Kenai… che infrange le vetrine della sua prigione

Minnesota, zoo di Apple Valley, luglio 2015

Dopo lo spettacolino degli orsi  nell’acqua  uno dei tre grizzly, forse Kenai, ha raccolto una pesante pietra dal fondo del ‘laghetto’ e ha ripetutamente battuto contro la vetrata che separa gli animali dai curiosi.

 

Queste le sagaci parole  del direttore della prigione:”Kenai è il solito clown. Non sapeva cosa stava facendo, sa solo di essere un orso e come tale si comporta”.

Se proprio dobbiamo trovare un pagliaccio in tutta questa storia, sicuramente questo non è l’orso.

Qui l’articolo

(Fonte: www.dailymail.co.uk)

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La ribellione manda in frantumi lo ‘spettacolo’

Egitto, febbraio 2015

Le sbarre isolano dal mondo degli spettatori una realtà di vessazioni e forzature. Creano uno spazio illusorio che spettacolarizza sfida, dominio, paura e frustrazione. Ma che la rabbia a volte manda in frantumi.

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In fuga verso un prato

Aosta, luglio 2015

Evaso da un allevamento, questo vitello ha scorto un prato, quello della vicina piscina, ed è corso a rifugiarsi lì, sfondando la rete. Il giornalista nell’articolo (Leggi qui, lastampa.it) non ci risparmia l’ironia sulla ricerca di una piscina per sfuggire al caldo torrido di questi giorni.

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Evadono ribaltando la recinzione

Winthertur (CH), ottobre 2010

Così due cammelli sono riusciti ad evadere dal circo.

Qui la notizia (corrieredelticino.ch)

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Un tuffo disperato per la libertà

1 luglio 2015, porto di Darwin.

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Nemmeno due dardi di tranquillante hanno potuto fermare il giovane manzo che si è lanciato dal ponte della nave su cui era stato ammassato con tanti altri sventurati compagni alla volta dei mattatoi vietnamiti. Un lunghissimo viaggio al quale molti animali, per il terrore e lo stress, non sopravvivvono neppure.

E per lui che ha cercato fino all’ultimo la libertà non c’è stato scampo.

Si legge nell’articolo che riporta la notizia che “In tutto il mondo le storie coraggiose di animali  che hanno messo a rischio  tutto per una possibilità, per un ultimo disperato desiderio in libertà hanno rubato i cuori di milioni di persone[..]. E’ difficile sentire storie come questa e non riflettere sulle qualità fondamentali che condividiamo con tutti gli esseri viventi – cioè il desiderio primordiale per la sicurezza e la libertà[ ]”

Il doppio tradimento ha avuto luogo stavolta. Il giovane manzo non ha ‘ricevuto la grazia’, ma è stato ripescato e ricaricato sulla nave della morte.

Leggi la notizia

Fonte: www.anilasuatralia.org)

 

 

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Storia di un detenuto che resiste con fierezza.

Giappone, zoo di Higashiyama

Si chiama Shabani. E’ un gorilla maschio di 18 anni. E’ prigioniero nello zoo giapponese di Higashiyama dal 2007. Ha avuto due figli, dopo essere stato trasferito in Giappone da un’altra prigione australiana. Da alcuni mesi, in seguito ad una autopromozione dello zoo che ha usato le sue foto, è al centro dell’attenzione dei social. Mille visitatori al giorno e cento  curiosi fissi davanti alla gabbia di Shabani. Dicono che il pubblico femminile  lo chiami ikemen (bel ragazzo) e faccia lunghe file per vederlo.

“Quando lo guardi e lo fotografi sembra proprio che si metta in posa”- dice un portavoce dello zoo- ma probabilmente essendo il capo di un gruppo di altri gorilla, sta tenendo d’occhio i visitatori”.

Le donne sono le visitatrici più numerose,  dice la CNN, alludendo porno graficamente al presunto fatto che il Giappone scarseggi in fatto di appuntamenti amorosi. E il linguaggio inglese si presta a tutta una serie di giochini al riguardo. Lo slang “going bananas” (andar matto per) si trasla nel più specifico “goin ape”(fare il matto, ‘ape’ significa  scimmia). ‘’Chi potrebbe resistere a quel sorprendente volto,  la fronte cesellata , i pettorali scolpiti  e la tonicità delle terga pelose?”….“ E come si distingue un normale gorilla da un hunky gorilla?” (hunk- fustone é uno degli aggettivi con cui viene descritto l’animale) viene chiesto in un quiz pensato su misura per il prigioniero. Una star dei tempi di internet, dicono, che pare proprio si sia accorto della sua notorietà ma che, nonostante questo, mantiene un atteggiamento super cool.

