Maggio 2013, New Jersey
Leggi la storia di Sky

(fonte: blitzquotidiano.it)
Novembre 2009, un toro è riuscito ad evadere dal macello comunale di Torino. Braccato per ore, ha resistito furiosamente nonostante i sedativi prima d’essere ucciso a fucilate.
Guarda il video e leggi la storia (YouReporter.it)
Un torello evade dal mattatoio e sfugge alle ricerche per sei mesi
Leggi la storia (fonte: “Il Mattino di Padova”, 2010)
Tyke era una prigioniera di un circo americano che non ha mai cessato di resistere allo sfruttamento, fino a quando non è stata abbattuta, nell’agosto 1994.
Leggi la storia di Tyke (fonte: wikipedia)
Guarda il video dell’evasione di Tyke nel 1994 (fonte: eticaforum)
Animali in cattività: panda fuggono da uno zoo in Cina elaborando una strategia di fuga
dall’archivio ENPA 2009:
Nasce Resistenza Animale, un blog per la diffusione delle notizie di ribellione, di liberazione, di protesta che arrivano dal mondo degli animali non umani resi schiavi per il profitto di pochi umani.
E’ la sproporzione di forze ad essere incommensurabile. Forza indicibile, materiale ed ideologica, delle strutture del potere umano sugli animali.
Ma tutti i prigionieri vorrebbero essere liberi, animali compresi.
E i continui tentativi di fuga dai furgoni diretti ai mattatoi, dai recinti di terra e d’acqua lo dimostrano. Nella maggior parte dei casi si concludono con l’ ‘abbattimento’. Non si parla neppure di uccisione, forse perchè si ‘abbatte’ un ostacolo, qualcosa che s’è inceppato nel meccanismo inesorabile dello sfruttamento animale.
Talvolta la reazione umana è di simpatia nei confronti di chi, anelando alla libertà, riesce anche solo per poco tempo a conquistarla ed arriva un’insperata ‘grazia’ e la possibilità di vivere in un rifugio.
Ma, rispetto ai tentativi dall’esito quasi sempre drammatico, quante saranno le serrature che non hanno ceduto ai morsi, gli steccati insormontabili misurati con i salti, le corde che hanno retto agli strappi? Quanti i tentativi di difesa della propria vita che non hanno portato nemmeno a varcare la soglia della prigione e vengono ormai soltanto urlati fra le lamiere dei camion e in quei ‘non-luoghi’ che sono i macelli?
Nell’attesa che ogni gabbia venga aperta per sempre, cerchiamo almeno di cambiare prospettiva. Riconosciamo agli animali la ferma volontà e la capacità potenziale di autoliberazione. Non pensiamoci, pur nel nostro necessario ed urgente agire per gli animali, come i soli eroi liberatori, generosi campioni d’altruismo, ma come compagni affiancati nella lotta. Sicuramente più ‘armati’.
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