Dal popolo degli elefanti

Thailandia, ottobre 2015

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Evas* dal furgone

Busto Arsizio (Va), agosto 2007

In tre sono riuscir* a scendere dal mezzo che li stava trasportando. Uno è stato subito ripreso, mentre le altre due hanno dato filo da torcere… Il momento del trasporto è sempre quello più critico, le chiusure dei portelloni devono essere ermetiche, a prova di spinta…

La notizia (varesenews.it)

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Ribellione al miac di Cuneo

Cuneo, gennaio 2015

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“Questa mattina (martedì 20 gennaio), mentre veniva scaricato al Miac di Cuneo, un bovino ha saltato la recinzione di protezione (circa 1,5 metri di altezza) ed è scappato, andando prima a caricare un cavallo e poi puntando, pericolosamente, verso la statale. I veterinari hanno avvertito i carabinieri, chiedendo che fosse abbattuto, perché impossibile da avvicinare in condizioni di sicurezza. Una pattuglia così ha spinto l’animale in una zona di campagna e gli ha sparato. La carcassa è stata poi avviato per la macellazione”. (Fonte: lastampa.it)

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Alcuni pinguini tentano di evadere

Odense (Danimarca), novembre 2015

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Lotterete con lui?

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di Zach Groff

fonte: DirectActionEverywhere

traduzione a cura di Resistenza Animale

 

Dopo una fuga rocambolesca e un’ondata di proteste sul posto e on-line, un toro di nome Freddie è sfuggito alla morte questa mattina dirigendosi allo Skylands Animal Sanctuary. Freddie, come riportato dal New York Times di ieri, è corso fuori dal Mercato della Carne Jamaica Archer prima di essere messo all’angolo dalla polizia e trascinata a forza nella parte posteriore di un camion per il macello. Freddie era già stato “acquistato” e i “proprietari” volevano che fosse ucciso per mangiarlo. Ma Mike Stura dello Skylands Animal Sanctuary era determinato a volerlo vedere vivo. Ha parcheggiato la sua roulotte fuori e ha aspettato tutta la notte, chiedendo di liberarlo. Sotto i riflettori dei media e di fronte alle proteste pubbliche, questa mattina presto Freddy ha ottenuto la libertà.

Per certi versi, la storia non è poi così notevole. Probabilmente, un altro individuo ha preso il posto di Freddie, e verrà ucciso per dare da mangiare a una famiglia umana. Ma ci sono alcune ragioni per cui abbiamo bisogno di mostrare e diffondere storie come questa.

In primo luogo, questa storia rende innegabile un fatto fondamentale: gli animali vogliono vivere, gridano e lottano per questo diritto usando tutti gli strumenti a loro disposizione. Freddie non è scappato per caso – è scappato perché sapeva che stava per morire. Mucche e maiali spesso sfuggono dai macelli e dai camion che vi sono diretti. Quando ho visitato l’allevamento di tacchini DxE, recentemente oggetto di un’investigazione, mentre gli operai stavano caricando i tacchini in un camion, potevo sentire forte e chiaro le urla penetranti dei tacchini che volevano vivere.

In secondo luogo, la storia ci mostra che gli animali sono attori nella lotta per la loro libertà, e non semplici oggetti passivi di benevolenza umana. I diritti degli animali ricevono spesso critiche dagli altri movimenti perché, a differenza di altr* attivist*, gli animalist* non sono in lotta per se stessi. Ciò che Freddie ha reso evidente ieri era che gli esseri umani non sono gli unici attivisti per i diritti degli animali. Non stiamo combattendo per loro: stiamo combattendo con loro. Coloro che volevano fare del male a Freddie non stavano combattendo contro di noi: stavano combattendo contro di lui e altr* come lui. Dobbiamo costruire un mondo in cui le voci e le azioni di animali come Freddie abbiano rilievo nella nostra società quanto quelle degli esseri umani.

In terzo luogo, la storia ci insegna la capacità dei rifugi e dei singoli animali di cambiare la storia. La storia di Freddie ha ricevuto grande copertura mediatica internazionale e ha catturato l’attenzione del pubblico, richiamando l’attenzione sulle difficoltà di un individuo di fronte a un sistema violento. I rifugi mostrano pacificamente quanto sia assurda l’idea che la polizia debba inseguire un animale come Freddie in modo che possa essere ucciso pur non avendo fatto nulla di male.

La domanda non è: lotterete per lui?

La domanda è: lotterete con lui?

 

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Quando la forza si… scatena

Olanda, gennaio 2016

Sbarre divelte… e per un momento si stabilisce una diversa gerarchia. È avvenuto durante il trasporto da uno zoo all’altro.

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Qui l’articolo

 

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Muore un cavallo alla Sartiglia.

Oristano, 7 febbraio 2016

Continuano a chiamarli “incidenti”, continuano a sminuire e svilire le ragioni di chi esprime (“Ha manifestato un certo nervosismo, impennando…”) la sua chiara volontà. Balza agli occhi l’intento di occultare e misinterpretare le sempre puntuali resistenze di chi, trascinato a forza, contro la propria volontà, avrebbe di certo scelto di trovarsi altrove.
Provocare paura, scatenare rabbia e disperazione, ed avere il coraggio di parlare di “incidente”.

Leggi l’articolo

(Fonte: www.linkoristano.it)

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La ribellione di Golf, l’elefante schiavo.

Thailandia,2 febbraio 2016

E’stato sbalzato via dal baldacchino ed è morto. Finisce così la vacanza di  un turista scozzese in vacanza a Koh Samui.

Il tragico evento riapre la protesta contro lo sfruttamento degli animali in Thailandia, un paese la cui industria del turismo conta moltissimo sul commercio e sullo sfruttamento degli animali, specie elefanti, tigri e scimmie.

Stavolta  il gigantesco elefante  ribelle è stato definito “horny meat” (carne eccitata)  dai guardiani, che tentano di disconoscere e minimizzare  la ribellione di Golf- questo il nome dell’elefante- riconducendola  ad uno stato di eccitazione ormonale.

Ma torna sui media  l’attenzione sull’ addestramento riservato a questi possenti animali, strappati da piccoli alle madri e piegati all’obbedienza tramite pratiche coercitive crudelissime e che trascorrono il tempo legati a catena. E la protesta delle associazioni  animaliste torna a farsi più forte.

In particolare Il Guardian invita i turisti a non rendersi complici di pratiche di violenza quali il trekking sugli elefanti, l’assistere agli spettacoli con le scimmie e l’orrenda abitudine di scattare foto con tigri e cuccioli costretti  alla prigionia negli zoo.

Articolo de Il Guardian QUI

Il video denuncia della PETA

( Fonte: www.theguardian.com )

 

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Tommaso, Sarchiapone e Pulcinella

Uccisi perché inutili per le fabbriche di latte: la strage dei bufalini

«Tommaso — racconta ancora Marcello — amava gli animali, e non sopportava che i bufali maschi venissero abbandonati a morire nelle fosse perché ritenuti inutili per la filiera produttiva. Per questo li salvava e li portava a vivere nella Reggia». ilmanifesto.info

 

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Morto di crepacuore

Bovolenta (PD), luglio 2009

Mentre lo stavano trascinando al macello, un bufalo è riuscito a liberarsi. Ha galoppato per due chilometri ed ha trovato rifugio nei campi. L’hanno inseguito a cavallo: prigionieri per catturare un altro prigioniero. Quando l’hanno preso al lazo, per il terrore e lo sforzo s’è accasciato al suolo.

QUI l’articolo (fonte:Corriere del Veneto)

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