pecora

da corriere.it: “Pecora curiosa e un po’ distratta, e protezione civile, polizia locale e vigili del fuoco hanno dovuto provvedere con un’operazione di salvataggio in piena regola. È successo a Segrate, nell’area ex Boffalora dove una pecora, sfuggita al controllo del pastore che in questi giorni gira con un gregge numeroso, è incappata in un tombino aperto. L’animale, spaventato e incapace di liberarsi da solo, è stato notato da un passante che ha sentito i penosi lamenti uscire dalla tubatura. Avvisata protezione civile e polizia locale, la pecora è stata rifocillata e all’arrivo dei vigili del fuoco, liberata e riconsegnata al pastore”

Viene quasi dato per scontato che si tratti di “curiosità” o di “distrazione”. Probabilmente non sapremo mai l’esatta motivazione di quanto successo, ma sembra proprio impossibile – per una società abituata a usare gli animali come corpi da spostare, uccidere, vendere – concepire la più banale delle pulsioni: gli schiavi talvolta cercano di fuggire. Il linguaggio, invece, compie delle vere e proprie capriole, e così la riconsegna a chi la sfrutterà fino alla fine dei suoi giorni viene etichettata come una liberazione.