E’ una storia a lieto fine?

Piegaro (PG), 23 giugno 2015

“Alla fine l’hanno salvata.” Come se la storia finisse qui, come se fosse una storia a lieto fine. Questa mucca evasa da un allevamento è stata riportata in quello che è solo il luogo d’attesa di una morte prematura. Certo, encomiabile l’impegno di chi si è prodigato per tirare la fuggiasca fuori dai guai, ma come è possibile non sentirsi in contraddizione con ciò che si pretende invece da lei? Eppure tutti erano davvero impegnati a salvare un vivente, e non la futura bistecca… O invece sì? Sicuramente erano impegnati a ricomporre un mosaico al quale era sfuggito un tassello.

Qui l’articolo (umbria24.it)

mucca_R400-260x180

 

 

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 2 - allevamenti e macelli, 7 - evasioni | Commenti disabilitati su E’ una storia a lieto fine?

L’invasione surreale degli animali dello zoo, come nelle scene iniziali del film ” Underground” di Kusturica

Tbilisi, giugno 2015

(scena dal film Underground di E. Kusturica)

Il giorno dell’inondazione, un giorno come tanti, si rivela essere invece  diverso  e tragico. Dopo  il terrore,  gli animali dello zoo vagano liberi per la città. Proprio come nelle prime sequenze del film Underground di E. Kusturica, dove due dimensioni  si intrecciano: da un lato la violenza e la brutalità del reale (le bombe su Belgrado che cadono dal cielo, le case distrutte, gli animali dello zoo agonizzanti), dall’altro il desiderio di libertà e la surreale invasione degli animali nella città… Anche nel film sulla ex Jugoslavia, come a Tbilisi,  troviamo  paura, meraviglia,  speranza e dramma.

A Tbilisi molti animali sono stati ricatturati, molti uccisi, tra questi una tigre albina.

Resta ancora in libertà  un coccodrillo.

Su questo coccodrillo che nuota ancora libero nelle acque che hanno sommerso le strade della città georgiana,  Kusturica  saprebbe sicuramente raccontarci un’altra  delle sue storie stupefacenti.

Qui la notiza dell’uccisione della tigre bianca

Galleria foto

(Fonte: www.corriere.it)

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 4 - zoo, 7 - evasioni | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su L’invasione surreale degli animali dello zoo, come nelle scene iniziali del film ” Underground” di Kusturica

Un alce a passeggio per il centro – quando la convivenza è possibile

Colorado, 22 giugno 2015

Un giovane alce ha  catturato l’attenzione mentre passeggiava di sera lungo una strada a Denver, nei pressi di un centro commerciale. Subito si è formato un folto gruppetto di curiosi .

Il grosso animale, una femmina, non si è mostrato minimamente impaurito neanche quando la polizia ha tentato di farlo spostare sparandogli contro  dei pallini di piombo.

“Qui da noi questi animali non vengono predati, non hanno nulla da temere e sono molto tranquilli. Tuttavia si raccomanda agli abitanti di non avvicinarsi troppo, sono pur sempre animali selvatici e quindi imprevedibili” recitano  all’unisono polizia e corpo forestale .

L’alce si è poi diretta verso un cortile dove si è sdraiata a riposare.

C’è voluto un po’ di tempo prima di riuscire a far spostare il grosso alce verso una zona meno trafficata.

L’animale poi è stato lasciato solo .

Queste nuove generazioni sono state trasferite  in Colorado da un paio d’ anni, dopo una grossa disputa tra abitanti e cacciatori  in Montana e Wyoming dove questi animali erano stato introdotti,  incrementandone la presenza, per essere cacciati; anche in quel caso, per giustificare la carneficina, è stato preso a pretesto l’elevato numero di animali poi riprodottosi .

Almeno stavolta, in Colorado, un meraviglioso  animale ha ripreso la strada verso i boschi.

Qui notizia e video

(Fonte: www.denver.cbslocal.com)

 

 

 

 

 

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 6 - altri luoghi di detenzione, 8 - ribellioni | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Un alce a passeggio per il centro – quando la convivenza è possibile

1549, la prima volta nella storia che si racconta di Resistenza Animale?

