Evasa dal macello a Monaco

Monaco di Baviera, settembre 2014

Una mucca è riuscita a sfuggire dalle mani dei suoi carnefici e ad evadere dal macello. Ha corso all’impazzata lungo le strade, finendo nei pressi dei tendoni dell’oktoberfest. La sua corsa è stata fermata dai proiettili della polizia. Sul marciapiede, dove giaceva il corpo crivellato dai colpi, sono stati posti degli oggetti per onorare la sua memoria. E le è stato dato un nome: Bavaria.
Qui la notizia

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La fuga di Barney

New York, 19 ott0bre 2014.
Stavolta l’hanno definito ‘canaglia’. E’ Barney, un cavallo che traina faticosamente  una delle tante carrozzelle per turisti a Manhattan.
Ha cercato la libertà fuggendo lungo le strade di New York in zona Midtown.
Inseguito dalla polizia, è stato poi fermato e lunedi scorso ha ripreso la sua attività di schiavo.
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Free Willy continua a difendere la sua libertà

Stienta (Ro), 20 ottobre 2014

Sono trascorsi ormai quasi due mesi dalla sua evasione e questo vitello continua la sua vita libera nella provincia di Rovigo. E’ talmente veloce che non sono ancora riusciti ad acciuffarlo.

Un aggiornamento (fonte: ilrestodelcarlino.it)

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Video di un toro evaso in Romania

Braila (Romania), 2013

Un toro evade e si trova a correre nel traffico cittadino. Nel video i suoi tentativi di resistenza alla cattura.

Qui  VIDEO   ed articolo  (fonte: buzzland.it)

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A fianco di chi si ribella: la solidarietà agli animali in rivolta in un’ottica non paternalista

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A fianco di chi si ribella

La solidarietà agli animali in rivolta in un’ottica non paternalista

[fonte: liberazioni blog]

Testo presentato alla seconda edizione di Liberazione Gener-ale Verona, 24 maggio 2014.

Gli altri contributi presentati e discussi durante la giornata possono essere scaricati dal blog del Collettivo Anguane.

 

di Resistenza Animale

Nessuno ha una vita degna di considerazione di cui non si possa raccontare una storia.

Hannah Arendt

 

Il presente contributo costituisce una rielaborazione di quanto presentato durante la seconda edizione di LiberAzione Gener-ale. Si basa principalmente sull’articolo Quando i maiali fanno la rivoluzione[1], sui materiali raccolti durante l’ultimo anno dal blog http://resistenzanimale.noblogs.org/ e sulle discussioni seguite alla presentazione del 24 maggio a Verona; ulteriori fonti sono indicate nella bibliografia finale.

Dopo il caso di Camilla, la mucca evasa da un allevamento in Toscana[2] e catturata dopo un mese di latitanza, sembra che la capacità degli animali di sottrarsi allo sfruttamento umano sia una forza socialmente non trascurabile, in grado di muovere le energie di associazioni, singole persone, gruppi locali verso una solidarietà che può essere definita senza dubbio politica. Una solidarietà attiva che si esprime nella consapevolezza di condurre delle lotte comuni fra sfruttat*, indipendentemente dalla specie di appartenenza, e nel tentativo di intraprendere dei percorsi locali che possano essere coronati da successo, un successo che nel caso specifico è stato in primo luogo quello di evitare l’abbattimento di Camilla. Un piccolo risultato, non senza problemi aperti e interrogativi difficili, ma importante perché ottenuto da Camilla con il sostegno di chi ha raccolto una sua richiesta formulata in un linguaggio chiaro quanto il “nostro”: quello di un corpo che fugge, che resiste a numerosi tentativi di cattura, che si oppone come può al ristabilimento di un ordine sociale, di un assetto del territorio e delle attività che lei non ha deciso.

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Evade e muore investita

Ecatepec (Messico), 2008
L’inserviente le porta da mangiare e lei, Indra, ne approfitta per fuggire dal circo. Sfonda una porta di metallo ed è libera. Girovaga nei quartieri vicini e purtroppo finisce in autostrada dove viene investita da un bus. Muore anche il conducente. Anche gli animali agiscono, con le loro ribellioni, con le loro evasioni.

