Scatenare la furia della disperazione

Pamplona, febbraio 2015

Ennesimo, scellerato ‘encierro’ . Scatenare la furia di animali terrorizzati e provare a schivarla: da secoli fa sentire alcuni umani ‘coraggiosi’. Quasi sempre in questa ignobile sfida qualche toro dimostra chi è in realtà il più forte. E in molti finiscono all’ospedale.

LEGGI QUI  (Corriere.it)

Qui il VIDEO di un toro riuscito a fuggire durante una di queste vergognose manifestazioni.

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Lo scimpanzé attacca l’auto della polizia

Kansas City, ottobre 2010

Riuscito ad evadere da uno zoo, Seuko usa un bidone per salire su una automobile e spaccare il parabrezza.

 qui il VIDEO (Fonte: video.repubblica.it/)

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Aggredisce l’allevatore

Aldino (BZ), gennaio 2015

Ha colpito l’allevatore mentre questo cercava di caricarla su un rimorchio.

QUI la notizia

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Davvero incazzato

Kerala, India, gennaio 2015

Nel titolo del video si parla di un elefante matto.

Come spesso accade la disperazione di chi lavora schiavo e incatenato non viene letta per quello che è, sacrosanta ribellione, ma interpretata come follia.

Caro elefante, siamo con te!

https://www.youtube.com/watch?v=FoWwqpNfGj0

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A lungo latitanti

Umbertide (PG), gennaio 2013
Due cavalli riuscirono a liberarsi durante il trasferimento seguito ad un sequestro e a vivere per lungo tempo allo stato brado.

LEGGI qui
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Fuggiti dal maneggio

Ginevra, febbraio 2015
Li riprendono sulla strada, dopo svariati chilometri.

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(Fonte: tio.ch)

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Evade e viene investita

Fagagna (UD), gennaio 2015
Alle prime luci dell’alba, una cavalla fugge dal recinto. Raggiunge una strada dove purtroppo viene investita.
Qui l’articolo (Fonte: Messaggero veneto)

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La violenza di farmi nonviolento

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Pio bove un corno: gli animali resistono, indipendentemente dal fatto che qualcuno non lo voglia ammettere.

Una collerica poesia di Primo Levi per raccontarcelo

Pio

Pio bove un corno. Pio per costrizione,
Pio contro voglia, pio contro natura,
Pio per arcadia, pio per eufemismo.
Ci vuole un bel coraggio a dirmi pio
E a dedicarmi perfino un sonetto.
Pio sarà Lei, professore,
Dotto in greco e latino, Premio Nobel, che
Batte alle chiuse imposte con ramicelli di fior
In mancanza di meglio
Mentre io m’inchino al giogo, pensi quanto contento.
Fosse stato presente quando m’han reso pio
Le sarebbe passata la voglia di fare versi
E a mezzogiorno di mangiare il lesso.
O pensa che io non veda, qui sul prato,
Il mio fratello intero, erto, collerico,
Che con un solo colpo delle reni
Insemina la mia sorella vacca?
Oy Gevàlt! Inaudita violenza
La violenza di farmi nonviolento.

18 maggio 1984

da: Primo Levi, “Ranocchi sulla luna e altri animali”, a cura di E. Ferrero, Einaudi, Torino 2014, p. 201.

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Nuova liberazione animale dall’allevamento di Scorzè

visoniFonte: liberselvadec

Pubblichiamo, qui di seguito, il testo che è stato diffuso in seguito all’ azione diretta di liberazione animale dal sito americano Bite Back.

“Appreso di una liberazione nel mese di Agosto di quest’anno, abbiamo deciso di visitare ancora una volta questo piccolo allevamento di visoni a Scorzè, (VE), Italia, la notte del 25 Ottobre.
Il nostro scopo era quello di verificare se l’allevatore in questione avesse preso la decisione di chiudere la sua attività di aguzzino nei confronti di questi animali.
La nostra visita ha trovato invece due strutture su tre piene di visoni, in alcuni casi tenuti anche più di uno per gabbia. Abbiamo quindi tagliato più recinzione possibile e subito dopo abbiamo aperto tutte le gabbie distruggendone numerose.
L’elevato numero di animali presenti nell’allevamento fa pensare che dopo la
precedente liberazione molti siano stati ricatturati nelle campagne, ma è anche molto probabile che nuovi animali siano stati ricomprati dall’allevatore per non essere costretto a chiudere definitivamente. Entrambe le ipotesi non possono che sconfortare, ed è normale, ma dovrebbero invece portare a ben altri pensieri, che vanno ben lontani dalla rassegnazione e dalla passività del non agire.
In questa liberazione gli animali che fuggivano dalle gabbie aperte sembravano già sapere dove correre verso la libertà con un’energia che di solito ci mette del tempo a svilupparsi, visto le condizioni di prigionia. Un’energia e volontà che non può mancare anche a chi sostiene che nessuna gabbia debba più esistere.
Il nostro obbiettivo non mira a rilevare una qualche irregolarità all’interno di questo sistema. Lo smembramento dei corpi per squoiamento, vivisezione, macellazione o altro non rappresentano anomalie, ma il normale funzionamento di questa macchina sociale che fa dello smembramento dei corpi un normale procedere. Quando apriamo le gabbie siamo ben consapevoli di questo. Aprendo le gabbie si crea una rottura con questo esistente fatto di perenne sfruttamento che con gli altri animali si ricrea all’infinito con l’allevamento. Questa azione rappresenta uno spazio di libertà per chi è liberato, ma anche per chi libera: chi fugge verso la libertà non torna indietro di sua spontanea volontà e spesso preferisce la morte. Uno spazio di libertà può rappresentare un inizio per cercare di crearne altri e altri ancora, questi però non all’infinito, ma fino allo stravolgimento di questo sistema di morte.

In questi giorni 13 anni fa moriva in Inghilterra Barry Horne, un liberatore di animali e sabotatore di strutture di sfruttamento, a causa di un lungo sciopero della fame diretto a far cessare la vivisezione in Inghilterra.
Vogliamo finire queste righe con un suo ricordo e dedicargli questo piccolo spazio di libertà che si è creato quando i lucchetti si sono rotti e le gabbie si sono aperte ancora una volta.

Fronte Liberazione Animale”

Fonte: http://www.directaction.info/news_nov27_14.htm

 

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Evade dal mattatoio e la ‘abbattono’

Lucerna (CH), gennaio 2015

Una mucca è riuscita ad evadere dal macello. E’ sfuggita, non si sa come, alle mani dei suoi aguzzini. La sua corsa per lasciarsi finalmente la paura alle spalle l’ha portata in una zona pericolosamente troppo umana.

QUI la notiizia (Fonte: tio.ch)

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