 

Che sia stata questa la prima volta  che si sia usata letteralmente l’espressione “resistenza animale”?

“Le bestie – che Dio mi aiuti! – a patto che gli uomini non facciano troppo i sordi, gridano loro: “Viva la libertà!”. Quante ne muoiono appena vengono catturate: come il pesce saluta la vita insieme all’acqua, così altre bestie salutano la luce del giorno e non vogliono sopravvivere per nessun motivo alla perdita della loro naturale indipendenza. Se gli animali mai conoscessero le distinzioni gerarchiche, eleggerebbero tra queste la propria nobiltà. Gli altri, dai più grandi ai più piccoli, quando li si cattura offrono una tale resistenza con le unghie, le corna, il becco e le zampe da dichiarare a sufficienza quanto abbiano caro quel che stanno per perdere; e, una volta presi, danno segni così evidenti di quanto siano consapevoli di essere infelici che si vede benissimo come, da quel momento in poi, il loro sia più un languire che un vivere, un mantenersi in vita più per piangere il bene perduto che per compiacersi della servitù. Cos’altro vorrà infatti mai dire l’elefante che, difesosi allo stremo, non scorgendo più vie di fuga, sul punto d’essere catturato, serra le mascelle e fracassa le sue zanne contro gli alberi, se non che il grande desiderio di restare libero, così com’è, gli infonde coraggio e gli suggerisce di trattare con i cacciatori per vedere, se al prezzo delle zanne, potrà scamparla, se gli riuscirà cioè di barattare il suo avorio e pagare questo riscatto per la sua libertà?”

Il brano è tratto da ” Discorso della servitù volontaria” di Étienne de la Boétie, trad. it. di E. Donaggio, Feltrinelli, Milano 2014, pp. 39-40.

Étienne de la Boétie: 1530-1563.

 

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 8 - ribellioni, approfondimenti | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su 1549, la prima volta nella storia che si racconta di Resistenza Animale?

Il pinguino dello zoo di Tbilisi in fuga per la libertà

Tbilisi, Georgia, giugno 2015

Questi uccelli marini sono stati cresciuti in cattività ed è per questo che si riteneva non fossero in grado di sopravvivere dopo la devastante inondazione

Il fuggiasco ha però smentito la teoria

L’animale non solo è riuscito a sopravvivere per quasi una settimana dopo l’inondazione, ma ha anche coperto a nuoto la distanza di ben 60 chilometri e poi, prendendosi gioco della squadra di inseguitori, è riuscito a sfuggire alla cattura.

See more

(Fonte : www.rainews.it)

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 4 - zoo, 7 - evasioni | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Il pinguino dello zoo di Tbilisi in fuga per la libertà

La gabbia che tiene fuori

Melilla e Ceuta, enclaves spagnole in Marocco. A migliaia vorrebbero entrare. Per disperazione, fame, guerra… ma potrebbe anche essere solo perché lo desiderano.

Qui un articolo (cronacheinternazionali.com)

“Lo sbarramento consiste in una serie di barriere parallele di circa 7 metri d’altezza con un’illuminazione ad alta intensità, strumenti agli infrarossi che permettono la visione notturna, posti di vigilanza, filo spinato,  videocamere a circuito chiuso, camminamenti che permettono il passaggio di veicoli per la sicurezza e cavi posizionati sul terreno collegati a dei sensori elettronici acustici e visivi. Insomma una vera e propria fortezza. Come se non bastasse, nel novembre del 2013, dopo che la città di Melilla era stata presa d’assalto da un migliaio di migranti, di cui alcune centinaia erano riuscite ad oltrepassare le transenne, sono state aggiunte le “cuchillas”, il filo spinato a lame di rasoio sulla sommità delle barriere…”

(foto dal web)

Unknown-1Unknown-2Unknown

thumb.php31a680929c210313667a8536bc1ae651-kyWG-U104040950394X8F-640x320@LaStampa.it

 

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 6 - altri luoghi di detenzione, 7 - evasioni, 8 - ribellioni | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su La gabbia che tiene fuori

