Vecchi e nuovi paternalismi…

cesaireChi si batte per una visione non paternalistica della lotta degli animali per la propria liberazione non può non essere colpit* dal modo in cui il paternalismo si è espresso in altri momenti storici, e in riferimento ad altri contesti di lotta, ma soprattutto dalle critiche che emergevano contro questa arroganza.

Questo è quello che Aimé Césaire, nel Discorso sul colonialismo, risponde a Pierre Goruou, geografo francese, che sosteneva l’incapacità dei popoli coloniali a liberarsi da soli:

Devo forse dire che è dall’alto della sua posizione che questo illustre scienziato scruta con arroganza le popolazioni indigene, “le quali non hanno mai preso parte” allo sviluppo della scienza moderna? E che dal suo punto di vista, l’emancipazione dei paesi tropicali non avverrà mai grazie allo sforzo di queste popolazioni, né grazie alla loro lotta di liberazione per la vita, ovvero alle loro lotte quotidane per  la libertà e la cultura, ma grazie al buon colonizzatore? La legge in questo senso è molto chiara: “solo elementi culturalmente preparati, nelle regioni extratropicali, possono assicurare e assicureranno il progresso delle regioni tropicali verso una popolazione più numerosa e una civiltà superiore” [1].

Più avanti, Césaire riporta il pensiero di Octave Mannoni, psicanalista francese, e lo commenta così:

Ecco invece la diagnosi di Mannoni: “Il Malgascio non tenta nemmeno di concepire una simile situazione di abbandono. Egli non desidera né autonomia personale, né libera responsabilità”. (Del resto, sono cose risapute. Questi negri non immaginano nemmeno cosa sia la libertà. Non la desiderano, né la rivendicano. Sono gli agitatori Bianchi che gliela ficcano nel cervello. E se noi gliela concedessimo non saprebbero che farsene) [2].

 

[1] Aimé Césaire, Discorso sul colonialismo, trad. it. di L. Di Genio, ombre corte , Verona 2014, p. 78.

[2] Ibid., p. 82.

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Un urlo senza suono

Turi (BA), ottobre 2014
Gettata viva nella spazzatura. L’apertura del sacco ha fatto irrompere il suo urlo fatto di silenzio, emesso attraverso il becco tagliato e spalancato ed il collo disperatamente proteso verso la luce.
Non ce l’ha poi fatta a sopravvivere, ma la sua richiesta di aiuto continuerà a risuonare.
gallina4
(fonte: http://www.geapress.org/animali-in-emergenza/turi-ba-lurlo-della-stupida-gallina/56449)

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Scimmia latitante

Osnabrueck (Germania), settembre 2013

Germania,una scimmia fuggita da zoo sui tetti di Osnabrueck

Lo scatto riprende sul tetto di una casa di Osnabrueck una scimmia evasa da quattro giorni dallo zoo e poi a lungo latitante.
(fonte: www.bluewin.ch/it)

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Ribellione durante la corrida

Perù, giugno 2014

Questo toro, già ferito durante la corrida, riesce a fuggire.

Nel video che segue, la sua ribellione. (dailymotion.com)

http://www.dailymotion.com/video/x1zrwaw_scappa-toro-impazzito-panico-in-peru_news

 

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Corpi che resistono

Tsava National Park (Kenya), ottobre 2014

Un elefante viene colpito dalla freccia avvelenata dei bracconieri.

In questa sequenza fotografica (corriere.it),  la sua resistenza, la sua lotta mentre i veterinari accorrono al suo fianco.

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Di morsi e calci

Abbiamo riflettuto abbastanza sui morsi, i calci, le sgroppate?

Siamo sicuri di essere poi tanto lontani dal considerare i non umani solo macchine istintuali?

Di seguito un video con attacchi non troppo cruenti.

(da YouTube, animal attacks)

 

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11 ottobre a Milano: antispecist* al corteo No Expo

da: antispefa.noblogs.org

CORTEO NOEXPO
Sabato 11 ottobre 2014 h 15.00 a Milano
Sabato 11 ottobre, a Milano, sfilerà un corteo organizzato dalla rete Attitudine NoExpo come momento di protesta nei confronti del grande evento milanese.
Alcune individualità antispeciste, antirazziste e antifasciste hanno deciso di parteciparvi esplicitando in uno spezzone del corteo la loro posizione nei confronti di ciò che Expo rappresenta: un pericoloso strumento neoliberista che ambisce a generare profitti e instaurare modelli di governance sulla pelle di uomini, di animali e del pianeta.
Si invitano pertanto a partecipare tutti gli antispecisti e tutte le antispeciste che, fatto proprio il collegamento tra la lotta di liberazione animale con le altre lotte di liberazione umana e della Terra, hanno deciso di:
  • Non credere al capitalismo che, coinvolgendo onlus e reti di volontariato e parlando di “risorse”, si definisce sostenibile per cercare consenso e legittimità.
  • Rifiutare il claim di Expo “Nutrire il pianeta” perché basato su schiavitù, sofferenza e morte e denunciare la retorica del “benessere animale” di partner quali Coop, Slow Food e Eataly.
  • Sbugiardare partner come Nestlè, Coca-Cola, DuPont e Selex Es, perché attivi nella distruzione del pianeta, nella ricerca bio-tech, nella produzione di OGM e nel controllo militare e nel controllo delle vite.
  • Opporsi alla devastazione della natura e degli habitat che Expo porta con se’.
  • Denunciare le opere “connesse” al grande evento -come TEEM, Pedemontana e Brebemi- e additare come corresponsabili quelle società che contribuiscono alla trasformazione imposta ai territori. Tra queste figura DHL, società che opera anche nel trasporto di primati utilizzati per la vivisezione e contro cui si è sviluppata una campagna internazionale di liberazione animale chiamata “Senza ritorno” (“Gateway to hell”).
  • Rifiutare l’appoggio a Expo in ogni sua sede e modalità perché non esiste liberazione se non operiamo contro ogni forma di dominio e di controllo sulle esistenze.
Per “nutrire il pianeta”, cioé per garantire un futuro agli esseri viventi e alla Terra, non abbiamo bisogno di Expo, ma della fine della schiavitù umana e non umana.
Ci vediamo in corteo a Milano sabato 11 ottobre, con partenza alle 15.00 piazza Duca d’Aosta (Stazione Centrale).
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…ed è subito da uccidere

Correzzola (PD), agosto 2013

Dopo solo due ore e mezzo dalla fuga, il toro evaso da un allevamento viene freddato.

Qui la notizia (Il Mattino di Padova)

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Lo bloccano col filo elettrificato

Como, giugno 2014

Gli hanno chiuso il mondo attorno. Per questo torello evaso da un allevamento in cerca di spazi liberi, solo una nuova gabbia su misura.

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Qui la notizia (fonte: la provinciadicomo.it)

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Un cervo evade dallo zoo di Ravenna

ottobre 2014

Dopo i lama, nel giro di pochissimi giorni anche un cervo riesce ad eludere la sorveglianza e ad evadere dallo zoo.

Qui la notizia (fonte: Ravenna24ore.it)

 

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