Agiscono insieme ed intimoriscono gli umani

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In Sud Africa,i babbuini sono diventati molto numerosi. Mettono in atto azioni di gruppo per far razzia nelle case di Città del Capo. Secondo un’attivista che le difende, sarebbe l’attuale diffidenza umana a rendere queste scimmie più aggressive di un tempo, quando la convivenza con loro non era considerata un problema.

Qui la notizia ed altre foto

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Intenzionalità nelle scimmie: scimpanzé prigioniero in uno zoo pianifica lanci di pietre contro i visitatori

Un primate astuto dimostra che gli esseri umani non sono gli unici animali capaci di ideare piani, di Coco Ballantyne MATHIAS Osvath , Current Biology , 9 marzo 2009

Fonte: Scientific American

Traduzione di Feminoska

 

Pensate che le persone siano le sole a poter pianificare il futuro?

Potreste cambiare idea nell’ascoltare la storia dello scimpanzé Santino, i cui attacchi premeditati ai visitatori dello zoo sono descritti oggi su Current Biology.

Quando Santino venne trasferito presso lo zoo di Furuvik, Svezia, nel 1983, all’età di cinque anni, era relativamente calmo e passivo – racconta a Scientificamerican.com l’autore dello studio, Mathias Osvath, studente di post-dottorato in scienze cognitive dell’Università di Lund, in Svezia. Ma quando il primate  raggiunse la maturità sessuale, all’età di 17 anni, divenne così aggressivo da uccidere l’ unico altro scimpanzé maschio allo zoo (stranamente, cinque anni prima, Santino aveva salvato la vita dello stesso compagno districando una corda da gioco che gli si era avvolta intorno al collo).

Poco dopo questo attacco fatale i guardiani dello zoo cominciarono a notare che Santino aveva preso l’abitudine di lanciare pietre contro i visitatori dello zoo, al sicuro dietro ad una recinzione alta 1 metro e mezzo. La recinzione era situata a circa nove metri dall’isola recintata degli scimpanzé, circondata da un fossato pieno d’acqua che impedisce agli scimpanzé (il cui numero è variato negli anni da quattro a sette individui di varia età e genere) di avvicinarsi.

Ogni giorno intorno alle 11, Osvath racconta, Santino inscenava una rappresentazione di dominanza (tipica degli scimpanzé maschi), che comportava urlare e correre trascinando rami. Il suo atteggiamento da macho suscitava le risate dei frequentatori dello zoo, fino a quando divennero bersaglio dei lanci di rocce di Santino. Ogni tanto lo scimpanzé prendeva una pietra e la lanciava verso la folla, facendola disperdere. Inizialmente, Santino lanciava solo una pietra per volta. Ma nel 1997, i guardiani dello zoo riferirono che la scimmia aveva iniziato a scagliare gragnuole di pietre.

I guardiani si chiedevano dove Santino si procurasse le  munizioni (non c’erano molte pietre da raccogliere sull’isola) e decisero di indagare.

Una mattina trovarono diversi mucchi di 3-5 pietre accuratamente disposte lungo il bordo dell’acqua. Sospettarono che Santino le avesse accumulate in previsione di scagliarle – e che provenissero dall’acqua del fossato, perché erano coperte di alghe. Per confermare i propri sospetti, un operaio dello zoo cominciò a sorvegliare gli scimpanzé tutte le mattine da un edificio che si affaccia sull’isola, e scoperse che Santino, l’unico del gruppo a lanciare pietre, scendeva abitualmente al fossato a raccogliere le rocce, disponendole poi in cumuli sulla riva del fossato. Andava a raccoglierle sempre prima delle 10, ora di apertura dello zoo, in modo che il suo arsenale fosse pronto per lo spettacolo delle 11.

Nel corso degli anni, l’operazione di Santino è diventata via via sempre più sofisticata, racconta Osvath, passando dalla semplice raccolta alla fabbricazione. E ‘ stato osservato staccare con le proprie mani pezzi di cemento sull’isola per modellare dischi delle dimensioni di un piattino da lanciare ai visitatori dello zoo. Negli ultimi dieci anni, i guardiani dello zoo lo hanno visto lanciare pietre in circa 50 diverse occasioni. Santino è riuscito a colpire una manciata di curiosi durante i suoi assalti, ma, fortunatamente, nessuno è rimasto ferito.