Evasioni e latitanze del toro di Tiana e compagne

Barcellona, 2013

Si descrive un estenuante braccio di ferro con lui, un toro irriducibile che aveva inequivocabilmente scelto di vivere nei boschi. Solo di sfuggita però si accenna alla parte femminile della vicenda…

QUI la storia

fonti: elperiodico.comspaghettibcn.com

toro

 

 

 

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 2 - allevamenti e macelli, 6 - altri luoghi di detenzione, 7 - evasioni | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Evasioni e latitanze del toro di Tiana e compagne

Pugno di ferro in guanto di velluto – di migranti e sgomberi alle frontiere

guanti“In faccia, sul collo, sulla nuca. Le mani delle forze dell’ordine si sono date da fare sugli accampati di Ventimiglia durante il blitz dello sgombero di questa mattina. E i loro volti stanchi e impauriti sono un contrasto ancora più violento”.

Così Repubblica.it commenta le immagini dello sgombero dei migranti a Ventimiglia.

Le mani in faccia a persone stremate, colpevoli soltanto di voler circolare liberamente, in cerca di una sorte migliore delle guerre, delle torture, della fame, sono di per sè un segnale chiaro di come il potere, oggi, in Italia e altrove, consideri i corpi: oggetti da regolamentare, da spostare, da rinchiudere.

Eppure, noi, di mani non ne abbiamo viste. Le abbiamo immaginate: dure, rapide, forse sudate. Ma, appunto, le abbiamo immaginate, perchè abbiamo visto solo guanti. Guanti neri, per “proteggere” fino all’ultimo la nostra pace sociale dalle mille contaminazioni, dalle mille scabbie evocate dai vari salvini. Guanti morbidi, per ricordare che non siamo in dittatura, e la repressione è sempre attutita. Guanti per pulire, in fondo, le frontiere, quei luoghi in cui si coagula l’ansia, in cui si esprime la resistenza di queste persone, in cui potrebbe anche crescere la solidarietà, come è accaduto quando i/le migranti sono stat* assaliti da un gruppo di fascisti, trovando la reazione di alcune persone che hanno scelto di stare dalla parte di chi si ribella al proprio destino.

 

Resistenza Animale

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 6 - altri luoghi di detenzione | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Pugno di ferro in guanto di velluto – di migranti e sgomberi alle frontiere

Alluvione a Tbilisi, gli animali dello zoo cercano la libertà

Tbilisi, Georgia, giugno 2015

https://www.youtube.com/watch?v=tm3xnUA39GE

Che orrore ogni segno sulla terra che limiti il passo, che impedisca la corsa, il volo e lo strisciare.

Che orrore le pareti di vetro e di ferro che i viventi cercano disperatamente di scavalcare.

Quando le barriere crollano, le masse recluse irrompono.

La libertà, come un’onda, spalanca tutte le strade.

E il mondo opulento e schiavista, impegnato a lisciarsi la pancia, spara.

 

QUI la notizia e le foto

(Fonte: www.lastampa.it)

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 4 - zoo, 7 - evasioni, approfondimenti | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Alluvione a Tbilisi, gli animali dello zoo cercano la libertà

Cronaca di una furia annunciata: quella di Baby, schiava in un circo

Buchen, Baden-Württemberg (Germania), giugno 2015

Nella notizia si legge “Non è chiaro come il grosso mammifero sia riuscito a fuggire e perché abbia aggredito l’uomo.La polizia criminale tedesca sta indagando

Gli animali si ribellano, si sa, d’altro canto offriamo loro ottimi motivi  per farlo. Serve veramente chiedersi perché? L’evidenza non basta?

Sarebbe  più ragionevole chiedersi perché l’elefantessa fosse  costretta in una gabbia, pechè fosse trasformata in una schiava, come e con quali pratiche la si costringesse a divertire il pubblico..

L’aggressione è una conseguenza, servono indagini per scoprire i veri mandanti di questa furia?

(Fonte: www.corriere.it)

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 3 - circhi, 7 - evasioni, 8 - ribellioni | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Cronaca di una furia annunciata: quella di Baby, schiava in un circo