Bonnie e Clyde: i macachi evasi dallo zoo di Belfast

Irlanda, 25 Marzo 2015 

Sono già stati ribattezzati Bonnie e Clyde, in riferimento alla coppia di criminali statunitensi che negli anni ’30 diede filo da torcere alla polizia con le loro rocambolesche fughe. Protagonisti di questa vicenda non sono però due ladri, né altri colpevoli di reato. Bonnie e Clyde sono innocenti.

Sileno

QUI la notizia

(fonte www.greenstyle.it)

 

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R-esistere alla devastazione e al pericolo nucleare

A Fukushima, dopo il terremoto e lo tsunami del 2011, non tutto si è fermato.
C’è un uomo solidale con gli altri animali che sopravvivono nella zona, ma sono isolati, affamati, assetati. I ciliegi fioriscono a Fukushima.

QUI l’articolo

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Ronnie e la strada verso una vita felice

Usa, marzo 2015

E’ evaso dalla fattoria nella quale era prigioniero. Ha incontrato una persona solidale che l’ha curato e ha percorso con pezzo di strada con lui fino alla sua guarigione. Ora vive in un rifugio insieme a molti altri conigli sopravvissuti e sfuggiti allo sfruttamento umano.

QUI l’articolo

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I cammelli evadono dal circo

Molfetta e Giovinazzo (BA), febbraio 2015

Sono evasi dalla loro prigione (il circo). Nell’articolo si usa, finalmente, il verbo giusto: evadere. E senza virgolette!

(Fonte: www.giovinazzoviva.it)

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“Gli animali scappano e si ribellano a ciò che che viene testardamente e cinicamente definito il loro destino. Lo hanno sempre fatto, solo che ora, finalmente, qualcuno se ne sta accorgendo, qualcuno sta portando alla luce questo fenomeno. Il fatto eclatante, comunque, non è tanto la loro ribellione che si manifesta con infiniti metodi, strategie, tentativi. Il fatto eclatante è la cecità diffusa, il nostro non vedere, non sentire, non capire; il nostro continuare a considerarli degli esseri passivi e incapaci di resistenza, ribellione, disobbedienza. Occorre parlarne sempre di più! Ma parlarne sottolineando il loro essere soggetti attivi di una pesante e violenta repressione.” Troglodita Tribe

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La resistenza animale non si arresta mai

Bolzano, 25 marzo 2015

I prigionieri non smettono di cercare di ribellarsi. Qualcuno ci riesce, anche se per poco, data l’immane sproporzione di forze che immediatamente si riafferma. Questa mucca ‘particolarmente esuberante’, come la definisce l’allevatore, è evasa appena l’hanno scaricata dal furgone per portarla a vendere come fattrice. Nell’articolo che ne parla si coglie un’eco di solidarietà e d’amarezza per il suo futuro di ‘vitelli sottratti’. Eccola durante la sua corsa, con addosso i segni lasciati da chi si è impossessato del suo corpo per poterlo sfruttare, da chi la considera una cosa da vendere e comprare.

QUI l’articolo (altoadige.gelocal.it)

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(Foto scattata da Andrea Merighi)

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“E’ una mucca arrabbiata”

Canada, marzo 2015

Due mucche sono evase dal rimorchio che le stava portando al macello. Come si vede nel video, hanno reso assai difficile ricatturarle. Una delle due poi, ‘era proprio arrabbiata’, si stupisce un poliziotto.

Qui VIDEO e articolo  (fonte: www.cbc.ca)

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Il leone prigioniero attacca chi lo sta riprendendo

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Intelligenza o insubordinazione?

