Zoo di Odense (Danimarca), novembre 2015
Prigionieri in una specie di grande frigorifero, ci hanno provato ad evadere. Una grande piccola ribellione di un gruppetto coraggioso di pinguini.
(Fonte: www.video.repubblica.it )
Zoo di Odense (Danimarca), novembre 2015
Prigionieri in una specie di grande frigorifero, ci hanno provato ad evadere. Una grande piccola ribellione di un gruppetto coraggioso di pinguini.
(Fonte: www.video.repubblica.it )
Questa furia scatenata dà l’idea di quanta frustrazione si vada accumulando durante i giorni rubati a tutti i prigionieri…
[versione spagnola su quererlalibertad – versión en español]
Alcune persone fanno fatica a interpretare come ribellione la fuga di un maiale dal camion che lo trasporta al mattatoio, quella di un torello che fugge in mare cercando di allontanarsi a nuoto dalla morte, quella di un cavallo che disarciona il cavaliere e se la dà a gambe per poter fare una corsa in libertà, quella di un’elefantessa che esasperata dalle percosse si dà ad una distruzione sistematica di auto e vetrine.
“Sono gesti inconsulti, nervosismi casuali, irritabilità, malattie o casi fortuiti” sono le frasi più comuni di chi non vuole ammettere l’intenzionalità di queste azioni.
Quando si tratta di animali piccoli e, come in questo caso, di animali addirittura ritenuti così infimi e insignificanti da negarne non solo la volontà ma addirittura la sensibilità, è facile liquidare la cosa con una risata e un’alzata di spalle.
Ma che ne sappiamo di quel pesce, stordito dalla mancanza d’ossigeno e dal ghiaccio bruciante in cui è stato messo?
Che ne sappiamo di cosa gli è passato per la mente quando nel buio assoluto della ghiacciaia ha visto per un’ultima volta affacciarsi un po’ di luce?
Se anche non fosse stata sua intenzione (ma a noi piace pensare che lo fosse) la volontà di scagliare la lattina verso il suo assassino, di certo era intenzionale il tentativo di cercare di fare un ultimo sforzo, per quanto inutile, nel disperato tentativo di scappare dal ghiaccio e ritrovare l’amata acqua, il respiro e la vita.
Addio piccolo grande pesce.
La tua ribellione, come quasi sempre, non è stata apprezzata e forse neppure notata e il tuo carnefice non si è degnato di soffermarsi un attimo sulla tua agonia. Ha richiuso subito la scatola termica, la tua piccola tomba arancione, dove tu e i tuoi sventurati compagni valevate immensamente meno delle sue lattine di birra da tenere al fresco.
Ma noi, quel tuo ultimo gesto non lo dimenticheremo. Ci aiuterà a comprendere, con sempre maggior chiarezza, la voglia di libertà che accompagna ogni vita animale.
Parco Nazionale Karoo, Sud Africa, marzo 2016
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E’ riuscito ad evadere per ben due volte . L’anno scorso, la sua evasione gli era valsa il soprannome di “Spook” che significa “Ghost” nella lingua Afrikaans, ossia fantasma. Quella volta, era quasi riuscito a far perdere le sue tracce per ben tre settimane. Ora, dopo la seconda evasione, sarà più facile catturarlo perché è controllato da un collare satellitare.
Nessuno vuole vivere da recluso.
(Fonte: www.quotidiano.net)
National Aquarium of New Zealand, aprile 2016
Ha sollevato il coperchio della sua gabbia di vetro, ha percorso il pavimento, si è infilato in un tubo di scarico e l’ha percorso per 50 metri, fino a raggiungere il mare e la libertà. I custodi dello zoo non si capacitano di questo improvviso ‘tradimento’ e… pensano che forse tornerà!!!
QUI la notizia
NON LASCIAMO SOLO SCILLA, IL VITELLO FUGGITO A MESSINA – scriviamo alle autorità!
Vi aggiorniamo sulla situazione del vitello fuggito nei pressi dello stretto di Messina che ha cercato di attraversare a nuoto, come la “famosa” Teresa tempo fa, e catturato dai Vigili del Fuoco l’8 aprile.
Scilla arrivava dall’estero e la destinazione non è stata ancora accertata. La ASL di Messina sta verificando ed è intenzionata a restituirlo al proprietario, se questi lo reclamerà, con il risultato che la sua fuga sarà stata inutile.
Se il proprietario non venisse rintracciato o rinunciasse, la ASL sostiene di avere individuato una struttura che opera in ambito sociale che potrebbe adottarlo. Dato che non è stato possibile sapere il nome di questa struttura, non è possibile sapere in quali condizioni. Per questo, chiediamo la massima trasparenza da parte delle istituzioni e, finchè non ci viene data la possibilità di verificare quale sarebbe la destinazione di Scilla, chiediamo che venga ceduto ad “Agripunk”, il rifugio che ha dato disponibilità per l’accoglienza.
Non vogliamo lasciare nulla di intentato.
Vi chiediamo di scrivere agli indirizzi indicati sotto usando la lettera tipo (eventualmente personalizzabile), di telefonare alla ASL per esigere la liberazione di Scilla, di informare giornali locali e nazionali.
