Un toro evade dall’allevamento

Nella tarda mattinata di venerdì 12 settembre 2014 un toro è fuggito da un allevamento a Roncoferraro (Mn). E’ subito partita la caccia all’evaso, con grande mobilitazione di forze. Il timore che potesse raggiungere la strada e quindi causare incidenti ci dice per l’ennesima volta quanto la Terra, casa di tutti i viventi, in realtà lo sia solo per l’umano. E che il posto di un toro possa essere solo una stalla dove attendere d’essere ucciso.

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Qui la notizia (Gazzettadimantova.gelocal.it)

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La storia di Giuseppe

La racconta chi l’ha incontrato. Chi ha sentito ed accolto la sua richiesta di asilo di ‘piccolo’ perseguitato:

“Giuseppe è il topolino più in gamba del mondo. L’ho conosciuto lo scorso anno, in luglio, mentre io e mio marito arrivavamo ai giardinetti dietro casa con la nostra cagnolina. Zoi ha cominciato a puntare in direzione di un bel cerchio di tre gatti, e in mezzo a quel cerchio c’era un tondino bianco che si muoveva. Mi sono avvicinata tra gli sguardi di riprovazione estrema dei gatti, e con un sacchettino igienico pulito, dopo qualche tentativo, ho raccolto un topino bianco che sembrava quasi contento di entrarci dentro.

Non avevamo un contenitore adatto per ospitarlo e un’amica l’ha tenuto per noi qualche settimana. Ho cercato adozione per lui, come faccio per i gatti e i cani che spesso tengo in stallo, e ho scoperto un mondo che non conoscevo: i topi che vivono in famiglia sono spesso ex animali da laboratorio, di frequente oggetto di campagne di adozione. Le curano le associazioni che li raccolgono dai laboratori, se e quando i topolini sopravvivono. Sarebbe stato difficile far adottare Giuseppe con la quantità di piccoli amici che cercavano casa. Un amico ha provato a tenerlo, e la sua gatta ha tentato in ogni modo di scassinare porte e gabbie che li separavano. Anche mio marito all’inizio voleva rinviarlo “in natura”… certo: una naturalissima fogna per un topolino che probabilmente aveva visto l’erba per la prima volta il giorno in cui i gatti stavano per cucinarlo. I topi, come ho letto su internet, sono davvero gli ultimi mammiferi della terra: odiati e allontanati da tutti, oggetto di pregiudizi e persecuzioni.

Dopo un annuncio sulla rete Gas di Firenze, ho ricevuto così tante gabbie in regalo che avrei potuto adottare altri dieci topolini: ma ora sapevo che farne; ne ho tenuta una, e le altre le ho raccolte e mandate all’associazione Vitadacani, ad Arese, che si occupa di trovare ospitalità per topi e ratti molto più sfortunati di lui. Giuseppe è rimasto con noi ed è perfetto e microscopico. Chiede la colazione molto chiaramente. Gioca con la ruota e mordicchia qualsiasi cosa. Prende le briciole di pane e frutta dalla mia mano e le mangia come un bambino, col mignolo alzato. Adesso vive, sereno e ben pasciuto, se non felice, e senza rischiare la vita. Non sapremmo più fare a meno di lui: siamo fortunati ad averlo qui. Domani, quando non ci sarà più, ci sarà posto da noi per qualche altro topolino di laboratorio.

Giuseppe è salito sul treno giusto: io ho lottato per tenerlo, mio marito ora gli vuol bene, i miei gatti e il cane accettano che condivida casa nostra. E’ stato davvero fortunato. E’ riuscito a scappare, probabilmente da un vicino negozio di serpenti, e a non farsi acchiappare né mangiare. Ha rischiato davvero grosso nel traffico e in strada. Credo che lui abbia davvero voluto andarsene da dove era prima. Non ha nemmeno tentato, quel giorno, di svignarsela tra le mie gambe o fuori dal sacchettino, ma se avesse voluto, avrebbe potuto farlo: è scivoloso e agile e non si riesce mai a toccarlo se lui non vuole. Forse era stanco e affamato…  Purtroppo non vive libero, ma in un gabbione deluxe sopra un mobile. Oggi però, se la gabbia rimane aperta, non tenta di scappare, ma addirittura ci resta sopra a fare toeletta. Forse sa che è un sopravvissuto.”

Novella Torre, Firenze

 

(foto: Giuseppe)

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Strappa la catena ed evade

Carimate (Co), 2009

L’hanno ricatturata sui binari ed hanno dovuto  “sudare sette camicie”, scrive il giornalista, per riportare questa mucca nell’allevamento dal quale era evasa strappando la catena.

