia stata avvistata in diversi posti, ma non viene catturata.

Appena saputo della ribellione di Camillla, abbiamo espresso la nostra solidarietà, una solidarietà attiva e concreta, facendo pressione sulle istituzioni locali affinchè rinunciassero all’abbattimento. Questa prima e urgente richiesta ha trovato un’eco inaspettata fra le tante persone e associazioni che hanno subito capito che Camilla, con la sua evasione, chiede a tutt* di schierarsi chiaramente contro ogni sfruttamento.

Non è del resto la prima volta che succede: ogni giorno, in tutto il mondo, gli schiavi animali resistono come possono alla segregazione e alla violenza, fuggendo dai mattatoi, dagli allevamenti, dagli zoo e dai circhi. Spesso senza successo. Talvolta trovano dei compagni umani pronti a lottare al loro fianco, come è stato in questo caso. Telefonate e e-mail hanno inondato il Comune di Vinci per giorni. La stampa ha dato risalto al coraggio di Camilla.

E’ sempre più improbabile che Camilla, se verrà trovata, venga abbattuta.

La nostra speranza è che possa vivere libera in un territorio che dovrebbe essere ospitale per tutti, umani e non.

Se venisse catturata, però, non possiamo accettare che finisca la sua vita come fattrice in un allevamento. Quello che chiediamo è che, in tal caso, venga ceduta ad un luogo in cui gli animali come lei possono vivere senza essere sfruttati. Abbiamo trovato un posto che potrebbe accoglierla degnamente.

Quello che chiediamo per Camilla è l’asilo politico.

Chiediamo a tutt* di proseguire la mobilitazione (per ora via web) al fianco di Camilla, scrivendo agli indirizzi indicati sul post dedicato del blog

http://resistenzanimale.noblogs.org/post/2014/07/20/muccavinci/

finché il Comune di Vinci non garantirà per la cessione di Camilla ad un rifugio e quindi il proprietario non dichiarerà di rinunciare a “riprendersela”,  qualora venisse catturata.

Per seguire gli sviluppi e avere informazioni su tweetstorm e altre proteste virtuali, abbiamo anche creato un evento facebook:

https://www.facebook.com/events/795052753860118/

Resistenza Animale

http://resistenzanimale.noblogs.org

www.facebook.com/resistenzanimale

https://twitter.com/resistenzAnimal

resistenzanimale@autistici.org

 

PRIME ADESIONI ALL’APPELLO

All4Animals

Animal Equality

Animalisti FVG

AnimaAnimale

Antispecismo.net

Azione Animalista Modena

Casa del Cane Vagabondo Lauriano

Collettivo Anguane

Coordinamento Fermare Green Hill

Essere Animali

Intersexioni

Intersezioni.noblogs.org

LAV

Oltre la Specie

Parte in Causa

Per Animalia Veritas

Progetto Vivere Vegan

Radiopossum

Restiamo Animali

Vitadacani

 

 

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Ora sappiamo che si chiama Camilla

22 luglio 2014

Camilla, ora sappiamo che questo è il suo nome, è ancora latitante. E’ evasa in un territorio, pare, piuttosto ampio. Per intervento della Lav, il sindaco di Vinci che aveva emesso ordinanza di ‘abbattimento’, ha ricevuto una diffida. Si profila la possibilità dell’accoglienza in un rifugio.

Leggi l’aggiornamento (la Stampa.it)

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#muccaVinci

20 luglio 2014

La mucca evasa il 15 luglio da un allevamento nel comune di Vinci, in provincia di Firenze, è tuttora latitante (senza virgolette). Alla notizia che sono autorizzati a spararle a vista, sul web è partita una grande mobilitazione. Ne stanno scrivendo anche i maggiori quotidiani. Le ricerche sono tuttora in corso e non si sa come andrà a finire quest’ennesima storia di ribellione (pare che la mucca sia una fattrice di 12 anni) che ha rotto la catena (letteralmente). E’ certo che la mucca che si nasconde sulle colline di Leonardo, decisa a non farsi prendere, non lo sa, ma non è sola.