Osvath afferma che il comportamento di Santino dimostra che gli scimpanzé sono capaci – come le persone – di pianificare il futuro. “Non è spinto da un bisogno immediato fisico o fisiologico … [ ma ] … da un’idea del suo futuro stato mentale e fisiologico,” racconta. “E’ estremamente calmo quando raccoglie le pietre, mentre diventa molto agitato quando le lancia”. Questo indica che può diligentemente intraprendere azioni che lo prepareranno per eventi futuri.

Lisa Parr, primatologa al Centro nazionale di Ricerca sui primati della Emory University di Atlanta, Georgia, afferma che il lanciare pietre sia comune tra scimpanzé, gorilla e altri primati. Ma le pietre non sono le uniche cose che vengono lanciate.

“Ho visto scimpanzé defecarsi in mano, attendere, e poi gettare gli escrementi sulle persone” racconta, sottolineando che questo è solo un altro tassello nelle tante evidenze che dimostrano che gli scimpanzé pianificano  il futuro. “Vi sono testimonianze in letteratura che gli scimpanzé siano anche capaci di utilizzare piante medicinali” per curare le proprie malattie, e aggiunge che i ricercatori hanno osservato gli scimpanzé selvatici malati lasciare il branco per allontanarsi nel bosco da soli a mangiare alcune piante, che i chimici hanno dimostrato avere proprietà medicinali. Parr sostiene che anche alcuni uccelli sembrano in grado di pianificare azioni, facendo notare che quelli appartenenti alla famiglia dei corvidi sono stati osservati nascondere in segreto cibo dai loro amici pennuti.

Quanto a Santino, era ancora impegnato a scagliare pietre la scorsa estate, ma Osvath afferma che potrebbe aver smesso entro l’estate. Il motivo: lo zoo lo ha castrato, nella speranza di reprimerne l’aggressività.

 

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Evade sotto gli occhi dell’allevatore

Una mucca decisa ad evadere dalla stalla non si è lasciata riprendere dall’allevatore che l’ha rincorsa inutilmente. La sua disperata ricerca di una vita libera si è conclusa in modo tragico. A chi è inorridito di fronte alla sua uccisione, è stato riposto che, comunque, di lì a poco sarebbe finita al macello.

Leggi la notizia  (Gazzettino.it)

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Evasione dal presepe vivente

Una capretta del Minnesota, costretta a stare in un presepe, è riuscita a fuggire e, complice la mancanza di neve, a far perdere le proprie tracce.

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La vitellina Queenie

Questa vitellina è evasa del macello ed ha lottato disperatamente per salvarsi la vita. E ci è riuscita.

In questo video la storia di Queenie

 

Nella foto, un momento della sua fuga

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Shrek

In Nuova Zelanda, la pecora Shrek rifiutava di farsi tosare ed evase dalla fattoria nascondendosi nelle caverne vicine. La sua latitanza è durata ben sette anni. Quando, malata, l’hanno catturata e tosata, il suo vello pesava 27 Kg.

La storia e le foto di Shrek

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La pecora brasiliana che si infuria coi passanti

Guarda il video, davvero divertente, di una pecora che se la prende con tutti gli umani che incontra!

Altro che ‘subdola’! Questa pecora contraddice lo stereotipo che la vorrebbe remissiva…

Ogni singolo è, potenzialmente, uno schiavo ribelle.

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La falsa retorica della mucca mansueta

La retorica del ‘pio bove’ e della mucca mite e mansueta, nella realtà viene molto spesso smentita.
Le notizie di aggressioni delle ‘placide ed arrendevoli’ mucche riempiono i giornali.

Eccone alcune:

2000, Lodi
2010, Chieti
2010, Valle d’Aosta, Fenis
2012, Salerno
2012, Val Gardena
2013, Perugia
2013, Salerno, Cava de’ Tirreni
2013, Val Trompia, Brescia

… e l’elenco potrebbe continuare.

Naturalmente la stampa dà risalto alle vicende con conseguenze gravi per gli umani.
Tutti gli altri, infiniti atti di quotidiana rivolta delle mucche, rimangono rinchiusi nei pesanti silenzi delle stalle.

Unknown

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Furia improvvisa?

Nel dicembre 2013, una mucca si è scagliata contro l’allevatore entrato nella stalla, uccidendolo.

Leggi la notizia

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Una mucca aggredisce il lavorante

Una mucca di un allevamento milanese, oggi ha aggredito e purtroppo ucciso un lavorante rumeno. L’ha trascinato col muso e schiacciato contro la parete della stalla.
Leggi la notizia
Ansa.it

Solo negli stati Uniti, ogni anno 20 persone muoiono in seguito ad attacchi intenzionali delle mucche.

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