1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 03 Mar 2019 12:50 am

Pesci in fuga dagli allevamenti intensivi in mare.

Costa Iblea, Siracusa, febbraio 2019.

Gabbie fatte di reti, gremite, asfissianti. “Quello che produciamo noi – dicono gli allevatori – è il pesce del futuro, visto che quello libero ormai si trova sempre meno”.

Ma non appena  la sproporzione di forze si riduce (in questo caso la rottura degli argini degli allevamenti), la volontà degli animali emerge senza nessuna esitazione.

Articolo

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 02 Mar 2019 01:34 am

La forza della disperazione.

Gragnano Trebbiense PC, 28 febbraio 2019.

Un giovane manzo scappa dal camion fermo davanti al macello. Partecipi anche  le parole del quotidiano on line che ne dà la  notizia : “L’animale, dopo la corsa verso la libertà e la vita, era sfinito e più volte si è sdraiato per riposarsi ma ogni volta che qualcuno si avvicinava per catturarlo trovava le forze per scappare e percorrere ancora qualche metro.“ Dopo diverse ore è stato catturato e riportato al macello. Ma i suoi occhi continuano a guardarci.

 

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 28 Feb 2019 12:01 pm

Una piccola storia a lieto fine

Frullo durante la fuga

 

Ogni tanto, una storia a lieto fine.

Alcuni giorni fa ci contattano alcune persone che, durante un soggiorno presso una cascina nel nord Italia, hanno trovato un tacchino che vaga nei dintorni.

Frullo (così lo hanno chiamato) sta bene, sulle prime non si fa troppo avvicinare, ma sembra in buona salute.

Chiedendo alle persone del luogo, emerge che è certamente scappato dal vicino allevamento intensivo: non è la prima volta che qualche tacchino riesce a fuggire, dicono.

Dopo un po’ di telefonate, troviamo una volontaria della zona che si attiva immediatamente per avvicinarlo prima che possa essere ritrovato dai gestori dell’allevamento, e riesce a portarlo via verso il posto in cui ora vive, un luogo in cui non sarà mai utilizzato per farne cibo e potrà godere della compagnia di altri animali e della cura degli umani che vi abitano.

Purtroppo, Frullo è solo uno dei tanti reclusi in quell’allevamento e negli allevamenti intensivi (e non), ed è uno dei pochi che ce l’hanno fatta. Per lui, però, questo significa letteralmente tutto.

1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni 21 Feb 2019 12:53 pm

Un’altra mucca in cerca di libertà.

Truro, Nuova Scozia(Canada), 14 febbraio 2019

Si è messa a correre per le strade, nei cortili fino ad arrivare al fiume ghiacciato. Qui l’hanno catturata e ricondotta nella sua prigione.

Articolo di ctvnews.ca

1 - storie di rivolta &approfondimenti 21 Feb 2019 10:15 am

Dissociat*, infam* eppur frocie!

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Dissociat*, infam* eppur frocie!
A proposito di violenza e anormalità dentro il corteo contro lo sgombero dell’Asilo e gli arresti.

 

È l’alba del 7 febbraio a Torino, quando Chiara Appendino e la sua giunta pentastellata si assumono la responsabilità politica di sgomberare militarmente l’Asilo, occupato da 24 anni. Sei compagn* arrestat* con l’accusa di Associazione sovversiva per la lotta contro i Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio de* migrant*). Chiara Appendino e la sua giunta: gli stessi che da anni portano avanti una profumata opera di ”lavaggio rosa” dichiarandosi amici di una supposta Identità lgbtq*ia+, per legittimare quella guerra ai poveri chiamata riqualificazione delle periferie. Con questa strategia di governo, a Torino come altrove, il Comune elargisce diritti ai “cittadini gay” per ripulirsi l’immagine ed oscurare la propria violenza contro poveri, reietti e fuorilegge. Riconoscimento in cambio di supporto politico, assimilazione in cambio di silenzio: a Torino la Normalità Gay – quella bianchissima, borghese, sposata, satolla di soldi, documenti e diritti – ripulisce l’immagine di sfratti, sgomberi, deportazioni e arresti a 5 stelle. Privi di qualunque carica sovversiva, corpi un tempo considerati “anormali” sono oggi complici attivi dei padroni di questa città.

….