Telefoni ASL Messina: 0903653957 – 0921389457
Chiediamo inoltre agli attivist* della zona di Messina di contattarci scrivendo a resistenzanimale@autistici.org in modo da coordinarci per raggiungere l’obiettivo della liberazione di Scilla
LETTERA TIPO
Blocco e-mail con punto e virgola: urp@comune.messina.it; renato.accorinti@comune.messina.it; urp@asp.messina.it; veterinario.dipartimento@asp.messina.it; segreteriasindaco@comune.messina.it
Blocco e-mail con virgola: urp@comune.messina.it, renato.accorinti@comune.messina.it, urp@asp.messina.it, veterinario.dipartimento@asp.messina.it, segreteriasindaco@comune.messina.it
OGGETTO: Informazioni sulla sorte di Scilla
TESTO:
Vi scrivo in merito a Scilla, bovino maschio catturato nel porto di Messina l’8 aprile.
Dopo il suo gesto disperato di fuga, Scilla non può tornare al proprietario e al suo destino già scritto, il mattatoio: chiedo quindi che venga affidato a un rifugio per animali (il rifugio Agripunk ha già comunicato la propria disponibilità ad accoglierlo) in cui possa essere accudito e non sfruttato, lungo tutta la durata naturale della sua esistenza.
Ho saputo, inoltre, che la ASL di Messina ha identificato un luogo in cui il vitello potrebbe essere collocato, evitando la macellazione, ma non ha fornito altre informazioni. Chiedo che venga resa pubblica la destinazione prevista, affinché possa essere valutata nella maggiore trasparenza possibile l’idoneità della struttura in questione nell’interesse del benessere di Scilla.
I giornali raccontano di un bovino maschio fuggito nei pressi dello stretto di Messina (come la “famosa” Teresa tempo fa), catturato dalle autorità e in attesa di essere consegnato al proprietario, un allevatore per ora non identificato che la riporterà alla sua vita di sfruttamento fino al macello.
Come nel recente caso del cinghiale Martino, la solidarietà concreta potrebbe essere determinante perchè riesca a salvarsi.
Il rifugio Agripunk si è reso disponibile ad ospitare il bue, quindi c’è la prospettiva concreta che la sua fuga non sia un tentativo inutile.
Che cosa fare?
Per prima cosa, è importante scrivere alle autorità per chiedere la liberazione e l’affidamento a un rifugio per animali. Di seguito trovate una lettera tipo e gli indirizzi a cui inviarla.
E’ possibile inoltre chiamare la asl per avere notizie in merito e chiedere la liberazione del bue: Tel 0903653957 –
LETTERA TIPO
Blocco e-mail con punto e virgola: urp@comune.messina.it; renato.accorinti@comune.messina.it; urp@asp.messina.it; veterinario.dipartimento@asp.messina.it
Blocco e-mail con virgola: urp@comune.messina.it, renato.accorinti@comune.messina.it, urp@asp.messina.it, veterinario.dipartimento@asp.messina.it
OGGETTO: Mucca catturata al porto di Messina
TESTO:
Ho saputo della cattura di un bovino maschio nel porto di Messina, ora in un allevamento della zona (www.tempostretto.it/news/mare-avvistata-mucca-nello-stretto-messina-salva.html).
La prospettiva per questo fuggitivo sembra essere quella di ritornare alla vita a cui ha cercato di sottrarsi, quella di un allevamento ancora non identificato in cui è stato finora rinchiuso in attesa di una fine che non è degna di nessuna vita, cioè il macello.
Chiedo quindi che venga affidato a un rifugio per animali (il rifugio Agripunk ha già comunicato la propria disponibilità ad accoglierlo) in cui possa essere accudito e non sfruttato, lungo tutta la durata naturale della sua esistenza.
Ricordiamo il caso analogo della mucca Teresa QUI che è riuscita a salvarsi la vita.
Aggiornamento importante (7 aprile).
Marti, il cinghiale su cui pendeva un’ordinanza di “abbattimento”, si è salvato grazie alla mobilitazione di tutte le persone solidali e all’intervento del Rifugio Miletta, dove ora sta per essere accolto (purtroppo non è in condizioni di essere messo in libertà).
La presenza della responsabile del rifugio e dei/lle solidali che si sono recate sul posto è stata determinante per impedire che le autorità uccidessero sul posto Marti, così come è stata importante la pressione e la diffusione di vari appelli da parte della Rete dei Santuari e numerose persone da altre città.
Grazie a tutt*!
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Aiutiamo a salvarsi il cinghiale Marti!
Ieri a Genova è stato avvistato nelle vicinanze dell’ospedale San Martino.
Leggi l’articolo di Repubblica di ieri
AGGIORNAMENTO
All’01,30 di stanotte Marti sta dormendo in un’aiuola dell’ospedale. Sul posto c’è la responsabile del Rifugio Miletta insieme a una decina di persone. La polizia provinciale se ne è andata e ha lasciato Marti in un posto abbastanza sicuro per impedirgli di andare sulla strada trafficata che confina con l’ospedale. Il nostro gruppetto di amic* staranno lì tutta la notte a guardia e domani mattina faranno pressione per farselo consegnare (Marti dovrebbe avere 6/8 mesi e pesa sicuramente più di 50 kg).
Il Sindaco ha emesso un’ordinanza che prevede la cattura o l’abbattimento, ed è quindi necessario che chiunque può si rechi sul posto per impedire che le autorità lo abbattano sul posto.
Abbiamo attivato un’infoline: tel. 3341508540.
Treviglio (BG), 4 aprile 2016
L’avevano appena ‘importato’ dalla Francia. Carne da far crescere e da macellare. Lui è riuscito a saltare l’alta recinzione e ad evadere nei campi dove ha lottato e caricato finché non l’hanno ucciso.
QUI la notizia (ecodibergamo.it)