Una mucca si rivolta e aggredisce l’allevatore all’interno di un frigomacello.

Gangi (PA), 27 luglio 2020.

Nell’articolo si legge che “tradendo la sua attitudine mansueta”(SIC!)  una mucca ha aggredito l’allevatore che la stava conducendo dentro il macello. “Tutto è accaduto in pochi attimi: l’uomo stava scaricando l’animale dal suo camion per condurlo nelle sale di macellazione, quando improvvisamente è stato caricato. La mucca lo ha scaraventato contro il mezzo e l’uomo rovinato a terra ha perso conoscenza dopo aver battuto violentemente il capo”. L’uomo ha ripreso conoscenza. Sul posto sono arrivati i carabinieri del corpo forestale che  non hanno perso tempo: hanno ammazzato la mucca che nel frattempo era scappata nelle campagne.

Si pretende sempre docilità e obbedienza dai prigionieri, si dà per scontata, anche quando l’aria è pregna dell’odore di morte.

Mucca aggredisce allevatore di Castelbuono: perde i sensi, trauma cranico

Posted in 1 - storie di rivolta, 2 - allevamenti e macelli, 7 - evasioni, 8 - ribellioni | Tagged , , | Leave a comment

“Bande ” di macachi si impadroniscono della città

Lopburi, Thailandia.

Prima sfruttati per attirare i turisti, ora, ai tempi del coronavirus, in cerca di cibo in città perchè meno visitatori significano meno cibo. Un altro effetto collaterale del covid-19.

Un cinema abbandonato è diventato il loro  quartier generale. Lì vicino, il proprietario di un negozio espone giocattoli di tigre e coccodrilli impagliati per cercare di spaventare le scimmie, che rubano regolarmente bombolette di vernice spray dal suo negozio.

Nessuno a Lopburi sembra ricordare un tempo senza le scimmie ma, anche per colpa del cibo spazzatura dato loro dai turisti, sono quasi raddoppiate in tre anni. I residenti si sono presi la briga di nutrire i macachi per prevenire gli scontri dovuti ad una convivenza che sembra sempre più difficile. Taweesak Srisaguan, il proprietario del negozio a Lopburi, ha detto che, nonostante la sua giostra quotidiana con questi animali,  gli mancheranno se vengono spostati. “Sono abituato a vederli passeggiare, gridare per strada” – dice – “Senza di loro, sarei sicuramente solo.”

Articolo

Posted in 1 - storie di rivolta, 8 - ribellioni, ri-prendersi gli spazi | Tagged , , | Leave a comment

Tilda significa combattente

Santuario delle mucche Villa Kuhnterbunt, CH, giugno 2020.

Alcuni passanti l’hanno vista scavalcare il passaggio di contenzione verso il mattatoio e hanno avvisato un rifugio per animali, non la polizia. Bella mossa!

Ora Tilda è in salvo. 

Articolo:

Switzerland: Tilda escapes death in the slaughterhouse

Posted in approfondimenti | Leave a comment

M49 – Orso resistente

L’orso chiamato dalle autorità M49, colui che, già catturato nel luglio dello scorso anno, in poche ore era evaso dalla sua prigione scavalcando un recinto considerato dagli esperti “a prova di orso” (ha scavalcato infatti una barriera di 4 metri e tre recinti tra i 7.000 e 9.000 volt), colui che ha resistito agli inseguimenti e agli appostamenti per mesi, percorrendo centinaia e centinaia di chilometri in totale solitudine e libertà, come un orso dovrebbe e vorrebbe fare, è stato di nuovo catturato pochi giorni fa, e di nuovo condotto alla prigione da cui era evaso: il Casteller,  un centro di recupero per fauna selvatica gestito dall’Associazione Cacciatori Trentini.

Foto di M49 dietro alle sbarre

Il recinto “a prova di orso” è stato sostituito da pannelli in plexiglass. L’Orso Resistente, a detta dei suoi carcerieri cacciatori, si sta abituando alla sua “casa”, è nutrito a dovere e “non dovrebbe sentire il bisogno di muoversi più di tanto” (peccato che, a titolo di esempio, sia in grado di percorrere in meno di un mese 100 km, come del resto ha fatto). Quasi che possano bastare pochi giorni e cibo in abbondanza per cancellare quel che egli è stato ed è: un ribelle, e un orso.
Su queste montagne, di orsi nei secoli scorsi ce n’erano a centinaia. Ma sono stati massacrati, fino all’estinzione. Il loro territorio distrutto dal disboscamento e dalla crescita dei pascoli e degli allevamenti. Negli anni Novanta di orsi non ne esistevano quasi più. Fu allora che venne ratificato il progetto Life Ursus, con il fine di implementare la biodiversità, reintrodurre gli orsi lungo l’arco alpino, riportare su questi monti la vita selvatica.

