Tre zebre scappano da un parco divertimenti.

Chandler, Arizona, 7 febbraio 2018

Erano riuscite a liberarsi all’alba e a fuggire dal recinto che le imprigionava, all’interno del Chandler Ostrich Festival. Due di loro sono state catturate, una è stata investita.

Poche ore di libertà, di speranza, di desideri, sepolte dalle risate indifferenti e chiassose dei visitatori.

(Fonte:www.ktar.com)

Zebra escapes Chandler Ostrich Festival grounds, hit by car and killed

Pubblicato in approfondimenti | Commenti disabilitati su Tre zebre scappano da un parco divertimenti.

Attenzione: animali ribelli

Secondo  uno studio pubblicato da Wilderness and Environmental Medicine, gli animali che più si ribellano e diventano maggiormente  pericolosi per quelli umani risultano essere le mucche e i cavalli. Poi zanzare, vespe, calabroni, api e cani. All’ultimo posto squali e calabroni.

Invertendo la prospettiva, per tutti gli animali, quello più pericoloso, seppur con molti distinguo, risulta essere sempre l’animale umano.

Orsi, serpenti o squali? Macchè: gli animali “killer” per l’uomo, negli Usa, sono vacche e cavalli

(Fonte:www.http://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com)

 

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 8 - ribellioni, approfondimenti | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Attenzione: animali ribelli

Iraq: orso evade da un negozio

Bassora, Iraq, 2 febbraio 2018

Cacciati e venduti, anche i corpi degli orsi svaniscono fra le bombe e gli spari dei bracconieri. Restano le loro pelli e la loro bile.

In questo VIDEO  la fuga di un orso che viene riportato dove è tenuto prigioniero. (nationalgeographic.it)

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 6 - altri luoghi di detenzione, 7 - evasioni | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Iraq: orso evade da un negozio

Horton e Henry, storia di un legame profondo.

Rifugio Gentle Barn, U.S., dicembre 2017

>

Horton e Henry avevano solo pochi mesi  quando sono stati soccorsi. Affamati e terrorizzati, i due fratelli erano cresciuti in una fattoria di maiali – ed erano rimasti senza cibo così a lungo da diventare pelle e ossa.  Erano coperti di zecche, crivellati di parassiti e anemici per la mancanza di cure. Avevano paura anche delle persone.

Sono stati salvati nell’estate 2015, ma ci è voluto un bel po’ di tempo prima che riacquistassero sicurezza e fiducia. Solo col tempo, Henry e Horton hanno iniziato lentamente a permettere a qualcuno di avvicinarsi un po ‘a loro,  purché avessero un sacco di snack in mano.

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 2 - allevamenti e macelli | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Horton e Henry, storia di un legame profondo.

Orazio, un cavallo tra i lupi

Abruzzo, 24 febbraio 2018

Ancora una volta, la realtà ha molte più  sfaccettature di quelle che amiamo raccontarci, specie se non abbiamo vissuto quello di cui stiamo parlando e vogliamo dividere il mondo in dicotomie perfette, tra cui prede e predatori.

In realtà la comunicazione tra gli animali è ben più ricca, varia e articolata, benché forzatamente svilita da una visione (come nell’articolo e nei commenti del video) che vuol ricondurre la complessità delle relazioni a questioni di dominanza, alla monotonia di una lettura parziale – ma sarebbe meglio dire “di parte” – tanto cara e utile anche negli ambienti naturalistici.

Nel video ci sono immagini importanti che scardinano radicati preconcetti. Anche perché, la maggior parte del tempo gli animali  lo dedicano a fare altro, hanno tempi aperti (arbitrariamente non ripresi, salvo rare eccezioni) durante i quali “mescolano le  carte”.

Video/ articolo

(Fonte: www.ilsecoloxix.it)

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 8 - ribellioni | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Orazio, un cavallo tra i lupi

In fuga per 40 ore

Trissino (VI), febbraio 2018

Un toro di dieci mesi è evaso dalla stalla. La lunga caccia per riprenderlo si è conclusa con un dardo di sedativo.

