Rojava, quando la resistenza passa per una cinepresa

Rojava, agosto 2015

Parlare di cinema e cultura, con la guerra in corso, può sembrare fuori luogo. In realtà, è proprio perché c’è la guerra che parlare di cinema e cultura è importante: perché con questa guerra vogliono distruggere la cultura, le tradizioni e l’esistenza stessa di un popolo.

Da poco più di un mese è nata la comune del film del Rojava. È nata per doppiare film e proiettarli per il popolo del Rojava, nelle città, nei villaggi e rivolge un invito a tutti i filmmaker che vogliono girare un film fuori dalle  logiche capitaliste, o che vogliano girare un film sul Rojava: la Komina film è disponibile ad offrire aiuto e contatti. Il sito di riferimento è www.kominafilmarojava.org.

Anche questa è Resistenza. Vale la pena ribadirlo?

Leggi l’articolo

(Fonte : www.nena-news.it )

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Solidarietà umana?

Avellino, ottobre 2015

Evade, e lo ‘ripescano’. Prosciutto salvato, prosciutto fortunato!

QUI la notizia (ilmattino.it)

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Matylda, latitante per due anni

Polonia, luglio 2015

Ci sono voluti due anni di tentativi d’ogni sorta da parte di chi era determinato a catturarla per piegare la sua resistenza.

QUI la sua storia (askanews.it)

 

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Ricatturato dopo sedazione

S. Bonifacio (Vr), aprile 2010

Ha approfittato di una sosta durante il trasporto per conquistarsi una via di fuga ed un luogo dove rifugiarsi.

QUI l’articolo  (l’arena.it)

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Evasa

Volterra, aprile 2015

Allevata, ma bisognerebbe dire prodotta, per ottenere altri prodotti da lei: la sua lana, il suo latte, la sua carne e quella dei suoi figli. Reificazione ben consapevole di aver a che fare con esseri viventi ai quali ci si può anche affezionare, che sono da tutelare in modo che non finiscano sotto un’auto e da riportare “al sicuro” nella fabbrica-prigione. Ma, nella scala antropocentrica del mondo, ci sono corpi,  volontà, desideri che non contano.

QUI l’articolo

 

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Fuggita dal macello

Bozzolo (MN), marzo 2013

Affiorano, a cercarle, sempre nuove e potenti storie di resistenze di corpi in lotta.

QUI la notizia

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Vieni via con me

Philadelphia, 16 novembre 2015.

Hanno cercato la libertà le due zebre che sono scappate dal circo Universal a Philadelphia.
Non appena si è presentata l’occasione ci hanno provato. Via dal recinto, via dai ricatti, via dallo sbeffeggiamento, via dalla noia, via dall’isolamento, via dalle coercizioni, via dalla frusta, via dalla prigione.
Viaaaaaaaaaa!
Una volta in strada correvano a più non posso e, come sempre accade, hanno suscitato stupore tra la gente.
“Che ci fa una zebra qui?” Si domandavano i passanti.
Infatti che ci fanno due zebre a Philadelphia o in un’altra città qualsiasi?

Sarebbe la prima domanda utile da farsi prima di mettere piede in quella prigione che è il circo per gli animali.

Qui l’articolo

(Fonte: www.kspr.com)

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La decisione di Rita

Sacramento, novembre 2015

E’ saltata giù dal camion che la trasportava al mattatoio, riuscendo ad uscire dalla gabbia in cui era rinchiusa, e ha salvato così i suoi cuccioli.
Fortunatamente è caduta su una parte non cementata. Era gravida e ha partorito poco dopo. Dei 14 piccolini 5 non ce l’hanno fatta.
Per gli altri e per la mamma c’è tutta una vita da inventare presso un rifugio in California.

La decisione di Rita, dicono gli attivisti, è stata la migliore che potesse prendere.

QUI l’articolo
(Fonte: www.animalplace.org)

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Ferito, ma non a morte, attacca il cacciatore che gli ha sparato

Castiglion Fiorentino, novembre 2015

Quella ai cinghiali si chiama caccia di selezione. L’orrore inizia dalle parole.

QUI l’articolo

(Fonte: www.arezzonotizie.it)

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Quella bancarella vegan non s’ha da fare…

Roma, novembre 2015

Nel mercato romano non la vogliono, ma la titolare difende la sua attività e il suo messaggio animalista. I bimb* rom, che sono suoi amici, fanno cordone attorno a lei contro sopraffazione, ottusità, violenza.

QUI la notizia

(fonte e foto: radiocolonna.it)

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