Padova

Padova, 3 aprile 2020

Di estraneità e solitudine…
(invio privato)

Cinghiale a Padova

Padova, 3 aprile 2020RI-PRENDERSI GLI SPAZI#riprendersiglispaziestraneità e solitudine…

Gepostet von Resistenza Animale – storie di schiavi ribelli am Samstag, 4. April 2020

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Sirmione

Sirmione (BS), marzo 2020

Di solito le viuzze del centro sono talmente affollate di umani che quasi non si riesce a camminare. E le anatre se ne stanno fra le canne, confinate negli altri spazi per loro sicuri. Fanno parte del “paesaggio”, sono una nota di colore lacustre. Ora il loro spazio si è allargato! La popolazione delle anatre di Sirmione si sposta, sconfina!!! Alleghiamo una foto inviataci da una abitante di Sirmione.

 

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Ora ce ne accorgiamo

Roma, 30 marzo 2020

Ora ce ne accorgiamo, ma ci sono sempre stat*…

QUI l’articolo (ilmessaggero.it)

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500 maiali rompono il recinto

Salemi (TP), 27 marzo 2020

Centinaia di maiali sono riusciti a rompere il recinto dell’allevamento e hanno percorso strade, sono entrati nei giardini… Non si sono certo lasciati morir di fame all’interno dell’allevamento!

QUI per vedere i video e per leggere la notizia (Fonte: trapanisi.it)

 

 

 

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Le tartarughe marine di Rushikulya

India, 30 marzo 2020

Surreale da mozzare il fiato…

«[…] Le Olive Ridley sono una specie di tartaruga marina in via di estinzione, classificata dallo IUCN come “vulnerabile”, minacciata soprattutto da plastica e rifiuti oltre che dal commercio illegale di uova.  Le coste di Odisha rappresentano il più grande sito di nidificazione di massa per questa specie: secondo l’Odisha Wildlife Organization (OWO)quasi il 50% della popolazione mondiale di queste rare tartarughe arriva su queste due spiagge indiane per deporre le proprie uova. E proprio questo le ha rese meta di centinaia di turisti e bracconieri.

Il lockdown adottato anche dall’India, ha permesso, come da tempo non succedeva, alle creature di riprodursi nelle migliori condizioni . Anche se la loro presenza era attesa, migliaia di esemplari si sono riversati in meno di una settimana lungo la spiaggia di Rushikulya.

Il 22 marzo verso le 2 del mattino, circa 2.000 femmine sono uscite dal mare avvicinandosi alla battigia, come ha raccontato Amlan Nayak, che si occupa della loro tutela.»

Qui la notizia:

Coronavirus, senza turisti e bracconieri le tartarughe tornano in massa a nidificare indisturbate sulle coste indiane

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Il tasso a Firenze

Firenze, 28 marzo 2020

QUI il VIDEO

 

 

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L’aquila reale in pianura

Verona, 26 marzo 2020

Un esperto l’ha avvistata ad Avesa (Vr), alle porte della città: «Dagli spot bianchi presenti sul sopra ala, dalla banda terminale scura della coda dallo specchio alare chiaro, sono riuscito a determinare che si trattava di un soggetto nato lo scorso anno. Nel veronese è nota la presenza di coppie di aquile reali sia in Lessinia che sul monte Baldo e probabilmente questo soggetto, così giovane, è da considerarsi un erratico, un esploratore di nuovi territori ed è per questo che si è spinto fuori dal suo areale tipico, in genere caratterizzato da alte cenge rocciose dominanti prati e pascoli situati fra gli 800 e i 2400 metri di quota». Colombacci e cornacchie grigie erano intenti a cacciare l’intruso dal loro territorio.

Qui  l’articolo (www.larena.it)

 

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L’airone in giardino

Jesi, 24 marzo 2020

Qui l’articolo. In realtà gli animali non sono tanto lontani, evidentemente.

JESI / L’airone cinerino si posa in centro, la riscossa della natura

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Lupi a Fosso Grande

Pescara, 23 marzo 2020

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Natura comune

Genova, 25 marzo 2020

Se le strade vuote di queste settimane inducono alla narrazione romantica del ritorno della “Natura“, allora siamo decisamente fuori strada. Perchè ci piace tanto questo mito del ritorno che sa tanto di eterno? Di una natura che ci perdona sempre tutto, che vive di vita propria, rassicurante e benignamente comprensiva comunque, Madre o Matrigna che sia?

Che alibi ci consente questa distanza? Possiamo proseguire con le malefatte della civiltà capitalista perchè la natura continua, da qualche parte, ad essere sfondo puro  e incontaminato? Ci permette forse di scoprire che, sotto la patina devastante, i colori del quadro rimangono intatti? Oppure noi siamo all’interno del quadro e la natura è l’artefatto di Dorian Gray?

In rete abbondano le foto e i video degli scenari delle città deserte popolati da presenze davvero insolite: delfini nei porti, lepri nei parchi, anatre che nidificano sui pontili e nelle fontane. Proprio quest’ultima situazione in realtà così insolita proprio non è. Con l’arrivo della primavera, le anatre compaiono sempre anche negli specchi d’acqua cittadini, ma di solito non andiamo oltre il sorriso strappato da una situazione che ci pare un po’ buffa. Se ci fosse sempre il silenzio che avvolge le città durante queste giornate di pandemia, sentiremmo  con chiarezza il ritorno degli uccelli. Anche i cinghiali, ora presenza salutata con simpatia, fanno talvolta irruzione nei perimetri urbani, ma ‘normalmente’ scattano panico ed emergenza. I nostri territori antropizzati, l’invasione assordante delle automobili, la devastazione dello sfruttamento e dell’inquinamento spingono via le presenze terrestri che non siano umane. 

Le dinamiche di respingimento in realtà ci sono ben note e non riguardano certo solo gli animali: non tutt* gli umani hanno il titolo di cittadini del mondo… È un titolo che si dà e si toglie all’occorrenza. E le zone marginali in cui vogliamo confinat*  chi non ha “diritto di cittadinanza” a volte si sovrappongono al traffico e al viavai, con le loro pareti di cartone, estraneità, diffidenza o fatte di ferro e mattoni. Fatte della nostra incapacità di riconoscere modi ‘diversi’ di abitare il mondo o di pensarlo come uno scenario aperto, come un territorio su cui le vite, semplicemente, scorrono… Eppure, nonostante il nascondimento e anzi, spesso proprio grazie a questo, ogni vita r-esiste. Da un altro spazio sovrapposto e insospettato, si annusa l’aria in attesa di riprendersi il proprio pezzetto di mondo. Appena la presenza umana si ritrae, le altre vite si rivelano dove sono sempre state: sotto un albero o ad annaspare sotto le acque rese torbide o in là quel tanto per non finire stritolati da un’elica o da migliaia di ruote.

Non c’è la natura che ritorna… e se,come dice Donna Haraway, “la natura è un luogo comune”, nel doppio senso secondo cui non esiste come realtà staccata ma dev’essere il luogo della convivenza e dell’intessere relazioni,  allora questi sono giorni in cui si rivela proprio per quello che è. Si rivela perchè ne siamo immers*.

Come si diceva, a Genova si incontrano spesso i cinghiali. QUI un articolo e il meraviglioso video girato esattamente un anno fa, giorno più giorno meno:

E qui, oggi: https://www.primocanale.it/notizie/con-la-citt-vuote-per-il-coronavirus-gli-animali-si-impossessano-delle-strade-217579.html

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