Kansas, 29 giugno 2018
In libertà si sopravvive, eccome. Chiediamolo a 492, come recita ancora il suo vecchio cartellino. Di molti evasi, per fortuna, si perdono le tracce.

Kansas, 29 giugno 2018
In libertà si sopravvive, eccome. Chiediamolo a 492, come recita ancora il suo vecchio cartellino. Di molti evasi, per fortuna, si perdono le tracce.


L’ennesima fuga di un prigioniero. Una fuga che fa scalpore e si merita un articolo di un quotidiano locale solo perchè ha attraversato la città e “ha spaventato i passanti” e perchè la sua cattura, ripresa dalle telecamere, è diventata un piccolo, divertente, spettacolo.
Qui l’articolo di MelfiNews24 e il video della cattura
Sabaudia, maggio 2018
“Il Comune di Latina fa sapere che è stata segnalata la fuga di un toro di montagna da una azienda di lavorazione e commercio carni posta al confine tra Sabaudia e il capoluogo: “L’animale non è abituato alla presenza umana e pertanto se avvicinato potrebbe risultare pericoloso. Si invita chi lo dovesse avvistare a darne immediata comunicazione alle forze dell’ordine o ai Vigili del Fuoco, già allertati dai competenti uffici dell’Asl, e soprattutto a non tentare di avvicinarlo. La zona maggiormente interessata è quella delle campagne di Borgo Grappa e Rio Martino”.
“E’ stato ritrovato, in via Portosello nel comune di Sabaudia, il toro fuggito da un’azienda di macellazione per il quale anche il Comune di Latina aveva lanciato l’allarme segnalando la pericolosità dell’animale. Il sindaco di Sabaudia, Giada Gervasi, ha firmato l’ordinanza di abbattimento che è stata subito eseguita. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri Forestali, i Vigili del Fuoco e i veterinari dell’Asl. Il Comune di Sabaudia ha utilizzato per il caso l’innovativo ed esclusivo sistema “Aras” di allerta alla popolazione, a disposizione dell’ente grazie ad un accordo con l’Associazione di Protezione Civile SI.RA.IN., che è stato diffuso da Radio Onda Blu”.
(LatinaCorriere.it)
Quinto di Treviso, 27 aprile 2018
Tre lama prigionieri del circo Busnelli hanno immediatamente approfittato, pare, di una distrazione di chi li detiene e sono evasi.
Nell’articolo (trevisotoday.it) la foto di una manifestazione per la libertà degli animali reclusi a vita.
“Non hanno dato spiegazione del loro insolito gesto”, si ironizza nell’articolo. Ma il piano surreale è quello della loro schiavitù.

Belgio, 21 giugno 2018

Come si legge nel tweet, una leonessa evasa dal proprio recinto, dopo due tentativi di sedazione falliti, è stata uccisa con un terzo. Ci tengono a dire che nessun* è mai stato in pericolo. Il dispositivo che si appropria dei corpi altrui non ammette falle nella propria capacità di controllo.
QUI (all’interno dell’articolo, i commenti al tweet)

CastelPlanio (AN), 20 giugno 2018.

Nell’articolo si scrive che il circo, dopo aver aperto il tendone, avrebbe “perso” uno dei suoi elefanti. Si derubricano sempre questi fatti imputandoli alla superficialità, incompetenza o disattenzione dei carcerieri. In realtà anche questa (ennesima) fuga è stata un’evasione in piena regola.
Notizia qui.
(Fonte: www.ilrestodelcarlino.it)
San Martino in Strada (Forlì), 19 giugno 2018

Una mucca era riuscita a fuggire durante il carico su un camion. Dopo tre ore di inseguimento aveva attaccato gli inseguitori ad ogni tentativo di cattura. L’avevano anche costretta dentro un cortile, ma ce l’aveva fatta a scappare anche da lì. Alla fine l’hanno ammazzata, della serie delitto con connivenza delle autorità.. e portata via con un trattore. Eppure lei inseguiva solo un sogno.
Articolo di www.forlitoday.it
Minnesota, 13 giugno 2018
Forse possiamo annoverarla tra le resistenze a lieto fine? Chissà poi che ci faceva lì, da dove era scappato….

Minerbe (VR), 13 giugno 2018

“Lo scandalo succede sempre quando qualcuna delle innumerevoli e multiformi gerarchie su cui si regge il mondo è messa in crisi da uno dei gruppi che nell’ordine costituito hanno ricevuto in sorte l’obbedienza, Tutto andrebbe bene, anzi MALISSIMO, se gli operai potessero accontentarsi di obbedire ai padroni, i neri ai bianchi, i sudamericani ai nordamericani, ecc. E le mogli ai mariti, i figli ai genitori, gli studenti ai professori…e via dicendo. L’ordine regnerebbe allora in tutte le Varsavie immaginabili e la storia si fermerebbe, perché la storia è disobbidienza. ”
Gianni Rodari, 1968.
QUI l’articolo
(Fonte: ww.larena.it)

In una discarica della Georgia un allevatore ha buttato centinaia di uova considerate avariate, ma, per una strana coincidenza, proprio in quel periodo e in quel luogo, si sono verificate le condizioni perché si schiudessero permettendo la nascita di centinaia e centinaia di pulcini. I video disponibili in rete sono impressionanti, una massa gialla pigolante, vivace, festosa che corre in mezzo alla spazzatura manifestando la sua inequivocabile voglia di vivere. I pulcini, poi, sono usciti dalla discarica raggiungendo le porte della città di Marneuli, hanno invaso le strade e molti abitanti, sbalorditi e disorientati, hanno aperto le porte, hanno cercato di salvarli e molti sono stati adottati.
In quegli stessi giorni la nave Acquarius sostava in mare aperto perché il governo italiano non permetteva il suo approdo a Pozzallo. Una nave piena di gente che fugge, gente esausta, ferita, gente nata e cresciuta in mezzo alla povertà e all’ingiustizia, gente che cerca disperatamente di vivere, ma che deve fare i conti con le frontiere e i capricci razzisti di chi non permette la libera circolazione, di chi ha bisogno di un nemico su cui sfogare la sua frustrazione, di chi respinge tutto ciò che è diverso. Proprio in quella nave, mentre si discuteva e si battevano i pugni sul tavolo, è nato un bambino che si chiama Miracle. Sua madre è stata rinchiusa e torturata nelle carceri libiche, poi è riuscita a fuggire con il suo compagno, si è nascosta a casa di amici e poi si sono imbarcati tentando il tutto per tutto, tentando di raggiungere l’Europa. Il bambino è nato durante il viaggio, un piccolo miracolo laico di resistenza che, insieme al miracolo dei pulcini della Georgia, ci racconta una storia ben diversa rispetto ai tristi, freddi e squallidi venti di chiusura che tirano in questo periodo. La storia di chi vuole vivere a tutti i costi, anche se nasce in una discarica perché è un rifiuto, anche se si trova dalla parte sbagliata del mondo, anche in mezzo alle violenze, anche se mancano le condizioni più elementari per la sopravvivenza. E mentre l’intero pianeta celebra la nascita dei royal baby, dal mare arrivano navi cariche di altri bambini, i figli che non vuole nessuno, i figli dello sfruttamento e dei saccheggi, scarti di una lavorazione industriale sempre più fondata sul dominio, l’ignoranza, la chiusura e l’ingiustizia. Ma anche piccoli segni di resistenza e di speranza.
Troglodita Tribe