San Gemini (Terni), agosto 2014
Un toro è evaso da un allevamento. E’ stato sedato e ripreso.
(foto ed articolo: www.umbria24.it)
San Gemini (Terni), agosto 2014
Un toro è evaso da un allevamento. E’ stato sedato e ripreso.
(foto ed articolo: www.umbria24.it)
Settembre 2014
Non si lasciano sfuggire l’occasione di un varco aperto ed evadono in molti. Attraverso la loro fuga, conclusasi con l’immediato intervento dei guardiani dello zoo, questi animali richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica (basta leggere i commenti online) sulla loro condizione di reclusi.
Qui la notizia (articolo e foto: www.corriereromagna.it/news)
(notizia del 20 settembre 2014)
Belluno. Una mucca appena scesa dal camion sul quale era stata trasportata si è data alla fuga. “Impaurita”, si dice e quindi incapace di ritrovare la via di ‘casa’. Per tre giorni non si è lasciata riprendere. Poi è stata “riaccompagnata” nella stalla grazie ad una squadra per la quale sono stati necessari numerosi rinforzi.
Qui la notizia (foto e articolo: Bellunopress.it)
Rovigo, settembre 2014
Evaso da un allevamento di Stienta (Ro), un vitello è latitante da giorni. Falliti tutti i tentativi di colpirlo col sedativo.
Qui la notizia (lavocedirovigo.it)
(foto da archivio)
Casei Gerola, 11 settembre 2014
E’ accaduto in provincia di Pavia. Aveva appena partorito, ma suo figlio le era già stato portato via. Così questa mucca è fuggita per cercarlo ed ha trovato la morte sulla strada dove è stata investita.
Qui la notizia (vogheranews.it)
(foto dal web)
Il 14 novembre 1995, Emily, una giovenca di tre anni, pochi minuti prima d’essere uccisa e macellata, riesce a saltare l’alto cancello del mattatoio di Hopkinton, nel Massachussetts, e ad evadere. Per 40 giorni trova la solidarietà dei cittadini che la aiutano ad evitare la ri-cattura. Viene vista insieme ad un branco di cervi, come danno notizia i giornali locali. Acquistata dal macello, Emily viene trasferita nel centro pacifista Peace Abbey di Sherborn dove viene considerata una ‘portavoce speciale’ e dove vive per otto anni. Emily muore di cancro uterino – probabilmente causato degli ormoni che le erano stati somministrati – il 30 marzo 2003.

fonte: intersezioni.noblogs.org
…E alla fine ce l’hanno fatta. Come ogni volta.
Daniza, la mamma orsa che a Ferragosto aveva osato ferire un umano per difendere i propri cuccioli, è stata uccisa dalla dose di anestetico impiegato per catturarla. I cuccioli separati, uno catturato e da adesso ‘monitorato’, l’altro chissà dove, solo, indifeso, disperso.
A nulla sono valsi gli appelli, perché in un mondo intriso di specismo fino al midollo, quando un animale non umano osa reagire, o ferire (ancorché non gravemente, come in questo caso) un umano, esiste una sola, fascistissima risposta: la morte, o nel ‘migliore’ dei casi, il confino a vita in gabbie anguste.
Questo è lo specismo, la prima, più pesante e pervasiva forma di discriminazione di chi è percepito come irrimediabilmente altro. Lo specismo che ci viene insegnato da quando siamo in fasce, e che diventa efficace modello su cui plasmare altre discriminazioni, come quelle intraspecifiche quali sessismo e razzismo. Lo specismo che non concede attenuanti, né pietà alcuna e non guarda in faccia a madri, piccoli, legami familiari e affettivi – da tanta parte dell’umanità dichiarati sacri ed intoccabili valori (quanta ipocrisia, quanta ingiustizia!)
Continua su intersezioni
Bristol, maggio 2014
Sono evase ed hanno cercato rifugio in un quartiere residenziale. Qui hanno ferito un poliziotto che cercava di catturarle ed una di loro è stata uccisa perchè irriducibile e, dunque, pericolosa.
(Picture: SWNS)
Vallate (Arezzo), giugno 2014
Da sempre dava del filo da torcere all’allevatore. Questa volta per riprenderlo ci sono voluti rinforzi.
Qui la notizia (www.arezzoora.it)
(foto d’archivio)
Bolzano, 15 settembre 2014
Era riuscita a fuggire dal macello e vagava alla ricerca di uno spazio di sopravvivenza, lontano da un luogo dove si annusa solo dolore. I vigili del fuoco, quelli che tante volte salvano, sono stati chiamati ad intervenire. L’hanno acciuffata, le hanno dato da bere. Poi l’hanno riportata nel luogo da dove era venuta: a morire.
Qui l’articolo ( notizia e foto: altoadige.gelocal.it)