Il gorilla non ha scampo. Prigioniero e  guardato a vista, finisce col rappresentare tutta una serie di formule di umanizzazione beffarda che vanno dall’invidia del pene ( pari sesso) a quella per la bigamia, la “bellezza scultorea” e chi più ne ha più ne metta.

Sarebbe interessante che all’investimento simbolico facesse seguito una sostituzione reale: fuori i gorilla dalle gabbie, dentro gli umani. Fuori la parte animale, dentro il tutto umano.

Qui video e foto

Qui notizia CNN

(Fonti: www.buzzfeed.com e www.edition.cnn.com)

 

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E la stalla resta vuota

Vigodarzere (PD), aprile 2015

Pare che la porta sia stata lasciata aperta. Non esitano un attimo: evadono tutte e cinque.

Qui la notizia (Fonte:mattinopadova.gelocal.it)

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Evasi otto vitelli da una fabbrica per l’ingrasso

Mesola (FE), giugno 2015

Vi vengono rinchiusi quando pesano 200 Kg per venir ingrassati fino a pesarne 400 ed essere così pronti per la macellazione. Non corpi di viventi ma riserve di carne per viventi umani. In otto sono riusciti ad evadere…

Chiamiamo le cose col loro nome… al posto di allevamenti, termine col quale si occulta l’effettiva reificazione degli animali, diciamo fabbriche di bovini!

QUI l’articolo (estense.com)

(fra i commenti segnaliamo e riportiamo il seguente, postato da persona cui sono note le dinamiche dell’evasione:

” (…) sono fuggite perché hanno volontariamente rotto la chiusura del recinto e ke sono scappate alle ore 8 del mattino e ke il mio fidanzato non ha dormito X notti e ke non è stata una disattenzione del personale.”

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(foto d’archivio)

 

 

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Storie che ritornano

Gaiarine (TV), giugno 2015

La sua evasione è durata solo un’ora,  così poco hanno impiegato ad imbracciare il mitra.

E’ curioso che in questo articolo in cui se ne parla (fonte: ilgazzettino.it) si usi la foto di un altro toro, questo, evaso e mitragliato in Brianza un anno fa.  Ma non è un caso, il copione è sempre quello. E anche il soggetto, nell’immaginario, è lo stesso, è un toro qualsiasi. Quello che si continua a far rinascere, apparentemente uguale a se stesso, per riempire gli allevamenti. Ma nel web le foto girano, i protagonisti ritornano e continuano a raccontare le loro storie, non si lasciano dimenticare…

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Il toro evaso in Brianza nel febbraio 2014

 

 

 

 

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Un uomo muore a Coria

Coria (Spagna), giugno 2015

Sbarre larghe attraverso cui andare a sfidare e poi correre a nascondersi, confidando che il grosso corpo del toro infuriato lì non ci passerà. Che lui resterà fuori, isolato e vulnerabile nonostante tutta la sua potenza. Ma stavolta ciò non basta a proteggere la vigliaccheria umana. Guapeton colpisce attraverso le sbarre. E nuovo sangue animale si sparge inutilmente.

Qui la notizia (ansa.it)

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Guapeton viene giustiziato sulla pubblica piazza di lì a pochi giorni.
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“Non ce la faccio a commentare….
si cercano le notizie, si cerca di commentarle, si cerca di cambiare parole e prospettiva… si mettono sul sito…
si cercano le immagini… sempre strazianti…
ci si vorrebbe aggrappare ad un lieto fine… non ce n’è quasi mai…
si cerca allora distrazione con le parole nuove, con le tecniche da blogger, con la carica che senti dentro.
Poi vedi questo, e crolli.
Nonostante tu sappia perfettamente ogni cosa, ogni dolore, ogni sguardo, ogni speranza, ogni attesa, ogni barbarie…
poi vedi questo e non ce la fai più…”

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