Un elefante insolente

Selati Game Reserve,  Kruger Great Park, Sud Africa, 30 novembre 2021.

Ha sferrato un attacco furioso nel momento in cui due grosse autovetture, con una trentina di persone a bordo tra turisti, istruttori e tirocinanti  del vicino “EcoTrainig Center, si sono avvicinate al suo branco. Come usando una strategia ben definita, due elefanti si sono dappprima diretti verso il  veicolo di testa, attirando così l’attenzione e la bramosia turistica, quando un terzo, a sorpresa, ha caricato improvvisamete da sinistra rovesciando con le zanne l’automezzo.

Negli articoli di stampa viene descritto come violento, sessualmente aggressivo, addirittura insolente. Noi vediamo un animale fiero, disturbato da odori, rumori e fastidiose intrusioni umane. Le guide e gli istruttori del succitato EcoTraining – non per niente “eco”leader nell’industria dei safari – sembrano invece avere uno sgurado diverso.

(Articolo qui)

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Inky: storia di un polpo ribelle (crowdfunding per Ippoasi)

Segnaliamo una raccolta fondi per Ippoasi collegata a un bellissimo libro per bambinx, “Inky – storia di un polpo ribelle”, di Stefania Valenti.

illustrazione tratta dal libro. Su sfondo blu, in basso a destra si vede un polpo di spalle. Poco sopra la sua testa, una lampadina accesa. A sinistra, il testo recita: "Ma ehi! Io sono un polpo! / Tra i più intelligenti del mare! / E ora ti racconto come / soo riuscito a scappare!"

 

La storia di Inky, polpo fuggito da un acquario neozelandese è stata riportata anche dal nostro blog ed è ora diventata un libro per bambinx.

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Busto Arsizio – un asino e due mucche in fuga

Sono stati purtroppo catturati un asino e due mucche fuggite da alcuni terreni nella zona di Malpensa.l'immagine è un fotogramma del video ripreso dall'interno di un'automobile. Si vede un asino di spalle in mezzo a una strada urbana.

 

 

Qui l’articolo e il video.

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Brasile – mucca fugge dal mattatoio

La notizia è arrivata probabilmente ai mezzi di comunicazione perché Tobogã (questo il nome che le è stato dato dopo l’episodio), fuggita dal macello, è finita casualmente in un parco acquatico, dove è caduta in uno scivolo. nell'immagine, si vede uno scivolo di un parco acquatico. A metà dello scivolo, una mucca marrone scuro. Sullo sfondo, uno specchio d'acqua e il parco.

La notizia, infatti, viene data con le solite modalità macchiettistiche. Il video della mucca che scivola viene presentato come una specie di simpatica esibizione, mentre con tutta probabilità la protagonista sarà stata molto spaventata.

Ciononostante, l’episodio ha portato anche a mettere in luce questioni più serie, come l’impatto ecologico devastante degli allevamenti e la frequenza delle fughe dai mattatoi (entrambe menzionate nell’articolo). E soprattutto sembra che Tobogã si sia salvata: è stata “adottata” dal proprietario di un ranch della zona (non è chiaro, però, se verrà sfruttata o meno).

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Fuga per la sconfitta

Ripubblichiamo uno dei primi post in lingua italiana sulla resistenza animale, una testimonianza e una serie di riflessioni di Barbara X, pubblicate originariamente sul sito dongiorgio.it nel maggio 2011

Barbara X

Fuga per la sconfittafoto del volto di una mucca bianca (Teresa) in mezzo all'acqua

“Quasi nessun umano ha pietà per noi, nessuno ha empatia, nessun umano ha la minima comprensione per la nostra sorte, nessuno sente le nostre grida di terrore e dolore. E i pochi umani che hanno compiuto scelte etiche e di coscienza nei nostri confronti, vengono spesso derisi. E’ per questo che, disperata, ho abbandonato le mie compagne di sventura e ho tentato di fuggire dal mio destino. Non è vero che non senti nulla quando ti stordiscono, non è vero che non senti la sega mentre ti smembra pezzo a pezzo… Le ho viste con i miei occhi quelle già appese al gancio, a un passo dalla morte, dibattersi in un ultimo debole sussulto di dolore…”

Pochi giorni fa molti siti di informazione hanno battuto la notizia di una mucca fuggita da un allevamento, una mucca che, se gli animali potessero esprimersi come noi umani, molto probabilmente avrebbe pronunciato le parole con cui ho voluto aprire questo articolo. Ecco la notizia, trattata naturalmente con la penosa ironia che si conviene a fatti come questi (Blitzquotidiano.it):

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Achille, zebra in fuga, ucciso durante la cattura

Era fuggito dal recinto di un allevamento amatoriale vicino a Reggio Emilia, abbattendo un recinto di due metri elettrosaldato, rifugiandosi in una zona boschiva.

E’ stato però avvistato e recuperato dal proprietario che, con l’aiuto delle forze dell’ordine, lo ha sedato. Dopo alcune ore è morto.

Qui l’articolo de La Stampa con il video

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La (purtroppo breve) fuga di un pappagallo incatenato

Spezza la catena e vola via, purtroppo resta intrappolato su un albero e viene recuperato dai vigili del fuoco.

Qui l’articolo di BresciaToday

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M49 – Una storia di orsi e persone (podcast)

Segnaliamo una serie di podcast del Post che ricostruiscono la vicenda di M49 e delle sue ribellioni.

I podcast sono disponibili a questo link.

 

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Charlotte evade e trova aiuto

Neuvillette-en-Charnie, Bretagna (FR), giugno 2021.

Lei è Charlotte, una giovanissima maiala di 9 mesi, fuggita dall’infermeria di un allevamento dove si trovava in isolamento per una  brutta ferita alle orecchie causata dal morso delle altr* prigionieri*. Ha approfittato di una porta rimasta aperta sul retro e ha attraversato la strada cercando aiuto e solidarietà. Li ha trovati entrambi:

QUI l’articolo del Journal L’Alsace

“In Francia, 25 milioni di maiali sono tenuti chiusi negli allevamenti per la produzione di carne. Il 95% di loro viene ingrassato in allevamenti intensivi, senza accesso all’esterno.

Quasi tutti questi animali vivono su un terreno in cemento senza paglia né accesso all’esterno, mutilati (taglio della coda, castrazione dal vivo e digrignamento dei denti)le scrofe sono ingabbiate a densità tali che è difficile muoversi o muoversi. 

Sebbene possano vivere tra i 15 ei 20 anni, i maiali ‘da ingrasso’ vengono mandati al macello quando hanno 6 mesi. Le scrofe da riproduzione vengono tenute per circa metà della loro vita in gabbie individuali così strette che non consentono loro nemmeno di girarsi.”

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Cavallo si ribella durante la visita della Ministra

Un cavallo si ribella allo sfruttamento, trascinando la carrozza fino a farla a pezzi, liberandosene, in mezzo a due auto parcheggiate, per poi proseguire la fuga nella centralissima Piazza della Signoria a Firenze.

Dato che una delle auto danneggiate è quella della scorta della Ministra dell’Interno in visita proprio quel giorno, la ribellione fa notizia.

Anche se la fuga dura poco, un atto di ribellione è a volte in grado di riportare l’attenzione su una pratica di sfruttamento particolarmente odiosa, quella dei “fiaccherai” che, in modo simile alle botticelle romane, utilizzano i cavalli, spesso tenuti in condizioni tremende, per trainare delle carrozze per turisti in cerca di folklore.

Qui un articolo con il video della fuga

 

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