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1 - storie di rivolta &2 - allevamenti e macelli &8 - ribellioni 17 Feb 2019 10:01 am

Si ribella alla mungitura

Novara, 15 febbraio 2019

Una mucca ha aggredito l’allevatore facendolo finire in ospedale. Si è ribellata al furto del suo latte. In questo periodo in cui il latte che scorre sull’asfalto delle strade dà risalto al  dramma dello sfruttamento dei corpi altrui, la sua reazione risuona come l’eco di migliaia e migliaia di voci.

QUI l’articolo

2 - allevamenti e macelli &7 - evasioni &8 - ribellioni 09 Feb 2019 12:57 am

Visoni liberi, davanti all’allevamento del presidente di Federfauna.

Villadose (RO), 8 febbraio 2019

Attenzione – si scrive nell’articolo- sono malefici, carnivori, aggrediscono e…mordono!! Tutta la nostra solidarietà.

“Visoni liberi: aggrediscono le persone”

 

approfondimenti 01 Feb 2019 01:00 pm

Sull’occupazione del mattatoio di Torino – un’intervista

 

Intervista a Paola Canonico sull’occupazione del mattatoio di Torino

A cura di Resistenza Animale

 

Ciao, cominciamo dall’azione in sé. È stato difficile stare lì e resistere per diverse ore? Come ti sei sentita?

Sì, i mattatoi sono ovviamente luoghi orrendi. Già solo averli concepiti è una follia. Non era la prima volta ma non è mai facile: l’odore di sangue rappreso, le gabbie contenitive, gli strumenti usati per uccidere, i pungoli elettrici. I segni delle cornate lungo il corridoio della morte, a diverse altezze, da cui potevi dedurre l’età degli animali, le strisciate lungo i muri, le mattonelle rotte a testate. I macchinari sono già orrendi, ma i segni della resistenza animale sono ancora peggiori. E quando smetti di notare queste cose perché inizia l’azione e sei incatenata ad altr* compagn*, e realizzi che tutto avviene davanti agli animali che aspettano in coda, è ancora peggio. Il dolore e la rabbia sono disarmanti, in tutte quelle ore hai molto tempo per metterti nei loro panni, immaginarti vitello, maiale, e per comprendere fino in fondo tutta l’efferatezza che si consuma i quei luoghi. La fortuna è che non sei sola, la solidarietà tra persone di differenti nazionalità che non si conoscono e non si sono mai viste è stata commovente, chi era alla sua prima azione è stat* curat*, incoraggiat*, protett+ dai colpi. E posso dirlo senza timore di essere troppo melensa, quella notte siamo stat* la migliore versione di noi stess*, eravamo uman*. E non vedo l’ora di ritrovarl*.


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1 - storie di rivolta &3 - circhi &7 - evasioni 01 Feb 2019 10:55 am

L’elefante denuncia

Napoli, 31 gennaio 2019

Un elefante evaso dal circo, con la sua presenza in strada ha fatto così scrivere sul Mattino:

«Ancora una volta è stato dimostrato come sono infelici gli animali nel vivere nei circhi. Appena possono fuggono. A questo povero elefante – dichiarano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il commissario del Sole che Ride di San Giorgio a Cremano Salvatore Petrilli – non è parso vero di essere finalmente libero. Bisogna vietare i circhi con animali che sono una vera vergogna retaggio di un passato che non ha più motivo di essere. Far nascere e crescere animali che dovrebbero stare in ambienti totalmente diversi e spaziosi per fare soldi e per divertimento facendoli vivere una brutta vita in cattività è oramai inaccettabile. Abbiamo chiesto alla Asl di verificare urgentemente lo stato di salute di tutti gli animali del Circo e le norme di sicurezza e di verificarne anche la chiusura. Non solo l’elefante poteva farsi male ma correva il rischio di fare dei danni a cose o anche persone. Al Parlamento chiediamo di approvare in via definitiva la norma che preveda per i circhi che operano sul territorio italiano solo spettacoli senza animali».

Qui l’articolo (mattino.it)

 

 

 

approfondimenti 30 Gen 2019 05:03 pm

Un recinto al confine per fermare i cinghiali

 

 

Dal National Geographic:

“A Padborg, al confine tra Danimarca (sinistra) e Germania (destra), è stato allestito un recinto per impedire ai cinghiali di attraversare il confine. La misura è stata adottata nel tentativo di evitare la diffusione della febbre suina africana.”

Leggi l’articolo su NG

 

 

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