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QUI la notizia (foxnews.com)

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Janet, storia di una ribelle

Nel 1965, nel sud-est asiatico, una cucciola di elefante viene rapita, strappata alla sua famiglia e ridotta in schiavitù. Portata  in Usa, diviene proprietà del ‘great american circus’. Qui subisce la sorte intollerabile di tanti altri elefanti schiavi: la solitudine, le torture, la prigionia, i lavori forzati, i continui spostamenti sui tir. Janet è costretta a girare lungo il ring del circo trasportando degli umani. Per loro l’euforia di un’esperienza ‘eccezionale’, per lei l’ossessionante ripetizione di tutta una vita. Prova più volte a ribellarsi: durante uno spettacolo in Pennsylvania si rifiuta di obbedire e colpisce il domatore. Questo, in risposta le infila l’ankus (bastone uncinato indiano tipico per il dominio sugli elefanti) in un orecchio e in occhio. Sabato 1 febbraio 1992 il circo è attendato a Palm City (Florida). Janet è bardata come al solito, gli strumenti di costrizione ben occultati. Le fanno salire sulla schiena una donna e altri cinque ragazzini. Ci sono circa 1000 spettatori e un gruppo di animalisti sta presidiando il circo. Janet comincia a dondolarsi, poi inizia a colpire la gabbia di ferro che la separa dal pubblico. Qualche commentatore dirà che è arrivata all’estremo della sopportazione. Si leva il rumore assordante del ferro sconquassato e delle grida di terrore. I tentativi di calmarla la rendono ancora più furibonda, spinge con tutto il suo peso contro la barriera. Urlano alla donna di non gettare a terra i bambini che potrebbero venir calpestati. Un agente che si trova nelle vicinanze accorre e cerca di prenderli per le gambe, ma è lui ad essere afferrato da Janet che lo lancia a dieci metri di distanza e poi gli si avventa contro. Mentre gli inservienti riescono a sottrarlo alla sua furia, l’elefantessa abbatte la recinzione e inizia a correre, sola, verso l’esterno. Cercano di spingerla su un furgone, ma lei lo sfonda, si ferisce, sanguina. Individua un gruppo di inservienti e sembra indirizzare la sua rabbia proprio verso qualcuno di loro, li calpesta, ma ci saranno solo feriti. Da terra raccoglie l’ankus, lo brandisce. Saranno 47 proiettili a fermarla, mentre la gente grida di non sparare. E ci vorrà un’arma militare per finirla.

L’agente responsabile della sua morte, cosciente della nefandezza compiuta, ne è tuttora ossessionato. Ma ad uccidere Janet, a permettere che per denaro si facesse scempio della sua vita, è stata quella visione antropocentrica del mondo che, per poter continuare a reificare gli animali, continua ad ergere gli umani al di sopra di loro.

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(Fonti: www.counterpunch.org, www.waterforelephants.com)

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Un toro evade saltando la recinzione

Rovigo, giugno 2014
Salta la recinzione ed evade dall’allevamento, ma la Transpolesana taglia la sua strada.Viene sedato e ricatturato.
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QUI articolo e galleria fotografica (ilrestodelcarlino.it)

Sempre a Rovigo, il mese prima altri quattro tori erano riusciti a fuggire.

QUI la notizia (ilrestodelcarlino.it)

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Tre mucche evase freddate dai cecchini della polizia

Norwich, Norfolk (UK), ottobre 2014

Tre mucche evase da una riserva forse mentre si cerca di caricarle su un camion, vengono inseguite dalla polizia che blocca le strade sorvolando anche con gli elicotteri. Due di loro vengono presto uccise dai cecchini per “interesse della sicurezza pubblica”. La terza riesce a scappare per parecchie ore, poi viene freddata in un bosco. Si levano le proteste di chi, allibito, ha assistito alle sommarie esecuzioni, e della Peta.

nella foto, la terza mucca uccisa

nella foto, la terza mucca uccisa

QUI LA NOTIZIA E IL VIDEO
(fonte: Daily Mail Online)

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Attacco di un dromedario reduce da prigionia nel circo

Messico, ottobre 2014

Non sono chiare le circostanze in cui un dromedario ha  attaccato e ucciso pochi giorni fa giorni fa uno dei fondatori  di un parco ecoturistico nei pressi di Tulum.
L’animale , arrivato da pochissimo   nel Tulum Monkey Sanctuary,è in uno stato di forte stress. Precedentemente  si trovava in condizione di schiavitù nel circo di Merida.

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Qui la notizia

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