Qui la notizia (articolo e foto: www.laprovinciadicomo.it)

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Evaso dal maneggio

Verona, settembre 2014

Un cavallo è evaso  allontanandosi per 10 chilometri. Chiusi in piccoli box, costretti ad esercizi innaturali, imbrigliati con veri e propri strumenti di tortura, anche i cavalli dei maneggi destinati all’equitazione sono prigionieri che vogliono essere liberi e cercano di scappare…

Leggi la notizia (articolo e foto: www.larena.it)

 

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Una mucca cerca di gettarsi dal camion

Australia, agosto 2014

L’hanno caricata per trasferirla o per portarla al mattatoio. Lei però non è stata passiva a subire. E’ riuscita a sollevarsi oltre il cassone del camion cercando di scappare.

Qui l’articolo (fonte: www.abc.net.au)

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Camilla non è più latitante – libertà per Camilla

camilla prigionieraCome molt* sapranno già, da qualche giorno Camilla non è più latitante.

Catturata nelle campagne di Vinci, è stata sedata e riconsegnata al proprietario, dopo che era sfuggita a vari tentativi di cattura.

Qui sotto i link ad alcuni articoli dei giornali:

Corriere Fiorentino

La Nazione

GoNews

Grazie alla mobilitazione che Camilla stessa ha ispirato, non è stata uccisa, eventualità inizialmente prevista dall’ordinanza del Comune di Vinci.

Ringraziamo quindi chi ha raccolto il nostro appello scrivendo e telefonando al Comune, facendo pressione, diffondendo la notizia. Ringraziamo singol* attivisti, gruppi e associazioni, in particolare quelle che hanno firmato e diffuso il nostro appello per un asilo politico e la LAV che ha preparato una diffida contro l’abbattimento.

La mobilitazione, ovviamente, non si ferma qui. Finchè Camilla non sarà libera dovremo fare pressione affinchè venga ceduta ad un rifugio in cui possa vivere senza essere sfruttata (come è noto da tempo, è già disponibile una sistemazione in tal senso).

Chiediamo a tutt* i solidali di mantenere quindi alta l’attenzione sulla sorte di Camilla. Comunicheremo presto come intendiamo mobilitarci: nel frattempo, ovviamente, ognun* può esprimere la propria solidarietà a questa ribelle come preferisce.

Per noi Camilla non è “tornata a casa”, come scrivono alcuni giornalisti, quasi si fosse smarrita e fosse stata riportata alle amorevoli cure del suo proprietario.

Le prime foto di Camilla, stando sempre agli articoli di giornale in merito, dicono proprio il contrario: una mucca con una catena al collo. Se questa è una “casa”, meglio perdersi…

 

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In sei saltano la recinzione elettrica dello zoo

Belfast, ottobre 2013

Sei macachi riescono a superare la recinzione elettrificata. Quattro di loro vengono subito ripresi, mentre Jade e Roxy riescono ad evadere dallo zoo.

Qui la notizia ( fonte: www.u.tv/News)

Roxy verrà ripresa 11 giorni dopo, in seguito alla segnalazione di un avvistamento in città. Colpita col sedativo, si strappò via il dardo prima di cadere addormentata.

La resistenza di Roxy  ( www.belfasttelegraph.co.uk,)

(nella foto, la cattura di Roxy)

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Evasione allo zoo

San Antonio (Texas), luglio 2014

Jude è il nome della scimmia che è evasa attraverso un buco della rete e che è stata inseguita per otto ore dai guardiani dello zoo.

 

Leggi la notizia (KSAT Web-News Editor)

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Inseguita per ore

Pontirolo (BG), 2004

Mentre la ‘scaricano’ dal camion per portarla all’allevamento per ‘l’ingrasso’, riesce a sfuggire al controllo dell’allevatore e si dà ad una lunga fuga nei campi. Ripresa, viene portata nella stalla. Questo è rimasto di lei. La sua corsa nel granoturco, la sua voce che reclamava la libertà.

Qui la notizia (Ecodibergamo.it)

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La vogliono macellare, ma lei evade e si salva

Windeck (Germania), 2012

L’allevatore voleva caricarla sul camion per portarla al macello, ma lei evase. Superati i recinti di filo spinato, galoppò fino al villaggio più vicino. Qui, purtroppo, saltando una siepe, finì in una piscina di acqua ghiacciata e ci volle l’intervento dei vigili del fuoco per tirarla fuori. All’episodio seguì una mobilitazione generale: mail e telefonate a sostegno della ribelle e della sua palese richiesta di libertà e vita. Insieme si possono scardinare i meccanismi beceri basati sulla sopraffazione! La mucca venne acquistata dal santuario di Aiderlibch, lo stesso che ospita Jvonne, altra mucca ribelle, famosa per la sua lunga latitanza nei boschi.

Qui l’articolo (www.general-anzeiger-bonn.de)

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