San Antonio (Texas), luglio 2014
Jude è il nome della scimmia che è evasa attraverso un buco della rete e che è stata inseguita per otto ore dai guardiani dello zoo.
Leggi la notizia (KSAT Web-News Editor)
San Antonio (Texas), luglio 2014
Jude è il nome della scimmia che è evasa attraverso un buco della rete e che è stata inseguita per otto ore dai guardiani dello zoo.
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Pontirolo (BG), 2004
Mentre la ‘scaricano’ dal camion per portarla all’allevamento per ‘l’ingrasso’, riesce a sfuggire al controllo dell’allevatore e si dà ad una lunga fuga nei campi. Ripresa, viene portata nella stalla. Questo è rimasto di lei. La sua corsa nel granoturco, la sua voce che reclamava la libertà.
Qui la notizia (Ecodibergamo.it)
Windeck (Germania), 2012
L’allevatore voleva caricarla sul camion per portarla al macello, ma lei evase. Superati i recinti di filo spinato, galoppò fino al villaggio più vicino. Qui, purtroppo, saltando una siepe, finì in una piscina di acqua ghiacciata e ci volle l’intervento dei vigili del fuoco per tirarla fuori. All’episodio seguì una mobilitazione generale: mail e telefonate a sostegno della ribelle e della sua palese richiesta di libertà e vita. Insieme si possono scardinare i meccanismi beceri basati sulla sopraffazione! La mucca venne acquistata dal santuario di Aiderlibch, lo stesso che ospita Jvonne, altra mucca ribelle, famosa per la sua lunga latitanza nei boschi.
Qui l’articolo (www.general-anzeiger-bonn.de)
Regno Unito, dicembre 2013
Il copione si ripete troppo spesso uguale: evasione (stavolta da un recinto), corsa sciagurata nel traffico e uccisione. Anche per questa mucca, braccata ed inseguita per ore, il tristissimo copione di sempre e il solito struggente scenario: le corsie di un’autostrada. Fuori dalla stalla, una mucca non è più corpo da spremere per avere latte e carne da macello (e al quale indirizzare inconsapevoli ondate di benevola riconoscenza), ma temibile pericolo pubblico da abbattere al più presto.
Leggi la notizia (www.dailymail.co.uk)
4 agosto 2014
Camilla è latitante da venti giorni e continua a non lasciarsi prendere!
Qui l’articolo (iltirreno.gelocal.it)
Calvisano (BS), dicembre 2011
Una manza è evasa mentre la facevano scendere dal camion ed ha corso per due chilometri inseguita da carabinieri, polizia e persino da federcaccia.
Leggi la notizia (articolo e foto: ilgiornaledibrescia.it)
Gottolengo (BS), marzo 2012
Sono evase così tre ‘manze’ che sono state rincorse per ore nei campi e poi sedate per poter essere riportate nell’allevamento.
Carne assetata di spazi che le appartengono, carne che vuole vivere.
Qui la notizia (articolo e foto: ilgiornaledibrescia.it)
Tunisia, 29 luglio 2014
Tenta di sodomizzare il suo asino e questo lo uccide. Ritrovato nel deserto senza pantaloni e morto tra atroci sofferenze il giorno dopo, l’uomo pare abbia tentato una violenza sessuale sull’animale che lo ha colpito con 3 calci al petto e uno in faccia. Tracce di sperma sono state rinvenute sulle parti intime della vittima.
Qui l’articolo (tunistribune.com)
Il cavallo no, con molta probabilità non era nuovo. La maggior parte dei cavalli che vengono attaccati ai calessi e costretti a marciare nel traffico cittadino, per diletto o per lucro, sono “reduci” degli ippodromi, svenduti a prezzi stracciati dopo una “carriera” sfiancante nelle corse al trotto.
E’ fastidioso come nell’articolo si tenda ad equiparare la dignità di un’auto “appena uscita dal concessionario” con quella di una persona non umana, un cavallo che si è ribellato all’insensatezza delle nostre azioni.
Perchè i cavalli, contrariamente a quanto si dice nell’articolo, non si “imbizzarriscono”, non diventano “bizzarri”, strani, matti.
Con il loro comportamento, che ci mette in quel momento in difficoltà, ci stanno dicendo qualcosa, ci stanno dando la loro opinione su quello che gli stiamo chiedendo e costringendo a fare.
Non sappiamo niente della dinamica di questo incidente: forse è stata un’imperizia del guidatore ( e non fantino, come dice sbagliando l’articolo, perchè i cavalli attaccati alle carrozze hanno driver o guidatori e non fantini che possono essere disarcionati) che non ha saputo valutare l’insofferenza del suo “schiavo”.
Quel che speriamo è che questo incidente, questo atto di ribellione, non costi troppo caro al cavallo, con una punizione fisica una volta rientrato “da dove è venuto” e con una vendita al commerciante e quindi al macello.
Perchè nel mondo dell’equitazione i ribelli si eliminano.