Peccato che gli animali selvatici abbiano la pessima abitudine di comportarsi di conseguenza. Non sono peluche, non sono gli animali depressi e tristi che vediamo negli zoo, resi inoffensivi dalla rassegnazione e dalle sbarre. Peccato che la montagna sia di per sé foriera di pericoli: ci sono i burroni, ci sono le vipere, i temporali improvvisi, gli insetti velenosi, i cinghiali, i lupi, gli orsi. La montagna non è un giardino zoologico, ove andare a provare il brivido del contatto con “la natura”, ma al sicuro dai pericoli della natura stessa. Che poi, l’Orso Resistente (per le autorità M49) è davvero così pericoloso? In un anno i suoi crimini sono stati: aver spaventato dei pastori appoggiandosi alla loro roulotte, essere entrato in qualche baita e malga vuote in cerca di cibo, aver ucciso, per mangiare, qualche decina di animali (animali lasciati incustoditi da chi ne piange la morte e reclama vendetta, oltre che i rimborsi regionali, e destinati comunque da costoro ad essere ammazzati da lì a poco).

I cacciatori umani (come quelli che ora lo tengono prigioniero), in una sola stagione (2019-2020) hanno ucciso quasi cento persone, e – si stima – qualcosa come 460 milioni di altri animali.
Per divertimento.

L’Orso Resistente, da parte sua, vuole solo vivere da orso, in quella che dovrebbe essere la sua terra, dove i suoi progenitori sono stati portati per ridare vita ad una natura depredata e depauperata.
Ed è lì che deve tornare. Ora.

Resistenza Animale – https://resistenzanimale.noblogs.org

Posted in 1 - storie di rivolta, 6 - altri luoghi di detenzione, 7 - evasioni | Tagged , , , , , , | Leave a comment

Resistenza finale

Roma, 29 aprile 2020

Nel macello del Prenestino un toro ha scatenato la sua furia disperata contro uno degli addetti alla macellazione e l’ha gravemente ferito. Nessun sangue dovrebbe scorrere sui pavimenti.

QUI l’articolo

Posted in 1 - storie di rivolta, 2 - allevamenti e macelli, 8 - ribellioni | Tagged , , , | Leave a comment

Agnellino fuggito

Chions (UD), 7 aprile 2020

Era nei campi, fuggito dall’allevamento. Ora è stato adottato da una famiglia.

QUI l’articolo (messaggeroveneto.it)

Posted in 1 - storie di rivolta, 7 - evasioni | Tagged , , , , | Leave a comment

Padova

Padova, 3 aprile 2020

Di estraneità e solitudine…
(invio privato)

Cinghiale a Padova

Padova, 3 aprile 2020RI-PRENDERSI GLI SPAZI#riprendersiglispaziestraneità e solitudine…

Gepostet von Resistenza Animale – storie di schiavi ribelli am Samstag, 4. April 2020

Posted in 1 - storie di rivolta, ri-prendersi gli spazi | Tagged , , | Leave a comment

Sirmione

Sirmione (BS), marzo 2020

Di solito le viuzze del centro sono talmente affollate di umani che quasi non si riesce a camminare. E le anatre se ne stanno fra le canne, confinate negli altri spazi per loro sicuri. Fanno parte del “paesaggio”, sono una nota di colore lacustre. Ora il loro spazio si è allargato! La popolazione delle anatre di Sirmione si sposta, sconfina!!! Alleghiamo una foto inviataci da una abitante di Sirmione.

 

Posted in 1 - storie di rivolta, ri-prendersi gli spazi | Tagged , , | Leave a comment

Ora ce ne accorgiamo

Roma, 30 marzo 2020

Ora ce ne accorgiamo, ma ci sono sempre stat*…

QUI l’articolo (ilmessaggero.it)

Posted in 1 - storie di rivolta, ri-prendersi gli spazi | Tagged , , , | Leave a comment

500 maiali rompono il recinto

Salemi (TP), 27 marzo 2020

Centinaia di maiali sono riusciti a rompere il recinto dell’allevamento e hanno percorso strade, sono entrati nei giardini… Non si sono certo lasciati morir di fame all’interno dell’allevamento!

QUI per vedere i video e per leggere la notizia (Fonte: trapanisi.it)

 

 

 

Posted in 1 - storie di rivolta, ri-prendersi gli spazi | Tagged , , | Leave a comment