In questo video si vedono mucche che aprono chiavistelli per uscire dalle stalle, si vede come utilizzano il muso e le corna per azionare fontane che consentono loro di bere, anche fontane con piccoli rubinetti ovviamente pensati per mani umane, si vede come alzano perni di ferro dall’apposito fermo per riuscire a sfilare il muso dalla mangiatoia ed inserirsi in quelle dove c’è più cibo.
E’ vero che la prima reazione è quella di pensare alla loro intelligenza, alla loro capacità di utilizzare strumenti e di comprenderne il funzionamento, e anche quella di notare quanto le mucche possano “assomigliare a noi animali superiori”, a quanto, solo per questa poco significativa ragione, andrebbero rispettate. Ma in questo video c’è qualcos’altro che colpisce e stupisce. In alcuni passaggi siamo in un allevamento. Stiamo guardando animali dentro un allevamento. Siamo abituati a vederli e considerarli all’interno di un determinato percorso costruito su movimenti prestabiliti. Le mucche mangiano in una determinata posizione, mangiano solo la quantità che viene loro concessa, bevono allo stesso modo, si muovono lungo corridoi che le portano dove è stato deciso che devono andare. Per estensione siamo abituati a considerare gli animali, i movimenti e le azioni degli animali, all’interno di un particolare percorso. Queste mucche, invece, compiono degli atti di straniamento, di disobbedienza, di insubordinazione rispetto ai canoni prestabiliti. Lo stupore e l’emozione, allora, non riguarda soltanto la constatazione (che comunque resta) rispetto alla loro personale intelligenza (sanno aprire un chiavistello, sanno azionare le fontane), riguarda invece il loro modificare un comportamento prestabilito e condizionato. E’ la disobbedienza e non (solo) l’intelligenza che mostra la loro resistenza. E’ la disobbedienza e non (solo) l’intelligenza che mostra il loro essere soggetti e non mere vittime passive. Non si tratta di una fuga dettata da una reazione alla disperazione (il dolore o il terrore che spingono a sfondare un recinto), né una fuga che avviene grazie ad una fortuita casualità (una porta lasciata aperta, o un camion che si ribalta). Sono azioni mosse da un altro genere di stimolo. In questo particolare caso, poi, sono azioni più elaborate e complesse con le quali le mucche usano parti dei loro corpi per manovrare strumenti lontanissimi dalla loro portata, dalla loro vita, dalla loro natura. Quelle mucche operano una sorta di ribaltamento: utilizzano a loro vantaggio degli strumenti pensati e costruiti per la loro stessa oppressione. Tutti piccoli gesti che nel loro insieme fanno pensare, in qualche modo (e qui ci spingiamo provocatoriamente un po’ oltre) ai primi abbozzi di un piano di fuga.
Ma resta il punto che l’emozione è dettata dal fatto che riusciamo finalmente a notare questi piccoli e strategici movimenti della testa, questi millimetrici spostamenti delle corna, questo difficile adattarsi dei loro corpi forti e possenti in un universo così estraneo e così opprimente; l’emozione è anche dettata dal fatto che riusciamo a renderci conto di quanto questi episodi non sono affatto delle curiose e originali eccezioni spettacolari, e di quanto, però, restino terribilmente invisibili. Del resto, i giornali e gli altri media ogni tanto riportano notizie di evasioni, fughe, ribellioni, ma lo fanno ridicolizzando la portata dei fatti, rendendo il tutto uno spettacolo, una sorta di piacevole intrattenimento. Impossibile, allora, che si spingano a descrivere questi particolari, questi linguaggi insubordinati. E anche quando se ne sente parlare, è solo sotto forma di aneddoto, l’atteggiamento di un animale che diventa buffo, che permette ad un “padrone” di vantarsi del “suo” animale. In effetti, anche in questo video, si sente in sottofondo, mentre una mucca aziona la fontana, qualcuno che ride.
In fondo, lo stupore e l’emozione riguardano noi e il nostro modo di guardare, riguardano il nostro scoprire con sempre maggiore evidenza la disobbedienza degli animali, il fatto di riuscire ad inquadrare, sempre di più e sempre meglio, quei particolari che ci mostrano gli animali mentre deviano e deragliano “dalla retta via del dominio”, una “retta via” alla quale il nostro immaginario domato e condizionato li ha relegati da millenni.

Troglodita Tribe

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Ripreso a 120 km di distanza

Limpopo Province (Sud Africa), gennaio 2013
Una devastante alluvione colpisce la regione e permette l’evasione di 15.000 coccodrilli da un allevamento. Le ricerche devono essere condotte ad ampio raggio: uno dei coccodrilli viene catturato a 120 km di distanza.

QUI l’articolo

Nel video un coccodrillo viene immobilizzato. Impressionante la somiglianza con l’ammanettamento umano, con le mani dietro la schiena…

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La fuga dei coccodrilli

Vietnam del Sud, 2012

Una frana ha fatto cedere le pareti della loro prigione e 100 coccodrilli sono corsi a cercare un luogo dove nascondersi prendendo immediatamente possesso del territorio e dei canali.

QUI l’articolo (corriere.it)

Nella foto uno dei prigionieri ricatturati

Uno dei prigionieri ricatturati

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