Autostrada Siena-Grosseto, 30 luglio 2019.

“I poliziotti lo hanno inseguito cercando di prenderlo ma il caprone, con un balzo, ha cambiato corsia di marcia …” E’ stato poi bloccato sulle colline senesi dove cercava un nascondiglio.
Autostrada Siena-Grosseto, 30 luglio 2019.

“I poliziotti lo hanno inseguito cercando di prenderlo ma il caprone, con un balzo, ha cambiato corsia di marcia …” E’ stato poi bloccato sulle colline senesi dove cercava un nascondiglio.
Poschiavo (CH), 3 luglio 2019
Nascono e muoiono perché così è programmato, partoriscono com’è programmato e poi non possono essere tutte madri allo stesso modo. Alcune vengono subito castrate attraverso l’immediata separazione dal figlio/a, e si sa che la castrazione è considerato un metodo per agire sull’aggressività. Sono domate con la lontananza. Così il latte può venir sottratto senza problemi.
Qui invece la reazione di una cosiddetta “madre nutrice”:
mucca aggredisce escursionista

di Collettivo Resistenza Animale
Testo scritto per il blog CripHumAnimal – [leggi la versione inglese / read English version]
Da qualche anno, nell’ambito dell’attivismo antispecista e dei critical animal studies, si parla della resistenza animale. Contestando le retoriche paternaliste in stile “we are the voice of the voiceless”, molto diffuse fra i difensori dei diritti animali, alcuni gruppi e autori sottolineano che i nonumani si ribellano quotidianamente allo sfruttamento: evadono dagli allevamenti, dagli zoo e dai laboratori, fuggono dai camion diretti al mattatoio, aggrediscono i domatori nei circhi, si rifiutano di collaborare, si lasciano morire in tutti i luoghi di prigionia. Il collettivo Resistenza Animale, in Italia, documenta da anni queste ribellioni e cerca di favorire la solidarietà, accanto a una visione dell’attivismo in cui gli umani non siano più gli eroici salvatori degli altri animali, ma compagni di lotta posizionati al loro fianco.

“Rubare il tempo è una follia”, di Luigia Marturano.
[Disegno in bianco e nero con sfumature di grigio raffigurante una persona distesa nel letto, legata con una camicia di forza; intorno, una decina di cani sono legati con delle corde al letto e cercano di staccarsi]
Triggiano (BA), Circo Orfei, 4 luglio 2019

Durante le prove dello spettacolo con quattro tigri, una di loro si ribella all’addomesticamento. Aggredisce il domatore e le altre tre, come aspettando un segnale di rivolta, la imitano.
“How many times… ?” (vi ricordate Bob Dylan, con le sue pessimistiche domande sulle tragiche abitudini di violenza e guerra degli umani ?) Ecco: quanto tempo dovrà passare ancora perché si comprenda in maniera empatica, profonda e definitiva che gli altri animali vanno lasciati in pace? Che nessun* è nat* per stare in gabbia e fare il burattino a comando?
Vicenda drammatica davvero, ancor più per l’epilogo e anche perché i quattro felini verranno di certo “abbattuti”. Può essere una seppur misera consolazione quella di pensare: meglio morti che vivi in gabbia, violentati a vita?
Zoo giapponese di Okinawa, 27 giugno 2019

Non è chiara la dinamica secondo la quale 14 macachi sono fuggiti da uno zoo, ops, da un carcere giapponese pochi giorni fa.
Durante le ricerche che hanno poi portato alla cattura di tutti gli animali e alla confisca del loro bene più prezioso, la libertà, in molti hanno fatto il tifo per i fuggitivi.
In questo articolo, scritto quando ancora non erano stati tutti catturati, si scherza sul fatto che i primi due macachi riportati nello zoo i non potranno certo dare informazioni sui fuggitivi: farli parlare non è facile, si scrive.
Si scherza spesso e volentieri su questi fatti. Forse per un malcelato imbarazzo di fronte ai desideri negati agli altri animali che invece manifestano eccome la propria volontà, forse perché quando l’ordine viene ristabilito non resta che il sapore amaro dell’ingiustizia, forse perché ci si butta tutto alle spalle come un fenomeno tutto sommato bizzarro.
Forse perché le parole giuste mancano proprio agli umani.
Laura
Atina (FR), 19 giugno 2019
Fugge nel traffico e ridefinisce i confini, ma la sua corsa è breve.
Articolo di www.tg24.info
Dervio( LC), 22 giugno 2019.
Da un sito di vendita di terrari:
“Il terrario per i serpenti è la sua “casa”. Indispensabile quindi farlo sentire sicuro e tranquillo; nel caso di animali che da questa “casa” non escono praticamente mai, come i serpenti, il suo ruolo e l’attenzione nell’allestimento diventano sostanziali.”
A questo serpente la sua casa e l’allestimento non devono essere piaciuti affatto. Appena ha potuto, ha infranto le regole scritte da altri. Purtroppo è stato ritrovato e rimesso nel suo terrario.
Piazzola sul Brenta (PD), 29 maggio 2019
È riuscito a evadere nel momento più favorevole alla fuga di tutta la ‘coltivazione’ della sua vita: il trasporto. L’hanno sedato e caricato nuovamente sul camion.
Non è che un* sia più coraggios* dell’altr*… si scappa appena si può! E in quell’un* ci sono tutt*.

Zoo di Melbourne, 27 maggio 2019
Malù, sedici anni, ha tentato di evadere ben due volte. Questo zoo (o santuario degli oranghi) pare sia assai “più verde, civile e sostenibile degli squallidi zoo e bioparchi nostrani”. Non mancano neanche qui però recinti, gabbie, visitatori e dosi quotidiane di calmante. Un rifugio, per dirsi veramente tale, dovrebbe avere ben altre caratteristiche. In un rifugio si viene accolti, non rinchiusi.
https://www.youtube.com/watch?v=AG6JebW63f4
Un polipo riesce a svitare il coperchio del barattolo dentro al quale è stato messo. Non si conosce la sua storia. In questo video viene solo “esibita”la sua capacità di uscire da questa ennesima situazione di assurda costrizione. Avevamo già raccontato anche di Inky e di altri polipi ribelli. Non si era voluto dimostrarne l’intelligenza, l’astuzia, l’intraprendenza. Tutti gli animali desiderano disperatamente “assaggiare la vita” e la libertà. Semplice.