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Altri articoli:

– La Zampa (lastampa.it)

– lanazione.it

 

Indirizzi del Comune di Vinci per lettere di protesta:

urp@comune.vinci.fi.it
r.baronti@comune.vinci.fi.it
e.marmagli@comune.vinci.fi.it
protocollo@comune.vinci.fi.it
p.corsinuovi@comune.vinci.fi.it
c.mancini@comune.vinci.fi.it
statocivile@comune.vinci.fi.it
c.giraldi@comune.vinci.fi.it
a.dimaggio@comune.vinci.fi.it

BLOCCO INDIRIZZI SEPARATI DA PUNTO E VIRGOLA:

urp@comune.vinci.fi.it; r.baronti@comune.vinci.fi.it; e.marmagli@comune.vinci.fi.it; protocollo@comune.vinci.fi.it; p.corsinuovi@comune.vinci.fi.it; c.mancini@comune.vinci.fi.it; statocivile@comune.vinci.fi.it; c.giraldi@comune.vinci.fi.it; a.dimaggio@comune.vinci.fi.it

EVENTO FACEBOOK DEDICATO:

https://www.facebook.com/events/795052753860118/

 

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Lo spettacolo della fuga

tvLo spettacolo della fuga

Di Laura Lucchini

 

Animali In Fuga è il titolo di un programma che prende spunto dal più noto Great Animal Escape, e propone una serie di sequenze, riprese amatoriali e ricostruzioni che riguardano fughe di molte specie animali, introducendole così:

 «Ogni giorno in ogni parte del globo animali di tutte le specie compiono mirabolanti evasioni, come fossero dei professionisti dell’evasione appartenenti al genere umano. Animali in fuga indaga su questi misteriosi accadimenti mostrando immagini impressionanti e davvero uniche, mentre cattura gli autori di queste evasioni nell’atto stesso in cui le compiono»

E’ così che esperti di animali, veterinari, gente comune, poliziotti, guardie forestali diventano spettatori e persino protagonisti mediatici delle ricostruzioni di tutta una serie infinita di fughe di altri animali dai luoghi di reclusione in cui sono tenuti prigionieri (ovviamente non riconoscendoli come tali).

E come da copione, ad ogni animale è riservato un commento sensazionalistico, buffo, folcloristico.

Quasi che il cortocircuito provocato dalla presenza più o meno improvvisa di un animale in un luogo prettamente umano andasse sminuito, comicizzato, tanto da rendere invisibile la sua ribellione.

«Gli animali sono stufi della natura» dice un esperto di animali selvatici ridacchiando, «e vanno verso le città».

E’ così che la causa di una fuga di elefanti da una parata, con finale in un bar che verrà distrutto, sarà attribuita alla presenza di un piccione a passeggio. E come potrebbe essere altrimenti! Tra l’altro, proprio per questo, il bar acquisterà fama, sarà arredato di conseguenza e rinominato “Arrivano Gli Elefanti”.

La furia deve essere ricondotta all’ordine.

Nelle immagini successive arrivano i tori. Primi fra tutti le vittime della corrida , tra cui il famoso Pajarito, il toro che “vola”. La veterinaria , con occhi sgranati e meravigliati, ci parla della struttura delle corna di questi animali, della loro possenza pericolosa.

Le immagini che scorrono, la tragica fine riservata ai tori proprio non la riguarda.

Poi c’è la storia del toro fuggito da un allevamento che finisce in un supermercato. La sequenza si apre col primo piano di un taglio di bistecche. E poi lui, mentre furioso si getta contro scaffali e primizie del non-luogo per eccellenza.

La sua disperazione è invisibile. Verrà poi recuperato dall’allevatore dopo una lunga Resistenza.

L’esperta veterinaria riappare per spiegarci che questi animali, una volta fuori dall’allevamento, ritornano ad essere aggressivi perché «tendono a ricreare le gerarchie».

Se gli orsi fuggono è perché son stufi di procurarsi il cibo da soli, se una cagnetta scappa continuamente fino a saltare il muro di un recinto alto più di due metri si pensa di iscriverla all’ “America’s got talent” , la rassegna dei talenti made in USA.

Se un elefante “passeggia”, in una noiosa cittadina canadese, il poliziotto che ha registrato la segnalazione, avrà modo di mostrare le sue “doti investigative” pronunciando ad alta voce che «non esistono elefanti in Canada!» e risalendo così alla fuga dell’elefante prigioniero di un circo, poi ricondotto agli arresti.

E così via.

Il circuito mediatico ha così raggiunto il suo scopo. Influenzare lo spettatore, scritturare gli animali e spettacolizzare le loro ribellioni, fino a ripristinare l’ordine.

Ingiustizia è fatta.

 

«La semplice fuga non fa notizia. È necessario un avvenimento bizzarro che scateni la ricerca della latitante. E ancora non basta: c’è bisogno di una caccia al tesoro per far muovere la stampa; e una volta che la stampa si muove non è per raccontare una storia di ribellione e di repressione, la storia di una lotta dagli esiti incerti. I giornali parleranno invece di un divertente gioco infantile»

(S. Cappellini, M. Reggio, Quando i maiali fanno la rivoluzione, in “Liberazioni”, n. 16)

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