Cina Hangzhou Safari Park, 10 marzo 2017

Quando le altre compagne di prigionia non si lasciano intimidire dalle frustate degli addestratori.
Notizia qui
(Fonte: www.thedodo.com)
Cina Hangzhou Safari Park, 10 marzo 2017

Quando le altre compagne di prigionia non si lasciano intimidire dalle frustate degli addestratori.
Notizia qui
(Fonte: www.thedodo.com)
Castelfranco Veneto, 13 marzo 2017
Per lui non c’è stato scampo. Ha provato l’ebbrezza della libertà per qualche minuto e poi è stato abbattuto.

Ancora un triste epilogo, ennesima uccisione di un fuggitivo.
Cosa significa “scelta istintiva”? Ha scelto ma non troppo perché dopotutto è un animale e in quanto tale si muove esclusivamente governato dall’istinto?
Al lungo elenco delle parole usate a casaccio e abusate, troppo spesso con finalità svilenti, possiamo aggiungere la parola “istinto”.
L’altra parola che risuona e stride in quest’articolo è “imbizzarrito”, non c’è nulla di bizzarro in una fuga disperata
(Fonte: www.m.ilgazzettino.it)
Queens (NY), 21 febbraio 2017
Le vittime dei mattatoi del Queens riescono abbastanza spesso ad evadere.
L’hanno inseguito per ore.
Con dodici frecce di sedativo conficcate nella schiena
le auto che lo stringono
corrida di città
è tutto una corrida
uno contro tutti
così tanti, tutti addosso
in un angolo d’ombra.
https://www.youtube.com/watch?v=iG3aztd3u8I
QUI l’articolo sulla ribellione di questo toro e UN ALTRO VIDEO sulla sua e altre resistenze
Livorno, 8 marzo 2017

Alcuni topi riescono a mandare il tilt la nostra sofisticata e fragile vita fatta di macchine e divieti. Si parla immediatamente di infestazione e scatta lo sterminio di massa.
Ma loro ritorneranno, più forti e più superbi che mai.
(Fonte:www.iltirreno.gelocal.it)
California, 3 marzo 2017

Sei settimane fa questo torello si è introdotto “di nascosto” in un rifugio. Dopo varie ricerche è risultato far parte di una mandria che si trovava nei dintorni.
Insieme ad altri diciassette tori “… era destinato, a breve, al macello” ha detto il proprietario.

Il South Lake Safari Zoo, in Gran Bretagna, vanta un ben triste primato. Nel giro di quattro anni, ovvero dal 2013 ad al 2016, sono deceduti al suo interno 486 animali sui 1500 detenuti. Le condizioni di detenzione dei prigionieri sono talmente aberranti da aver spinto gli ispettori governativi a ventilare l’ipotesi di chiederne la chiusura.Ma vanta anche un altro primato.
Parigi, 24 febbraio 2017

Lei è Indienne. Una mucca portata al salone dell’agricolturadi Parigi.
Ha cercato di scappare, ha incornato un grosso veicolo che le sbarrava la fuga e poi anche l’allevatore. Ha resistito, con forza e tenacia.
Solo con del sedativo sono riusciti a calmarla e a riportarla nel recinto del salone e ad esporla di nuovo proprio a quegli sguardi invadenti e derisori da cui cercava di scappare.
In omaggio alla sua resistenza, una petizione francese chiede di lasciarla vivere.
Ogni giorno tre milioni di animali vengono uccisi nei macelli francesi.
Qui l’articolo del giornale che, ovviamente, mette tutto in burla.
(Fonte: www.francebleu.fr)
Thailandia, 10 febbraio 2017
https://www.youtube.com/watch?v=OB7cJludDVM
Come sui bambini e sulle donne, anche sugli animali siamo abituati – senza che ci sia alcuna richiesta e senza curarci minimamente della consensualità – all’arroganza del gesto che invade, che infastidisce, che assoggetta i corpi altrui. Come se il nostro approccio fosse scontatamente accettato e, ovviamente, apprezzato.
L’oppressione si manifesta anche attraverso questi piccoli gesti incuranti della volontà dell’Altro. Una forma benevola di dominio che rinforza al contempo il dominante nel suo ruolo.
Questo magnifico elefante non ci sta. La sua dignità non è ad uso e consumo del turista di turno. Il suo sguardo è più eloquente di mille parole.
Notizia qui
(Fonte: www.video.corriere.it)
Hudiksvall- Svezia,14 febbraio 2017

E’ fuggita dal camion che la stava portando dentro il mattatoio, proprio all’ultimo minuto, ed ha cominciato a correre.
Con tutte le sue forze, con tutto il suo desiderio di libertà, con tutta la voglia di vivere che ha dentro.
Così, come è di routine, è arrivata anche la polizia.
Il padrone ha cercato di attirare la mucca ribelle mettendo del fieno sulla strada, ma l’animale si è inoltrato nel bosco. E per ora non si hanno notizie.
Sarà il tuo ultimo profumo, quello della terra, delle foglie, di piccole gocce d’acqua, di stupore e di paura. La tua casa , la tua felicità per brevi momenti.
QUI l’articolo
(Fonte:www.thelocal.se)
Monreale (PA), 7 febbrario 2017


Fino al 2015 il circo che ha denunciato la scomparsa del lama, lavorava con il nome di Miranda Orfei, per poi passare alla denominazione Eleonora Orfei, ed infine a quello di Circo di Svezia (i cambi di denominazione sono comunissimi tra i circhi minori, e avvengono o a seguito di fusioni con altre famiglie circensi, o a seguito di guai giudiziari e di immagine).
E come Miranda Orfei di guai ne ha avuti e non pochi. Su di esso esiste un corposo fascicolo di LAV e magistratura per maltrattamento animale (qui trovate un piccolo riassunto:https://www.facebook.com/BoicottiamoIlCircoMirandaOrfei/posts/358651984167691).
Era scappato dal Miranda Orfei di Montemagno l’ippopotamo che, nella fuga, si è schiantato contro un’auto vicino Macerata nel dicembre 2014, purtroppo morendo nello scontro. Allora il titolare del circo diede la colpa agli animalisti cattivi che, secondo lui, avrebbero aperto le gabbie degli animali causando la fuga di Aisha
I Montemagno, titolari del circo, possiedono anche una struttura a Latina, che sembra abbia la qualifica di zoo, e dove sembra detengano gli animali durante la stagione morta
Quindi, riassumendo, abbiamo dei circensi che – come molti loro colleghi- cambiano continuamente denominazione, titolari di un circo che spesso si attenda ed esibisce senza aver ottenuto i permessi (salvo poi lamentarsi e gridare alla persecuzione quando i gendarmi gli fanno visita – come accaduto tra l’altro anche a Monreale dopo la fuga della tigre) e che detengono gli animali su cui lucrano in condizioni tali da attirare l’attenzione della magistratura e , evidentemente, da spingere i prigionieri a tentare ripetutamente la fuga (che tentano ogni volta di attribuire ad atti di sabotaggio nei loro confronti). Un ippopotamo, una tigre, ed ora un lama.
Lama che speriamo sia davvero evaso. A noi piace pensare che sia lontano, libero e che se ne stia ora girovagando in quel che resta della campagna intorno a Monreale.
(Fonte: www.ansa.it e www.palermotoday.it)