QUI la notizia (www.reteveneta.it)

 

 

 

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 2 - allevamenti e macelli, 7 - evasioni | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su In fuga per 40 ore

Tutto il dolore del mondo

Un racconto di Michele Mari, da “EURIDICE AVEVA UN CANE”,  ed. Einaudi

TUTTO IL DOLORE DEL MONDO

Mi stavo allontanando dalla vetrina quando fui colpito da queste parole:
«Va’ Nino, l’è adree a morì: ‘ntremm a dighel».
«’ste curet ti? Andemm, andemm, che l’è tard».
«Ma poer pess…».
Un cappottino nocciola per lei, un lustro giaccone nero per lui: avevano guardato gli animali insieme a me, e ora si dileguavano nella sera. Osservando meglio, vidi ciò che aveva attirato la loro attenzione: un minuscolo pesciolino nero, rimasto impigliato fra il cristallo dell’aquario e una similalga di plastica. L’infelice doveva patire così da molto tempo, perché i suoi sforzi per liberarsi erano deboli e radi: poco più di uno spasmo. Orrore d’aquario, ove l’umana empietà aveva voluto un forzierino semisepolto e (a ballargli avido intorno) un sommozzatore di gomma, trascurando l’ossigenazione e il lindore dovuti.
Sarà stata la sua muta impotenza, la sua invisibile disperazione così in contrasto con la crassità filistea del Natale, ma io in quel pesce vidi compendiarsi tutto il dolore del mondo.

Altre facce si fermarono alla vetrina, attirate dai cagnolini e da un grosso pappagallo verde; se ne andarono, altre facce vennero, se ne andarono anch’esse; «Poer pess» aveva detto quella donna, ma lui l’aveva portata via. Prima che capissi cosa dovevo fare passò altro tempo, poi entrai nel negozio.
«Guardi che nell’aquario c’è un pesce impigliato».
«Eh?»
«E’ rimasto impigliato fra il vetro e un’alga». (Pronunciai l’ultima parola con l’intonazione più concessiva che potei).
«E allora?»
«Soffre».
Mi guardò come si guarda un seccatore, poi continuò a scartabellare in un suo registro. Neanche un cenno, un grugnito che assomigliasse a un ringraziamento, nulla che tradisse un velo di sollecitudine per la creatura. Alla cassa, impassibile, una giovine druda si rintuzzava le pipite: e masticava. Volli credere che avessero litigato aspramente, che io avessi interrotto un lor dramma: e uscii sospendendo il giudizio, studiatamente ignorando lo sdegno che perentro montava.

Continua a leggere

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, approfondimenti | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su Tutto il dolore del mondo

Leonessa “da riserva” attacca e uccide turista “da safari”

Dinokeng Nature Reserve, Sudafrica, 27  febbraio 2018.

Articolo

Fonte:www.repubblica.it

 

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 8 - ribellioni | Contrassegnato , , | 1 commento

Evade mentre la fanno salire sul camion

Vedelago (TV), 12 febbraio 2018

Era impossibile catturarla, dicono. Così le hanno subito sparato. Il fuori delle fabbriche di carne non esiste.

QUI la notizia

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 2 - allevamenti e macelli, 7 - evasioni | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Evade mentre la fanno salire sul camion

La Bestia e i sovrani impauriti.

Soiano del Lago (BS), 22 febbraio 2018

Scene mai viste, caos, delirio, apprensione….La bestia, ovvero un caprone tibetano, era “solo” evasa da una fattoria nei dintorni e si è dovuta confrontare col traffico, le auto  e i frequentatori del centro del paese presi dal panico.  Sembra che in realtà  “…avrebbe voluto solo giocare, e si sarebbe fatto pure accarezzare.“

Articolo di www.bresciatoday.it

 

 

 

Pubblicato in 1 - storie di rivolta, 2 - allevamenti e macelli, 7 - evasioni, 8 - ribellioni | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su La Bestia e i sovrani impauriti.